Venezia rinnova il suo tessuto commerciale grazie a nuove norme che limitano i negozi 'apri e chiudi' e la paccottiglia, valorizzando botteghe storiche, artigianato autentico ed eccellenze locali per una città più sostenibile.
Negli ultimi anni, Venezia ha assistito a un cambiamento radicale nel sistema commerciale cittadino, grazie all'adozione di nuove regole che hanno segnato una svolta decisiva nella tutela dell'identità urbana. L’introduzione di regolamenti specifici, come la cosiddetta "delibera anti-paccottiglia" e la legge contro la proliferazione dei negozi temporanei, mira a contrastare la desertificazione commerciale e il fenomeno dei negozi apri-e-chiudi, spesso legati allo sfruttamento turistico più aggressivo. Queste misure hanno un impatto diretto non solo sull’aspetto estetico e culturale dei sestieri, ma anche sulla quotidianità dei residenti, sulle opportunità offerte ai giovani artigiani e sulla qualità dell’offerta per chi visita la città.
Il percorso che ha portato all’approvazione delle normative note come "anti-paccottiglia" e contro i negozi apri-e-chiudi affonda le radici in un confronto pluriennale tra Comune di Venezia, Regione Veneto e organismi di tutela del patrimonio. Sin dal 2018 sono stati attivati tavoli di lavoro per arginare la proliferazione di attività commerciali temporanee, spesso legate a logiche speculative, che rischiavano di svuotare il tessuto storico di Venezia della sua autenticità.
Una prima stretta fu imposta sui locali di ristorazione d’asporto, per poi essere rafforzata nel 2020 con restrizioni nelle aree intorno a Piazza San Marco e al Ponte di Rialto. Il momento di svolta è arrivato con la sperimentazione della delibera Dcc 26/2022, resa definitiva nel maggio 2025: la normativa regolamenta in modo severo il commercio al dettaglio e le attività artigianali e industriali di produzione, vietando le nuove aperture non qualificate se non per le tradizionali botteghe alimentari e i negozi con presenza fissa di personale.
Queste leggi, ispirandosi anche a interventi normativi attuati a Firenze per il Ponte Vecchio, hanno permesso di responsabilizzare commercianti e artigiani locali, coinvolgendo Università e associazioni di categoria nella costruzione di linee guida sul decoro urbano. Il divieto di esporre la merce all’esterno dei negozi e l’adeguamento degli allestimenti al contesto storico sono tra le misure più emblematiche per preservare l’identità architettonica dei sestieri veneziani, promuovendo una gestione condivisa e consapevole dello spazio commerciale.
I dati emersi dal monitoraggio del Comune di Venezia, a distanza di qualche anno dall’adozione della normativa, raccontano una città che sta invertendo la tendenza alla desertificazione commerciale: le chiusure dei negozi sono diminuite dell’83% rispetto al periodo precedente.
Questo risultato evidenzia come l’approccio sinergico tra amministrazione, categorie economiche e istituti di ricerca — come l’Università Iuav — abbia generato una nuova vitalità nei sestieri soggetti a tutela. In particolare, il 71% delle nuove aperture ha interessato le aree strategiche della città storica, introducendo oltre 220 nuove attività, con una prevalenza di boutique dedicate alla moda di alta gamma, artigianato artistico, oggetti d’arte e librerie indipendenti.
La collaborazione continua tra pubblico e privato ha permesso di superare resistenze e diffidenze iniziali, garantendo trasparenza e condivisione nei processi decisionali. L’esempio di Venezia è stato infatti osservato con attenzione da altre città d'arte come Firenze, Milano e Roma. Il coinvolgimento attivo degli artigiani più giovani testimonia una rinnovata fiducia verso la possibilità di fare impresa nel centro storico, in modo duraturo e creativo. Secondo i rappresentanti comunali, questo nuovo modello di governance potrebbe diventare punto di riferimento nazionale nella gestione dei centri storici, incentivando la permanenza degli esercenti e dando nuova linfa alla vita sociale veneziana.
La strategia di contrasto ai negozi temporanei sta restituendo a Venezia un panorama commerciale più autentico, dove artigianato, negozi di lusso e botteghe indipendenti convivono e si rafforzano reciprocamente. Le aree dedicate allo shopping non propongono più soltanto brand internazionali, ma valorizzano l’offerta locale, compresa quella dei giovani stilisti, delle sartorie artigianali, delle botteghe di maschere e delle attività storiche di tessitura e legatoria.
Le boutique di alta moda in Calle Larga XXII Marzo e Salizada San Moisè offrono agli appassionati esperienze di shopping tra ambienti raffinati e collezioni esclusive, mentre quartieri come Dorsoduro e Campo San Barnaba ospitano negozi di design innovativo e gallerie d’arte indipendenti. Gli appassionati di vintage trovano riferimenti d'eccellenza come "SangueBlu", "O.L.D." e "L’armadio di Coco", vere e proprie istituzioni del settore, che propongono capi storici e pezzi unici reinterpretati con cura sartoriale.
L’articolazione di questi spazi garantisce ai visitatori una proposta variegata in grado di soddisfare gusti diversi: dai prodotti realizzati secondo secolari tradizioni, come il vetro di Murano e i merletti di Burano, alle creazioni di nuova generazione. L’obiettivo perseguito dagli attori coinvolti è quello di favorire eccellenza e occupazione, arginando l’omologazione commerciale e restituendo valore all’esperienza d’acquisto nella laguna veneziana.
Il nuovo impianto normativo costituisce un esempio innovativo di tutela del patrimonio culturale e commerciale: vietando attività prive di radicamento locale e controllando la qualità delle esposizioni esterne, si preserva sia l’estetica sia l’autenticità dell’ambiente urbano. La collaborazione con l’Università Iuav ha consentito anche la creazione di una mappa interattiva delle botteghe storiche, utile a cittadini e turisti per orientarsi verso acquisti consapevoli e di qualità.
Sono stati valorizzati mestieri artigiani e produzioni tipiche, garantendo la protezione di esercizi come panifici, pescherie e laboratori di lavorazione tradizionale. Le linee guida estetiche si sono tradotte in uno standard elevato per insegne, vetrine e allestimenti in armonia con la storia e la bellezza della laguna, prestando attenzione alle esigenze sia di chi vive e lavora a Venezia, sia di chi vi soggiorna temporaneamente.
Il modello veneziano, seppur non facilmente replicabile altrove senza adeguate sinergie tra le parti, è stato riconosciuto anche a livello nazionale ed europeo come best practice per la tutela delle città d’arte, unendo sostenibilità commerciale ed eccellenza imprenditoriale per assicurare una crescita rispettosa della memoria collettiva.
La geografia commerciale della città si articola lungo percorsi storici e quartieri ricchi di fascino, dove la tradizione dell’artigianato si incontra con le avanguardie di moda e design. Le Mercerie, che collegano Piazza San Marco al Ponte di Rialto, sono il cuore pulsante dello shopping con gioiellerie, boutique di pelletteria e profumerie artistiche. Calle Larga XXII Marzo e Salizada San Moisè rappresentano invece l’eccellenza delle grandi griffe, offrendo ambienti curati e proposte esclusive per gli amanti del lusso.
Strada Nova e le zone adiacenti al Ponte di Rialto offrono negozi multibrand, concept store e boutique indipendenti, ideali per chi cerca collezioni di giovani stilisti ed esperienze fuori dai percorsi più convenzionali. Nelle aree meno frequentate, come la Giudecca e Campo San Barnaba, sopravvivono laboratori artigiani, negozi di arte contemporanea e botteghe specializzate, in un equilibrio tra innovazione e rispetto per il passato che rende lo shopping veneziano unico nel suo genere.
Acquistare a Venezia significa entrare in contatto con una tradizione artistica secolare. Il vetro di Murano si distingue per qualità e creatività, con pezzi soffiati a mano — da vasi e lampadari a gioielli e oggetti decorativi — tutti accompagnati da certificati di autenticità. Una visita ai laboratori di Murano consente di osservare da vicino il lavoro dei maestri vetrai, sinonimo di eccellenza mondiale.
Sull’isola di Burano, i merletti raccontano una storia di dedizione e raffinatezza: ogni pezzo richiede ore di lavoro manuale e rappresenta una tradizione artistica tramandata con passione. Le maschere di Carnevale autentiche, realizzate dagli artigiani locali, si distinguono per materiali di pregio e dettagli dipinti a mano: spesso sono firmate dall’artista e accompagnate da certificato, veri emblemi della cultura veneziana. Per evitare prodotti industriali, si raccomanda di acquistare esclusivamente nelle botteghe storiche e nei negozi specializzati, riconoscibili per professionalità e trasparenza sull’origine delle creazioni.