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L'oro della nonna vale una fortuna, il patrimonio nelle case vale 150 miliardi di euro: cosa contiene davvero

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di Marianna Quatraro pubblicato il

Nei cassetti, nelle scatole di legno dimenticate in fondo agli armadi, nelle cassette di sicurezza tramandate di generazione in generazione, le famiglie italiane custodiscono un tesoro che vale 150 miliardi di euro. Cosa contiene davvero.

Nei cassetti, nelle scatole di legno dimenticate in fondo agli armadi, nelle cassette di sicurezza tramandate di generazione in generazione, le famiglie italiane custodiscono un tesoro che vale 150 miliardi di euro. Non si tratta di un'iperbole giornalistica, ma di una stima che fotografa un fenomeno molto concreto: l'Italia è uno dei Paesi al mondo con la maggiore quantità di oro fisico detenuto dai privati, accumulato nel tempo attraverso eredità, regali di nozze, battesimi e comunioni, e semplice risparmio in forma di gioielli e monete.

Con il prezzo dell'oro che negli ultimi anni ha registrato rialzi record, superando più volte i massimi storici, quello che un tempo era considerato solo un ricordo di famiglia oggi è diventato, di fatto, un vero e proprio asset finanziario. Capire cosa contiene questo patrimonio nascosto e come valutarlo correttamente è utile non solo per curiosità ma anche per chi si trova a gestire un'eredità o semplicemente vuole sapere quanto vale l'oro che ha in casa.

Perché l'oro degli italiani vale così tanto

Il valore complessivo di questo patrimonio dipende da due fattori che si sono combinati negli ultimi anni: la quantità di oro fisico accumulata nelle case italiane, stimata in diverse migliaia di tonnellate, e la crescita della quotazione dell'oro sui mercati internazionali, che ha visto il prezzo per grammo moltiplicarsi rispetto a pochi anni fa.

L'Italia ha una tradizione radicata nel possesso di oro fisico. A differenza di altri Paesi europei dove il risparmio si concentra quasi esclusivamente su conti correnti, titoli di Stato o fondi comuni, nel nostro Paese l'abitudine di regalare o tramandare oggetti in oro resta molto diffusa, specialmente in occasione di matrimoni, nascite e ricorrenze religiose. Questo ha creato, nel corso di decenni, un enorme deposito di ricchezza privata che oggi, complice il rally delle quotazioni, vale molto più di quanto la maggior parte delle famiglie immagini.

Cosa contiene davvero questo tesoro nascosto

Il patrimonio aureo degli italiani non è un blocco omogeneo, ma un insieme eterogeneo di oggetti diversi per valore, purezza e significato affettivo. Ecco le principali categorie che lo compongono.

Anelli

Gli anelli sono probabilmente la categoria più diffusa e trasversale. Fedi nuziali, anelli di fidanzamento, anelli con pietre preziose ricevuti in eredità: ogni famiglia italiana ne possiede almeno alcuni esemplari. Il loro valore varia enormemente a seconda della caratura dell'oro (generalmente 18 o 750 millesimi in Italia), del peso e dell'eventuale presenza di pietre. Un anello semplice in oro giallo può pesare pochi grammi, mentre un anello antico con castone può arrivare a pesare molto di più, incidendo sensibilmente sul valore complessivo.

Collane

Le collane rappresentano spesso i pezzi più pesanti, e quindi più preziosi, del tesoro di famiglia. Catene, girocolli, collane con medaglie o pendenti religiosi: molte di queste sono state acquistate proprio come forma di risparmio, sfruttando il fatto che l'oro, a differenza di altri beni, non si deteriora nel tempo. Le collane più corpose, in particolare quelle in oro a maglia piena, possono raggiungere valori considerevoli anche prescindendo dal loro significato sentimentale.

Spille

Le spille in oro, oggi meno di moda rispetto al passato, restano comunque una presenza frequente nei forzieri di famiglia, spesso appartenute a nonne e bisnonne. Alcune sono impreziosite da pietre, perle o smalti e possono avere, oltre al valore del metallo, anche un valore antiquario o artistico che ne aumenta ulteriormente la stima, specialmente se si tratta di pezzi d'epoca firmati o realizzati con tecniche di oreficeria tradizionale.

Monete d'oro

Le monete d'oro occupano un posto speciale in questo patrimonio, perché uniscono il valore del metallo a quello numismatico. Marenghi, sterline, dollari d'oro, ma anche monete commemorative più recenti: si tratta di beni che molte famiglie hanno accumulato proprio con l'intento di conservare valore nel tempo, spesso su consiglio di genitori o nonni cresciuti in periodi di forte inflazione o instabilità monetaria. Alcune di queste monete, per rarità o condizione di conservazione, possono valere significativamente più del loro semplice contenuto aureo.

Orologi

Infine, gli orologi in oro completano il quadro. Che si tratti di orologi da polso maschili tramandati di padre in figlio o di modelli femminili più delicati, questi oggetti combinano il valore del metallo prezioso con quello, spesso rilevante, della marca e della meccanica. Un orologio in oro di una casa svizzera di prestigio può valere, sul mercato, cifre molto superiori al solo peso dell'oro utilizzato per realizzarlo, mentre modelli più semplici mantengono un valore legato principalmente alla quantità di metallo.

Come si calcola il valore reale di questi oggetti

Molte persone, quando pensano al valore del proprio oro di famiglia, commettono un errore comune: guardano solo alla quotazione dell'oro puro (24 carati) senza considerare che la maggior parte dei gioielli italiani è realizzata in oro a 18 carati, cioè con una purezza del 75%. Questo significa che il valore effettivo va calcolato applicando una decurtazione rispetto al prezzo ufficiale dell'oro fine.

Per stimare correttamente il valore di un oggetto servono quindi tre informazioni: il peso in grammi, la caratura (riportata solitamente in un piccolo marchio inciso sull'oggetto, ad esempio 750 per il 18 carati o 585 per il 14 carati) e la quotazione aggiornata dell'oro al momento della valutazione. Solo incrociando questi tre dati si ottiene una stima realistica, che può poi essere ulteriormente corretta al rialzo in presenza di un valore aggiunto legato al design, alla marca o alla rarità del pezzo.

Per una valutazione precisa, soprattutto in vista di una vendita o di una successione, è sempre consigliabile rivolgersi a un compro oro certificato o a un perito, evitando stime affrettate basate solo sul peso complessivo.

L'effetto ricchezza e perché conviene sapere quanto vale il proprio oro

Quando un bene posseduto aumenta di valore, gli economisti parlano di effetto ricchezza: chi si accorge di possedere qualcosa che vale più di prima tende a percepirsi come più solido dal punto di vista finanziario, e questo può influenzare anche le scelte di consumo e di risparmio. Nel caso dell'oro di famiglia, questo effetto è ancora poco conosciuto proprio perché molti italiani non hanno mai fatto valutare gli oggetti che possiedono, considerandoli semplicemente ricordi affettivi piuttosto che asset economici.

Sapere quanto vale realmente il proprio oro può essere utile in diverse situazioni: nella pianificazione di una successione ereditaria, dove è importante avere una stima corretta del patrimonio trasmesso; nella valutazione di un'eventuale vendita, magari per far fronte a spese impreviste; oppure semplicemente per avere una fotografia più precisa della propria ricchezza complessiva, che spesso include questi beni senza che se ne tenga conto in modo consapevole.

Al di là del valore economico, l'oro custodito nelle case italiane porta con sé un forte significato simbolico: rappresenta legami familiari, ricordi, momenti importanti della vita. Proprio per questo, oltre a conoscerne il valore, è importante proteggerlo adeguatamente, valutando soluzioni assicurative dedicate o l'utilizzo di cassette di sicurezza bancarie per gli oggetti di maggior pregio, evitando di lasciare esposto un patrimonio che, come dimostrano i numeri, può valere molto più di quanto si pensi.

In un'epoca in cui i mercati finanziari sono sempre più volatili e l'oro continua a essere considerato un rifugio sicuro contro l'inflazione e l'incertezza economica, quello che sembrava solo un cassetto di ricordi di famiglia si rivela, a conti fatti, una delle forme di risparmio più solide e diffuse tra le famiglie italiane.






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Marianna Quatraro

Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...