Due giovani, Marco e Giovanni, raccontano il loro percorso come idraulico ed elettricista tra sfide, aspettative e soddisfazioni. Un viaggio nella manualità, tra tradizione e innovazione nell'era dell'IA.
Negli ultimi anni, si sta assistendo a una nuova attenzione verso le professioni tecniche e artigianali, in particolare per quelle che riguardano elettricisti e idraulici. Una tendenza supportata non solo dai dati del mercato del lavoro, ma anche da autorevoli voci del settore tecnologico, come Jensen Huang, CEO di Nvidia, che ha sottolineato come la crescita dell'intelligenza artificiale richieda infrastrutture fisiche nuove e sempre più avanzate, valorizzando le competenze pratiche. Secondo gli osservatori, la domanda di lavoratori qualificati nelle professioni tecniche è aumentata del 27% in tre anni. Questa nuova consapevolezza si riflette nella narrazione sociale e nelle scelte di molti giovani che, oggi più che mai, vedono in questi mestieri non solo un'opportunità di occupazione ma anche una via di realizzazione personale e professionale.
Marco: “Per me, la scelta è stata graduale. Dopo le scuole superiori mi sono trovato incerto sul percorso universitario, ma ho iniziato a fare piccoli lavoretti con uno zio che era nel settore. Ho scoperto di apprezzare la concretezza del lavoro manuale e la sensazione di vedere subito i risultati. È diventata così una scelta convinta, anche se inizialmente dettata dalla necessità di trovare rapidamente un'occupazione”.
Giovanni: “Io ho sempre avuto la curiosità per tutto quello che riguarda gli impianti e la tecnologia domestica. Già da adolescente aiutavo amici e parenti con piccoli guasti. Ho scelto questa strada perché mi appassiona risolvere problemi pratici, ma ho scoperto col tempo che richiede molta preparazione e aggiornamento”.
Marco: “Direi di sì, anche se l'ho capito solo dopo aver iniziato. Scoprire un ambiente lavorativo dinamico e stimolante mi ha fatto cambiare prospettiva”.
Giovanni: “Per me è stata molto più di una necessità. È una vera e propria scelta di vita”.
Giovanni: “Pensavo fosse ripetitivo e prevalentemente fisico. Invece ho scoperto che bisogna ragionare molto, adattarsi a ogni contesto e aggiornarsi spesso. Sono rimasto sorpreso soprattutto dalla varietà: ogni giorno ci troviamo davanti a situazioni completamente diverse”.
Marco: “All'inizio pensavo che bastasse saper usare i ferri del mestiere. Poi mi sono reso conto dell'importanza della precisione, della responsabilità e dell'aspetto tecnico. Una sorpresa è stata anche la quantità di regole e normative da rispettare, sia per la sicurezza che per la qualità degli impianti”.
Marco: “Sì: l'organizzazione degli orari può essere impegnativa, soprattutto per chi lavora in proprio. E a volte i clienti sottovalutano la complessità di certi interventi”.
Giovanni: “La parte negativa? La responsabilità degli impianti: se qualcosa va storto, le conseguenze possono essere serie. È una pressione da non sottovalutare”.
Marco: “La fatica fisica è stata una delle prime sfide. Non ero abituato a lavori così intensi dal punto di vista muscolare, ma anche mentale. Serve attenzione continua”.
Giovanni: “Concordo, ma aggiungerei il rapporto con i clienti. Soprattutto all'inizio, quando sei giovane, ti capita spesso che alcuni ti sottovalutino. E poi la gestione degli imprevisti: niente va mai come pensavi”.
Marco: “Ho capito presto che in questi mestieri anche un piccolo errore può avere ripercussioni importanti. La responsabilità ti mette in riga e ti spinge a fare sempre del tuo meglio”.
Giovanni: “Mi sono affidato a colleghi più esperti. E ho imparato a chiedere sempre un parere prima di prendere decisioni rischiose”.
Giovanni: “A volte, sì. La maggior parte dei coetanei pensa che scegliendo una professione pratica si rischi di restare indietro. Ma guardando la realtà, le possibilità di trovare lavoro sono molto più alte nel nostro settore ora”.
Marco: “C'è ancora chi fa battute, ma io mi sento privilegiato. Non passo giornate davanti a uno schermo, vedo concretamente il risultato di quanto faccio. E in tanti, anche tra i ragazzi, mi chiedono consigli”.
Marco: “La scuola fornisce le basi, ma il vero mestiere si impara affiancando tecnici esperti. Solo così capisci davvero le complessità delle installazioni e della manutenzione”.
Giovanni: “Ho frequentato un istituto tecnico, ma apprendere lavorando a fianco di chi ha esperienza è indispensabile. Oggi continuo a seguire corsi sull'efficienza energetica e sulle nuove normative. Bisogna restare aggiornati per essere competitivi”.
Marco: “Ci sono tanti corsi, anche regionali, e apprendistati regolati in base alle indicazioni del Ministero del Lavoro”.
Giovanni: “Quando un impianto funziona alla perfezione dopo giorni di lavoro, è una grande soddisfazione. Ricevere poi il ringraziamento di un cliente, specie anziano, ripaga di tutte le fatiche”.
Marco: “La gratificazione per me è anche guadagnare autonomia: pianificare e realizzare un progetto dall'inizio alla fine, gestendo tempistiche e risorse”.
Giovanni: “E sentirsi professionista stimato, vedere che la fiducia aumenta con il tempo, è molto appagante”.
Marco: “Rispetto a qualche anno fa, c'è molto più riconoscimento. Complice la carenza di tecnici specializzati, oggi clienti e aziende ci guardano con maggiore stima”.
Giovanni: “Una volta, venivamo considerati quasi manovali. Oggi, invece, viene riconosciuto il valore anche tecnico e tecnologico del nostro mestiere”.
Marco: “Purtroppo, qualche stereotipo resiste ancora, specialmente tra chi non conosce l'attuale complessità degli impianti e delle normative”.
Giovanni: “Assolutamente sì. All'inizio gli stipendi sono nella media, ma dopo qualche anno di esperienza e specializzazione, le retribuzioni crescono sensibilmente. Si può davvero pensare di aprire una propria impresa”.
Marco: “In questi settori, la domanda supera spesso l'offerta, specie per chi possiede competenze aggiornate su domotica ed efficienza energetica. La stabilità non manca e l'imprenditorialità è un obiettivo concreto”.
Giovanni: “Enormemente. Oggi installiamo impianti domotici, gestiamo controlli da remoto, strumenti digitali che erano fantascienza fino a qualche anno fa. L'efficientamento energetico è un tema centrale”.
Marco: “Bisogna sapersi adattare; le competenze digitali sono diventate imprescindibili. Nuove normative, smart grid, energie rinnovabili rendono il mestiere sempre più stimolante”.
Marco: “Non è un mestiere di serie B. Serve intelligenza tecnica, capacità di ascolto e adattamento. La ricompensa arriva, sia umana che economica, ma non subito. Ci vuole pazienza e voglia di imparare”.
Giovanni: “Oggi siamo sempre più indispensabili. Queste professioni offrono stabilità, crescita e sfide nuove. È un lavoro che, oltre a garantire un reddito sicuro, dona identità e orgoglio”.
La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...