In un mondo sempre più digitale, Francesco Battistino sfida i trend: a soli 23 anni sceglie l'antica arte artigiana dell'orologeria in Svizzera, tra tradizione, innovazione, passione e nuove prospettive.
Negli anni in cui la tecnologia sembra dettare ogni direzione possibile per i giovani che entrano nel mondo del lavoro, fa scalpore la scelta di chi decide consapevolmente di percorrere una via diversa. Il desiderio di esprimere la propria unicità e la voglia di mettere in gioco la manualità stanno riemergendo come valori autentici per le nuove generazioni. Nel momento in cui la ricerca di un impiego digitale attraversa trasversalmente vari settori, alcuni giovani, controcorrente, riscoprono la forza e la poesia dei mestieri artigiani. Dietro questa scelta non si cela nostalgia verso un passato remoto, ma la ricerca di un significato tangibile e personale nel proprio percorso, in netta controtendenza rispetto alla smaterializzazione e all'automatismo dei processi digitali. L'attenzione si sposta così sulla maestria delle mani e sul piacere della creazione, segnando un ritorno ad antiche competenze in chiave moderna.
Mentre gran parte dei suoi coetanei sognano una carriera legata alla programmazione, al marketing online o allo sviluppo di app, Francesco Battistino ha scelto di seguire la propria passione verso le origini dell'orologeria meccanica. Nato nel Nord Italia nel 2003, Francesco rivela fin da piccolo una naturale propensione verso la precisione, la curiosità per gli oggetti animati da ingranaggi e il fascino delle cose fatte bene. Attratto da storie di maestri artigiani e dai racconti familiari sull'importanza del lavoro manuale, in lui cresce la convinzione che il vero valore risieda nell'abilità concreta di creare oggetti capaci di durare nel tempo.
La decisione di trasferirsi in Svizzera per imparare a fare orologi a mano è maturata dopo un percorso di studi tecnici in Italia, sostenuto dalla determinazione di fare una scelta autonoma e non condizionata dalle mode del momento. Lasciare il proprio Paese a 23 anni non è semplice, specialmente per dedicarsi a un'attività spesso considerata d'altri tempi. Tuttavia, Francesco vede la manualità come la vera chiave per interpretare il presente: uno strumento di resistenza all'omologazione e uno spazio di espressione personale.
Nonostante le inevitabili difficoltà iniziali, dal confronto con una lingua diversa alle rigide regole degli atelier elvetici, la sua vocazione si rafforza giorno dopo giorno a contatto con tecniche secolari e innovazione tecnologica. In questa esperienza, Francesco trova non solo una dimensione lavorativa, ma anche un'identità costruita attorno a valori come pazienza, tenacia e attenzione al dettaglio. Il percorso intrapreso rappresenta un punto di equilibrio tra la solidità delle radici artigiane italiane e la volontà di vivere appieno un mestiere proiettato verso il futuro.
L'ingresso nel mondo dell'orologeria svizzera avviene attraverso un percorso formativo strutturato, incentrato sulla trasmissione di saperi operativi, precisione ed etica del lavoro. La formazione nella Confederazione elvetica si distingue per sessioni pratiche in piccoli gruppi, affiancamenti diretti con maestri di bottega e un'attenzione quasi ossessiva alla qualità dei movimenti e delle finiture. Durante il cammino di specializzazione, i futuri orologiai vengono guidati attraverso tappe ben definite:
Il valore aggiunto di questa formazione è tangibile: non solo conoscenze specialistica, ma anche capacità di problem solving, grande pazienza e attenzione ai dettagli che sfidano i rigorosi standard richiesti dall'industria svizzera.
Nella pratica quotidiana degli atelier, la realizzazione di un segnatempo meccanico rivela una serie di sfide e complessità che solo la manualità raffinata può affrontare. Ogni orologio racchiude decine di componenti infinitesimali come ruote di scappamento, ancore, spirali di bilanciere: elementi che devono interagire alla perfezione affinché il movimento sia regolare e affidabile.
Il processo di assemblaggio richiede concentrazione, precisione quasi chirurgica e una padronanza assoluta degli strumenti. I banchi da lavoro sono dotati di attrezzature professionali, come pinzette di precisione, cacciaviti con punte da frazione di millimetro, strumenti di misurazione ottica e macchine per la lucidatura modulare: frutto di una ricerca mirata tra produttori specializzati, spesso con collaborazioni dirette con realtà come Varini Mario dal 1960, rinomata per design e affidabilità tecnica.
I moderni movimenti Swiss Made devono rispondere a standard rigorosi (come quelli fissati dall'Official Watch Rating Centre o dalle certificazioni dei produttori) e sono spesso sottoposti a test su resistenza, impermeabilità e stabilità di marcia. Alcune complicazioni, ad esempio la funzione GMT o le riserve di carica estese, richiedono ulteriore attenzione al dettaglio sia nella fase di costruzione, sia nelle regolazioni finali. Solo una manutenzione accurata, con revisioni e sostituzioni periodiche dei lubrificanti, assicura la lunga vita di queste micro-macchine.
L'esperienza pratica permette quindi di acquisire non solo la competenza tecnologica necessaria, ma anche un senso del limite e una sensibilità artigiana che si traduce nella qualità concreta dell'oggetto finito.
Lavorare con strumenti manuali non significa limitarsi a compiere gesti ripetitivi, ma investire competenze, ingegno e creatività. Questo approccio al lavoro artigiano offre a giovani come Francesco una prospettiva di soddisfazione personale diversa da quella offerta dai lavori digitalizzati. Il valore di un orologio realizzato interamente a mano si manifesta nella responsabilità tutt'altro che scontata di restituire al cliente un oggetto perfettamente funzionante, unico e duraturo.
Dal punto di vista occupazionale, le opportunità non mancano: l'industria orologiera svizzera continua a cercare profili specializzati capaci di comprendere sia la meccanica classica sia le innovazioni tecnologiche. Grazie all'esperienza maturata nella produzione, nel restauro e nella revisione di movimenti, sia manuali sia automatici, i maestri orologiai trovano sbocchi in:
La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...