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Beer & Food Attraction 2026 a Rimini: cosa abbiamo provato e gustato di nuovo e interessante e i nuovi trend che abbiamo scoperto

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di Dott. Marco Castagna pubblicato il

Dalla Beer & Food Attraction 2026 di Rimini emergono nuove tendenze tra birre artigianali, mixology, foodservice, business e innovazione. Un viaggio tra gusto, novità e riflessioni sul futuro del settore.

Appena varcata la soglia della Fiera di Rimini, ci siamo immersi in un ecosistema dinamico e internazionale dedicato a birre, food, tecnologie e beverage. L’edizione di quest’anno ci ha accolto con un’offerta ampissima, location ampliata e, ancora una volta, una qualità organizzativa elevata. I padiglioni erano dominati da profumi intensi, nuove tendenze e una community professionale proveniente da tutto il mondo. L’atmosfera era vibrante, alimentata dall’entusiasmo di chi, come noi, cercava ispirazioni, scambi e idee dai migliori player del settore fuori casa. Abbiamo affrontato un fitto programma di degustazioni, masterclass, incontri e osservato da vicino trend che stanno già segnando la stagione 2026 del settore. Questa nostra visita è stata guidata dalla curiosità e dalla volontà di valutare le vere novità proposte dalla manifestazione.

Beer & Food Attraction 2026: numeri, novità e lo scenario internazionale

La manifestazione appena conclusa ha registrato numeri impressionanti: oltre 600 espositori da 16 Paesi hanno animato i 14 padiglioni della fiera, accogliendo buyer e operatori da ben 45 nazioni, con delegazioni numerose da Spagna, Gran Bretagna, Canada, Polonia ed Estonia. Questa dimensione internazionale ha reso l’evento un autentico hub europeo per il mercato Horeca, confermando la strategia di integrazione tra birre, food, spirits e tecnologie beverage. L’ampliamento degli spazi (+39% nell’area mixology) e il debutto di “Mixology Attraction” rappresentano le vere rivoluzioni di quest’anno, insieme al ruolo centrale dell’offerta dedicata a importatori, distributori e operatori. Grazie anche al network di Italian Exhibition Group e alla collaborazione con ICE Agenzia, la componente business ha raggiunto livelli che raramente si vedono in manifestazioni italiane di settore.

L’apertura istituzionale, con la presenza dei vertici di Italgrob, Assobirra, Unionbirrai, FIPE e FIC, accanto alle autorità locali, ha sottolineato il valore strategico di questa piattaforma fieristica per la filiera bar e ristorazione out of home. Non sono mancati momenti di confronto sulle sfide attuali del comparto; inflazione e nuove abitudini di consumo sono state al centro del Congresso dell’Horeca e dei principali convegni. Questo scenario ha testimoniato quanto il settore sia pronto a reagire con idee innovative e partnership globali alle sfide di mercato in atto.

Mixology Attraction: cocktail, innovazione e i nuovi protagonisti della miscelazione

La vera sorpresa del 2026 è stata "Mixology Attraction", il nuovo format che ha saputo restituire centralità alla cultura della miscelazione, coinvolgendo sia grandi marchi che giovani realtà emergenti. Lo spazio espositivo, quasi raddoppiato rispetto al passato, ha ospitato il Mixology Circus: nove cocktail bar d’eccellenza, italiani e internazionali, si sono alternati rivelando le tre anime del bar contemporaneo - Hip Urban, Tiki Bar ed eleganza Luxury Hotel Bar - in un viaggio attraverso stili diversi e nuove tecniche di servizio.

Innovazione tecnica, attenzione al design dell’esperienza, ricerca sulle botaniche e sui soft drink low e no-alcol: i nuovi trend si sono manifestati sia in versione tradizionale che con soluzioni smart, come i cocktail ready to drink in fusto o la crescente attenzione a sostenibilità e riduzione degli sprechi. Tra le proposte più interessanti abbiamo notato distillati nati da basi brassicole, sistemi di spillatura evoluti, bicchieri che esaltano aromi e consistenze e, soprattutto, un dialogo tra birra artigianale e mixology destinato a crescere. Il comparto si è dimostrato maturo: i consumatori chiedono qualità, identità, storie coinvolgenti dietro ogni drink.

Birra artigianale italiana: 30 anni di storia, trend e degustazioni in fiera

Trent’anni dalla nascita del movimento moderno della birra artigianale italiana sono stati celebrati alla grande proprio a Rimini. L’edizione 2026 ha acceso i riflettori su una maturità ormai evidente del comparto, testimoniata dai 212 birrifici in gara al Premio Birra dell’Anno e dalle 1.746 etichette che si sono potute degustare. La presenza di grandi gruppi internazionali ha confermato la rilevanza crescente dell’Italia nel panorama europeo, ma il vero valore aggiunto è stato l’incontro diretto con le storie dei birrai, la capacità di sperimentare nuove ricette e la varietà proposta.

Abbiamo potuto assaporare stili che abbracciano l’evoluzione degli ultimi decenni:

  • American Amber Ale e Belgian Ale reinterpretate in chiave locale,
  • IPA moderne che puntano su luppoli italiani,
  • birre a fermentazione spontanea e produzioni ecosostenibili.
Il trend delle collaborazioni tra birrifici e distillerie, nonché il fenomeno delle etichette blended birra-spirits, rappresentano le nuove frontiere per un pubblico sempre più preparato. Degustare con i produttori accanto permette di apprezzare questioni tecniche e racconti di passione raramente accessibili altrove.

L’evento ha costruito anche un ponte tra artigiani giovani e realtà storiche, interpretando così il valore culturale e commerciale di una filiera che ha saputo restare contemporanea senza perdere identità.

Cibo, foodservice e tecnologie: le nuove proposte tra tradizione e innovazione

Il comparto food ha rappresentato circa il 20% dell’esposizione, con aziende leader e start-up impegnate in un dialogo costante tra tradizioni locali e nuove soluzioni per la ristorazione. La presenza di foodservice e tecnologie ha permesso di esplorare attrezzature e prodotti che stanno rivoluzionando la preparazione e il servizio, compresi sistemi digitali per ridurre gli sprechi e personalizzare l’esperienza degli ospiti.

Abbiamo provato hamburger gourmet della Burger Battle Italia, piatti creativi ispirati dalla cucina italiana reinterpretata dai giovani chef dei Campionati della Cucina e snack pensati per il casual dining. Il food & beverage si è integrato con proposte senza glutine, vegane, low-carb e attenzione alle materie prime biologiche, rispondendo alle nuove abitudini alimentari. Fra le più apprezzate dai visitatori degustazioni guidate e demo live, segno concreto della crescita culturale del segmento.

A completare l’ecosistema, la sezione BBTech Expo ha offerto una panoramica su impianti, packaging e logistica: il dialogo tra innovazione e sostenibilità si tocca con mano nei percorsi dedicati alle tecnologie beverage, chiave per il futuro della filiera.

Business, networking e formazione: incontri, premi e competizioni

Accanto agli spazi espositivi, questa edizione si è distinta per un palinsesto di eventi dense di valore:

  • 120 competitor da tutto il mondo per i premi dedicati all’innovazione e alle startup,
  • workshop e masterclass con esperti di mixology e foodservice,
  • momenti di confronto su mercati internazionali, nuovi format ristorativi e strategie digitali.
Grande interesse ha suscitato il Lorenzo Cagnoni Award, che ha premiato le soluzioni più innovative per sostenibilità, digitalizzazione e servizi. Degno di nota anche il 15° International Horeca Meeting, occasione unica per comprendere come inflazione, costo delle materie prime e trend emergenti stiano ridefinendo i consumi fuori casa. La formazione ha avuto risalto in tutti i padiglioni, evidenziando una crescita del bisogno di aggiornamento per operatori e titolari di locali, in risposta alla trasformazione accelerata del settore.

Impressioni, cosa ci è piaciuto di più (e di meno) tra birre, cibi e beverage

La varietà dell’offerta è certamente uno degli aspetti più apprezzati: dalle birre artigianali con fermentazioni inedite ai cocktail con botaniche autoctone, fino ai cibi studiati per un pairing intelligente con le bevande. La presenza di startup nell’area innovazione ha portato una ventata di freschezza.

Tra gli highlights personali, segnaliamo:

  • i nuovi cocktail a basso tenore alcolico che finalmente offrono un’alternativa gustosa e consapevole,
  • l’altissima qualità dei mini-burger presentati alla Burger Battle,
  • l’entusiasmo e la preparazione degli artigiani birrai che hanno saputo presentare al meglio la storia dei propri prodotti.
Più in ombra, a nostro avviso, alcune proposte mainstream che spesso rischiano di appiattire il panorama rispetto all’eccezionale offerta craft e alcune aree di degustazione particolarmente affollate nei momenti di punta.”

Abbiamo sentito forte la differenza tra chi propone novità vere e chi si limita a seguire mode, ma la qualità media resta comunque molto alta, segno che il mercato italiano è attento ed esigente. In questo contesto, la ricerca della personalizzazione del prodotto emerge come trend futuro, accanto a sostenibilità e narrazioni autentiche.

Considerazioni finali e futuro del settore: trend e riflessioni dalla fiera

Dalla kermesse riminese esce la fotografia di un comparto vivace, incline all’innovazione e pronto a ridefinire il fuori casa in chiave globale. Il valore della connessione internazionale è cresciuto, come la capacità di fare sistema tra produttori, distributori e operatori. Il settore mostra una crescente attenzione verso la sostenibilità, la digitalizzazione di processi e la formazione di nuove figure professionali.

Le tendenze che plasmeranno i prossimi mesi sono: cocktail low-alcol e no-alcol con abbinamenti food su misura, crescita di birre e spirits blended, digitalizzazione dell'offerta in sala e sviluppo di nuove formule di ristorazione esperienziale. Si afferma, inoltre, una visione più etica e responsabile del consumo, con una domanda crescente di strutture e servizi per un’esperienza inclusiva e sostenibile. La manifestazione di Rimini conferma la sua capacità di anticipare e raccontare questi percorsi, restituendo al pubblico e agli operatori spunti concreti per progettare il futuro del proprio business.




Dott. Marco Castagna

Il Dott. Marco Castagna è un esperto consulente senior nel settore delle imprese con oltre 15 anni di esperienza. Laureato in Economia Aziendale, la sua competenza si estende alla consulenza strategica, gestione delle risorse e ottimizzazione dei processi aziendali, rendendolo una figura di riferimento per molte aziende in crescita. Residente a Venezia, Marco ha collaborato con diverse start-up...