La nuova legge sul mare rivoluziona la gestione e la protezione delle aree marittime italiane, ridefinendo governance, regole per la nautica, tutele ambientali, turismo subacqueo e condizioni.
Una nuova stagione normativa per la gestione del mare si apre in Italia dopo l'approvazione definitiva del disegno di legge dedicato alla valorizzazione della risorsa mare. Con 149 voti favorevoli, 32 contrari e 63 astensioni, il provvedimento si pone come riferimento per la disciplina delle attività marittime, la tutela ambientale e la modernizzazione di settori strategici. Dal rafforzamento della governance, al coordinamento delle politiche pubbliche, passando per la valorizzazione del turismo subacqueo, la nascita delle zone contigue e il sostegno concreto ai territori insulari, la normativa agisce su molteplici fronti.
La legge per la valorizzazione della risorsa mare, avanzata dalla Presidenza del Consiglio su iniziativa del Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, articola una visione integrata per i mari italiani attraverso 37 articoli. Gli obiettivi dichiarati comprendono:
A livello di governance emergono maggiore programmazione strategica e coinvolgimento di soggetti pubblici e scientifici, tra cui enti locali, porti, autorità marittime e il settore della ricerca.
Uno degli elementi distintivi della nuova disciplina marittima è il potenziamento del Comitato interministeriale per le politiche del mare (CIPOM). A questo organismo viene affidata la funzione di cabina di regia per la definizione e l'implementazione del Piano del Mare (PDM), ora centrale nella strategia nazionale.
La regolamentazione attuale prevede che il PDM sia deliberato con cadenza quadriennale e aggiornato ogni due anni, assicurando maggiore stabilità e coerenza nelle scelte politiche e amministrative a medio-lungo termine. L'attività di coordinamento viene ulteriormente rafforzata dall'inclusione del Ministero dell'Università e della Ricerca all'interno del CIPOM. Questo ampliamento risponde all'esigenza di potenziare l'integrazione tra ricerca scientifica, innovazione tecnologica e politiche pubbliche, investendo nell'aggiornamento continuo delle strategie di sviluppo del settore marittimo italiano.
Le competenze del Comitato spaziano dall'armonizzazione degli atti amministrativi e regolamentari, alla valorizzazione della navigazione commerciale e da diporto. Il CIPOM garantirà la coerenza tra politiche ambientali, produttive e infrastrutturali, rafforzando quindi la capacità decisionale e operativa dello Stato nella pianificazione e gestione delle risorse marine.
Il testo normativo introduce significative innovazioni sulla definizione e gestione degli spazi marittimi. Viene autorizzata l'istituzione della zona contigua, area esterna al mare territoriale, secondo quanto previsto dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare (Montego Bay). Questo segmento, collocato tra le 12 e le 24 miglia marine dalla linea di base, rafforza la capacità dello Stato italiano di esercitare poteri di vigilanza e controllo per prevenire e contrastare violazioni doganali, fiscali, sanitarie, ambientali e in materia di immigrazione.
La normativa stabilisce inoltre criteri chiari per determinare le linee di costa e per l'esercizio dei diritti italiani sulla zona contigua, assicurando rispetto dei diritti degli altri Stati, soprattutto in merito a navigazione, sorvolo e posa di cavi sottomarini. L'estensione di tali poteri garantisce maggiore chiarezza giuridica e certezza operativa per porti, traffici commerciali, infrastrutture strategiche e operatori economici interessati.
Le aree individuate dovranno essere notificate agli Stati adiacenti o fronteggianti, rispettando pienamente il quadro di cooperazione internazionale. Questa disposizione risponde alla duplice esigenza di rafforzare l'azione di controllo nazionale, soprattutto su temi delicati quali la sicurezza e l'ambiente, e di consolidare la reputazione dell'Italia come attore responsabile nella gestione sostenibile e legalmente sicura degli spazi marittimi.
Il quadro normativo appena varato dedica particolare attenzione alla disciplina delle attività subacquee e del turismo ricreativo, introducendo per la prima volta una regolamentazione organica e uniforme a livello nazionale. Sono fissati requisiti stringenti per l'abilitazione di istruttori, guide subacquee, centri didattici e operatori del settore, con obbligo di copertura assicurativa individuale e formazione specifica in materia di sicurezza e tutela degli utenti.
Le immersioni dovranno rispettare distanze di sicurezza ben definite, con i segnali di posizionamento da rispettare a un minimo di 100 metri. Le imbarcazioni di supporto saranno tenute a dotarsi di presidi di pronto soccorso e personale qualificato a bordo. Tali interventi mirano a uniformare il quadro regolamentare, riducendo i rischi per i praticanti e al tempo stesso valorizzando il patrimonio archeologico, faunistico e paesaggistico del mare italiano attraverso percorsi e itinerari tracciati.
È prevista anche la mappatura delle zone di interesse turistico-subacqueo, individuate tenendo conto della rilevanza culturale e naturalistica e della necessità di proteggere gli habitat marini più fragili, come le praterie di Posidonia oceanica. Competenza regolatoria e responsabilità sono attribuite alle Regioni, in intesa con il Governo centrale, così da garantire uniformità ma anche flessibilità di adeguamento alle specificità territoriali.
Il testo rammenta l'uso obbligatorio di apparecchiature conformi agli standard UE e la tenuta obbligatoria di registri delle immersioni, insieme all'introduzione di sanzioni progressive per le infrazioni commesse da istruttori, centri privi dei requisiti e per la mancata compilazione dei registri.
Il settore della nautica da diporto viene investito da importanti novità di carattere amministrativo e digitale. Il provvedimento prevede l'obbligo per le imprese di noleggio e locazione di unità utilizzate a fini commerciali di registrare tali imbarcazioni in un archivio telematico centrale, semplificando così la gestione documentale e le procedure di controllo.
Per le attività occasionali non commerciali, viene introdotto l'obbligo di esporre su ogni scafo un contrassegno con la dicitura noleggio occasionale riportata in maniera ben visibile e secondo dimensioni minime standard. Le unità fino a 24 metri battenti bandiera estera, ma di proprietà italiana o legalmente residente, potranno operare in Italia previa dimostrazione della navigabilità e della rispondenza agli standard di sicurezza, anche attraverso visite tecniche accreditate qualora lo Stato di bandiera non preveda certificazioni.
Peculiare è la spinta verso la digitalizzazione delle carte e dei libri di bordo, per semplificare archiviazione, controllo e gestione degli atti nautici, oltre all'introduzione di nuovi strumenti di pagamento digitali e alla semplificazione delle procedure per licenze e conversioni di patenti nautiche straniere.
Una particolare attenzione è stata rivolta ai territori insulari, riconosciuti come aree ad alto rischio di svantaggio socio-economico e con difficoltà strutturali nell'accesso ai servizi fondamentali. La legge prevede interventi specifici per il personale scolastico e sanitario in servizio nelle isole minori, tramite punteggi aggiuntivi e il rafforzamento dei servizi di rifornimento idrico per l'arcipelago siciliano.
Al comparto della pesca è dedicata l'attuazione della cassa integrazione (CISOA) estesa ai marittimi del settore, una misura da tempo reclamata dagli operatori e ora finalmente prevista tramite specifico decreto interministeriale. Questo rappresenta un passaggio innovativo nella tutela dei lavoratori del comparto, con l'obiettivo di assicurare sostegno durante i periodi di fermo biologico o di calo dell'attività.
Le nuove disposizioni riconoscono anche la possibilità per i marinai con autorizzazione alla pesca di assumere il comando di navi di stazza fino a 200 tonnellate, anche oltre il 20° meridiano, favorendo il ricambio generazionale e l'ampliamento delle competenze professionali nelle comunità costiere. Il supporto ai territori si esplica anche attraverso misure in favore della cantieristica navale regionale, con incentivi fiscali, contributi all'innovazione tecnologica e programmi di formazione per gli operatori della filiera nautica.
Il dott. Luca Rossi è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogli ...