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Lidl lancia un nuovo prodotto per moltiplicare le prese di casa senza fare nessun lavoro a 8,99 euro

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di Chiara Compagnucci pubblicato il
Lidl lancia un nuovo prodotto per moltiplicare le prese di casa senza fare nessun lavoro a 8,99 euro

Le prese non bastano mai e i lavori in casa costano tempo e soldi. Lidl lancia un adattatore da 8,99 euro che si inserisce nella presa: cosa offre, quali limiti ha e per chi ha senso comprarlo adesso.

Le prese in casa non bastano mai: una per il telefono, una per il tablet, una per la lampada, e il divano resta sempre il punto più lontano dalla corrente. Lidl propone una soluzione che non richiede né un elettricista né un trapano: un adattatore da presa con porte USB a 8,99 euro, che si inserisce nella presa a muro e la trasforma in un punto di ricarica per più dispositivi. Dopo il debutto in Spagna dall’8 ottobre, il prodotto arriva ora anche in Italia. 

Che cos’è: un adattatore che si inserisce nella presa, senza lavori

Il prodotto è un adattatore da parete a marchio Tronic, la linea di accessori elettrici di Lidl. Non è una ciabatta con il cavo e non è una presa da installare: si infila direttamente in una presa a muro già esistente e ne moltiplica gli ingressi. Per questo non servono lavori, non si tocca l’impianto e non si fanno fori. Si collega, si usa e, se si cambia stanza, si stacca.

Il prezzo è 8,99 euro, una cifra bassa se si confronta con il costo di un intervento per aggiungere una presa nuova, che richiede un professionista, la scanalatura nel muro e il ripristino dell’intonaco. Qui il lavoro non c’è: l’unico gesto è inserire la spina. È questo il motivo per cui l’adattatore interessa soprattutto a chi vive in affitto, a chi non può o non vuole fare lavori e a chi ha un punto della casa, il letto, il divano, la scrivania, in cui la presa libera è una sola.

La formula è quella dell’adattatore tutto in uno: nello spazio di una presa si ottengono più ingressi per le spine e alcune porte USB per caricare direttamente smartphone, cuffie e powerbank, con i loro cavi, senza un alimentatore da collegare a ogni spina. Il corpo è compatto e, a differenza della ciabatta, non ha un cavo di alimentazione che striscia sul pavimento.

I numeri: due prese, tre porte USB e fino a cinque dispositivi insieme

La dotazione è semplice. L’adattatore offre due prese elettriche e tre porte USB, per un totale di fino a cinque dispositivi collegati nello stesso momento. Con una sola presa a muro occupata si possono quindi alimentare, per esempio, una lampada, un caricabatterie, uno smartphone, un paio di cuffie e un tablet.

Sul lato elettrico la scheda indica 3.680 watt di potenza massima, pari a 16 ampere, che è il valore tipico di una presa domestica italiana. È un dato importante: significa che l’adattatore non aggiunge potenza all’impianto, ma ne divide quella disponibile. Collegare più prese non significa poter assorbire di più dalla parete: il limite resta quello della linea a cui la presa è collegata e della presa stessa.

Le porte USB hanno un funzionamento che conviene capire. La potenza di ricarica non è moltiplicata per ogni porta: quando si usano più uscite nello stesso momento, la potenza si divide. Un telefono collegato da solo si ricarica più in fretta di quando ce ne sono tre in funzione insieme. Per le ricariche di tutti i giorni, telefono, cuffie, powerbank, va benissimo. Per un portatile o per ricariche rapide serve altro. Il tipo esatto delle porte e la potenza di ciascuna vanno controllati sulla confezione, perché le schede che circolano non sono uniformi.

Alcune schede indicano anche un interruttore integrato, utile per togliere corrente agli apparecchi lasciati in stand-by e ridurre i consumi inutili. Anche qui vale il controllo sulla confezione: se c’è, è un vantaggio concreto per chi lascia collegati caricatori e lampade tutta la notte.

I limiti da conoscere prima di comprarlo

Un adattatore a 8,99 euro risolve un problema preciso, ma non tutti. Il primo limite è l’ingombro. Il corpo sporge dalla parete e può coprire le prese vicine: su una placca doppia o tripla c’è il rischio che l’adattatore occupi lo spazio della presa accanto e la renda inutilizzabile. Prima di acquistarlo conviene misurare lo spazio disponibile e guardare come sono disposte le prese in casa.

Il secondo limite è la potenza. Le prese dell’adattatore non servono per collegare insieme apparecchi molto potenti. Forni, stufette, asciugacapelli, ferri da stiro, bollitori e radiatori elettrici assorbono moltissima corrente e non vanno collegati a un adattatore, tanto meno insieme ad altro. Anche se il limite dichiarato è di 3.680 watt, la regola pratica è tenere i carichi leggeri: lampade, caricabatterie, piccoli dispositivi elettronici.

Il terzo limite è l’impianto. In una casa con impianto datato, con prese lente, allentate o poco stabili, un adattatore pesante può non tenere bene e può creare un contatto instabile. Se la presa è vecchia o si scalda, il problema non è l’adattatore ma la presa, e va controllata da un professionista. Conviene anche evitare di inserire un adattatore dentro un altro adattatore o di collegarlo a una prolunga già carica.

Il quarto limite riguarda le protezioni. Alcune schede parlano di protezione da sovratensioni e cortocircuiti, altre non indicano nulla. Su questo punto la fonte più affidabile è la confezione: bisogna cercare la marcatura CE e le indicazioni del produttore, e non fidarsi del solo prezzo basso.

Per chi conviene e come usarlo bene

L’adattatore ha senso soprattutto per chi ha poche prese e non può fare lavori. Il caso tipico è la casa in affitto, dove non si possono forare le pareti né aggiungere prese. Ma funziona bene anche in una camera da letto con una sola presa vicino al comodino, nel soggiorno con il divano lontano dalla corrente, nello studio con scrivania, lampada e caricabatterie che competono per lo stesso punto.

Rispetto a una ciabatta tradizionale, l’adattatore ha due vantaggi: non ha il cavo e non lascia fili sul pavimento, e porta le USB direttamente nella presa. Ha però meno ingressi, e non va bene quando si devono collegare molti apparecchi insieme. La ciabatta con il cavo resta più adatta alla postazione con computer, monitor e stampante; l’adattatore è la scelta giusta per la ricarica e per i piccoli usi quotidiani.

Alcune regole d’uso fanno la differenza. Si inserisce l’adattatore a fondo nella presa, si evita di sovraccaricarlo, si toglie la corrente agli apparecchi non usati e si controlla di tanto in tanto che non si scaldi. Se il corpo diventa caldo o se la presa fa un rumore strano, si scollega subito. Per le ricariche rapide di un portatile o di un tablet di grande formato conviene continuare a usare il caricatore originale, collegato a una presa libera.




Chiara Compagnucci

Nata a Roma nel Giugno del 1978, effettua gli studi di ragioniere e si appassiona al tennis. Amante del mondo delle quattro ruote e delel due ruote, è sempre curiosa su tutte le novità delle case automobilistiche e sulle nuove auto in uscita. Scrive da anni per diversi blog ed ora si dedica a tempo pieno su questo sito web trattando in particolar modo tematiche sul mondo delle auto e sugli argomen...