Tir fermi nel Sud, scaffali vuoti che arrivano anche in Veneto, pioggia nel weekend e possibili cortei sabato 24 a Milano e in altre città del Nord: ecco dove si temono più disagi nei prossimi giorni.
Tre fronti si sovrappongono in un weekend già delicato, quasi come una tenpoesta perfetta economico-sociale: una nuova perturbazione atlantica, la protesta dei camion che dal Sud sta rallentando i rifornimenti e un sabato di possibili cortei in diverse città del Nord. Non si tratta di una “tempesta” unica, e conviene distinguere ciò che è certo da ciò che è solo annunciato. Ecco dove si temono più disagi tra giovedì e domenica, e che cosa è già successo.
La perturbazione in arrivo tra sabato 24 e domenica 25 ottobre è descritta come moderata. L’anticiclone ne frena l’estensione, tanto che gli effetti dovrebbero essere meno ampi di quelli delle due perturbazioni precedenti. Non per questo il tempo sarà tranquillo ovunque.
Sabato le piogge più consistenti sono attese nello Spezzino, in Toscana, in alcune aree dell’Emilia-Romagna, nel basso Veneto e in Friuli-Venezia Giulia, con rovesci nel Delta del Po. Piove in modo sparso anche sul Centro tirrenico, mentre al Nord-Ovest il föhn porta un miglioramento già in serata. Sul Nord è bene ricordare che l’arco alpino protegge buona parte della pianura, quindi le precipitazioni si concentrano nelle zone centro-orientali.
Domenica il nucleo principale si sposta al Sud. Le regioni più coinvolte sono Campania, Calabria tirrenica e Sicilia settentrionale, con rovesci anche intensi e temporali localmente severi, favoriti dal mare ancora caldo. Sulle Alpi occidentali non è escluso qualche fiocco di neve oltre i 2.200 metri. Le temperature scendono di 2-4 gradi sotto la media.
Due precisazioni. Le previsioni a questa distanza hanno un’affidabilità indicata intorno al 55-60% e le fonti consultate non riportano allerte ufficiali della Protezione civile: il quadro può cambiare nelle prossime ore. Dalla settimana successiva è attesa un’alta pressione più stabile, ma non è garantita. Il punto delicato è un altro: domenica la pioggia colpisce proprio le regioni dove i blocchi dei camion sono stati più forti.
La protesta degli autotrasportatori contro il caro gasolio è partita l’11 ottobre dalla Puglia e si è estesa a Calabria, Campania, Sicilia, Basilicata e Molise. In alcune zone i blocchi hanno interessato caselli e svincoli, e nei giorni scorsi la situazione si è fatta pesante: scaffali quasi vuoti a Catanzaro, Cosenza e Termoli, mancanza di frutta, verdura, latte e pesce, code ai distributori a Ischia, benzina quasi finita a Procida e carburante scarso nell’Isernino. A Messina la raccolta rifiuti è sospesa in almeno 15 comuni.
Il 20 ottobre si è svolto a Milano l’incontro con il ministro Salvini. Il viceministro Rixi ha parlato di circa un miliardo di euro sbloccato, di cui circa 480 milioni già disponibili. Il Comitato trasporto siciliano ha revocato il fermo, ma le imprese restano in stato di agitazione e altri presidi risultavano attivi in Campania, Calabria, Puglia e Molise. Un nuovo confronto con gli autotrasportatori è previsto per il 27 ottobre. Non è chiaro, quindi, se i blocchi finiranno nelle prossime ore o se si trascineranno.
La novità è che gli effetti arrivano anche al Nord. In Veneto i primi segnali sono già visibili. Nel supermercato Panorama di Castrette di Villorba, in provincia di Treviso, i banchi della verdura erano vuoti: mancavano uva, bieta, cicoria e prezzemolo, perché alcuni fornitori pugliesi non hanno consegnato regolarmente. Al mercato ortofrutticolo di Verona gli arrivi dal Sud sono calati del 70%. Despar Nord segnala difficoltà temporanee su uva e clementine, e la stampa locale parla di scaffali di frutta e verdura vuoti anche alle porte di Mestre.
Il commercio avverte Patrizio Bertin, presidente di Confcommercio Veneto, lancia l’allarme perché sono colpiti anche erboristerie, negozi di abbigliamento e attività di accessori, e perché il periodo delicato è quello delle vendite prima di Natale. Un fornitore ha chiesto 50 centesimi in più a collo per una fornitura di farina, e molti commercianti assorbono i rincari senza scaricarli sui clienti. Sul fronte industriale, Pasta Zara non ha ricevuto la semola biologica dal Sud e ha sostituito la linea con fornitori del Centro Italia e un mulino di Trieste.
Il quadro è questo: nel Nord i vuoti riguardano per ora soprattutto i prodotti freschi che arrivano dal Sud, come ortofrutta e alcune materie prime, non l’intero scaffale. Dato che circa l’80% delle merci italiane viaggia su gomma, ogni giorno di blocco pesa sul resto della filiera.
C’è poi il fronte delle piazze. Il 16 ottobre a Milano oltre 3.000 studenti hanno sfilato nel corteo “Nessun3 è stranier3” contro il decreto Scuola 2026, in particolare contro il tetto del 30% di alunni stranieri per classe, e un gruppo ha occupato l’ex obitorio. Nei giorni seguenti ci sono state manifestazioni e scontri a Milano, Torino e Bologna, con vetrine e negozi danneggiati nel centro del capoluogo lombardo. Dopo le violenze, il giudice per le indagini preliminari ha disposto il carcere per quattro ragazzi e i domiciliari per uno.
Ora circola l’annuncio di un nuovo appuntamento per sabato 24 ottobre, rilanciato sui social dal “Movimento 17 ottobre”. Il messaggio parla di una “mobilitazione permanente ogni sabato alle 15.30”, con ritrovo a Firenze in piazza Santa Maria Novella e riferimenti a Milano, Bologna, Torino, Roma, Padova, Bari e Genova. La protesta, per ora, esiste soprattutto online: non risultano autorizzazioni né conferme ufficiali, e i luoghi precisi non sono stati comunicati. Nelle chat dei gruppi si discute di evitare piazza Duomo e di cambiare zona all’ultimo momento, e il governo ha annunciato 500 militari in più a Milano.
Per domenica 25 ottobre non sembrano esserci convocazioni di cortei in queste città. Quindi, a oggi, il rischio maggiore per le piazze del Nord riguarda il pomeriggio di sabato, con possibili deviazioni dei mezzi pubblici e traffico rallentato nei centri storici. Si tratta di un’ipotesi legata a un appello non confermato, non di un calendario ufficiale.
Mettendo insieme i tre fronti, la mappa dei possibili disagi cambia a seconda del giorno e della zona.
Sabato 24 ottobre il punto più sensibile è il Centro-Nord: pioggia in Toscana, Liguria di Levante, Emilia-Romagna, basso Veneto e Friuli, e possibili cortei nel pomeriggio a Milano e in altre città. Chi deve spostarsi in centro faccia attenzione a deviazioni e rallentamenti, e controlli gli avvisi dei trasporti locali.
Domenica 25 ottobre i maggiori rischi sono al Sud, dove i rovesci intensi si sommano a una rete di approvvigionamento già in difficoltà: Campania, Calabria tirrenica e Sicilia settentrionale. Qui la combinazione di strade bagnate, blocchi stradali e scorte basse può peggiorare la situazione di chi già fatica a trovare carburante e prodotti freschi.
Nei supermercati del Nord, a cominciare dal Veneto, è probabile che i vuoti si concentrino su frutta, verdura e alcuni prodotti del Sud, finché i camion non riprendono a circolare con regolarità.
Resta da vedere l’esito del confronto del 27 ottobre e l’evoluzione delle prossime ore: la tenuta degli accordi sui fondi sarà il fattore decisivo per capire se i vuoti negli scaffali si ridurranno o si estenderanno.
Nata a Roma nel Giugno del 1978, effettua gli studi di ragioniere e si appassiona al tennis. Amante del mondo delle quattro ruote e delel due ruote, è sempre curiosa su tutte le novità delle case automobilistiche e sulle nuove auto in uscita. Scrive da anni per diversi blog ed ora si dedica a tempo pieno su questo sito web trattando in particolar modo tematiche sul mondo delle auto e sugli argomen...