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Nel caos carburanti, prezzi e dettagli dell'e-fuel. Ci farà risparmiare?

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di Alberto Pelletti pubblicato il
aggiornato con informazioni attualizzate il

Nel contesto dell'incertezza sui carburanti, gli e-fuel: definizione, produzione, vantaggi e limiti economici. Analizza prezzi attuali e futuri a confronto con benzina e auto elettriche.

Nella transizione ecologica della mobilità, i carburanti sintetici sono oggi tra gli argomenti più dibattuti. Ad alimentare il confronto sono le incertezze sui costi finali e le prospettive di diffusione. Da una parte, gli e-fuel vengono considerati la possibile salvezza dei motori termici, offrendo una soluzione per ridurre le emissioni senza sacrificare infrastrutture e parco circolante esistente. Dall'altra, numerosi esperti osservano che la tecnologia rischia di restare confinata a segmenti di nicchia per via del prezzo elevato e delle difficoltà legate alla produzione energetica.

Le domande che emergono riguardano essenzialmente due aspetti: quanto costeranno realmente questi carburanti alternativi al momento del rifornimento e quale sarà il loro impatto pratico sul futuro della mobilità. Dietro la risposta, apparentemente semplice, si nascondono variabili tecnologiche, industriali e regolatorie che rendono la partita tutt'altro che scontata.

Le discussioni attuali spesso si scontrano su nodi chiave: efficienza energetica (molto inferiore rispetto ad alcune alternative), competitività con elettrico e biocarburanti, volatilità dei prezzi alla fonte energetica, possibili agevolazioni fiscali e, soprattutto, impatto concreto per i consumatori. Ogni tentativo di previsione deve considerare queste premesse.

Cosa sono gli e-fuel e come vengono prodotti

La definizione di e-fuel rimanda a una categoria di carburanti prodotti sinteticamente, non derivanti da fonti fossili ma dalla combinazione di idrogeno, ottenuto tramite elettrolisi dell'acqua, e anidride carbonica catturata dall'atmosfera o da scarti industriali. Il processo si basa sulla neutralità carbonica: la CO₂ rilasciata durante la combustione è pari a quella assorbita in fase di produzione.

Il ciclo produttivo prevede due passaggi essenziali:

  • Generazione di idrogeno verde: attraverso l'elettrolisi alimentata da energia rinnovabile
  • Sintesi catalitica dell'e-fuel: l'idrogeno viene fatto reagire con CO₂ in appositi impianti (ad esempio tramite sintesi Fischer-Tropsch)
Il risultato è una gamma di carburanti liquidi compatibili con i motori a combustione esistenti, dal benzina all'e-diesel fino a soluzioni speciali come l'e-metanolo. Dal punto di vista della logistica, gli e-fuel possono essere distribuiti attraverso le stazioni attuali, senza richiedere aggiornamenti dell'infrastruttura.

La differenza rispetto ai biocarburanti va chiarita: i biofuel derivano da biomasse, scarti agrari o rifiuti organici e sfruttano il ciclo naturale della CO₂ assorbita durante la crescita vegetale. Gli e-fuel, invece, sono generati mediante processi totalmente artificiali e richiedono quantità considerevoli di energia elettrica.

Tale aspetto incide profondamente sui costi e sulla sostenibilità energetica complessiva dei prodotti ottenuti.

Efficienza energetica degli e-fuel: perché costano tanto

L'efficienza è il punto debole dell'e-fuel. Ogni litro prodotto comporta numerose trasformazioni energetiche con inevitabili perdite. Secondo ricerche di settore e dati di WSS Energy Consulting, la produzione di un litro richiede mediamente 25 kWh di elettricità rinnovabile, ma solo 10 kWh vengono restituiti dal motore in fase di utilizzo. Si traduce in una resa energetica del 38%, sensibilmente inferiore al ciclo del petrolio (superiore all'80%) e nettamente distante dal modello elettrico, che può superare il 70% di efficienza dal pozzo alla ruota. Un confronto tra le diverse soluzioni evidenzia queste proporzioni:

Tipo carburante

Efficienza well-to-wheel

E-fuel

13–38%

Motorizzazioni a benzina/diesel fossili

~82%

Elettrico a batteria

70–80%

Emerge così la principale spiegazione dei costi elevati del prodotto sintetico: la domanda di energia primaria, peraltro proveniente da fonti rinnovabili, è molto più alta rispetto ad altre opzioni.

Le conseguenze pratiche sono immediate: un'auto alimentata con e-fuel necessita di molta più energia rispetto a una elettrica per coprire la stessa distanza. Questa inefficienza, insieme al costo delle tecnologie produttive, si riflette direttamente sui prezzi finali alla pompa, impedendo per ora l'accesso diffuso agli automobilisti tradizionali.

Fattori che influenzano il prezzo

La formazione del prezzo degli e-fuel è il risultato dell'interazione di più fattori, alcuni dei quali esogeni alle stesse aziende produttrici:

  • Costo dell'energia elettrica rinnovabile: la voce principale che compone il prezzo industriale resta l'approvvigionamento elettrico, dato che gli elettrolizzatori e i reattori chimici consumano enormi quantità di energia. I valori medi per il 2026, secondo ARERA, arrivano a 27,97 centesimi/kWh per clienti domestici vulnerabili, rendendo molto onerosa la produzione.
  • Scala industriale degli impianti: i primi impianti pilota, come Haru Oni in Sudamerica, sperimentano già economie di scala, ma il settore è in fase di avvio e non ha abbattuto i costi quanto altre tecnologie energetiche. Solo produzioni di massa potranno migliorare l'indice di competitività.
  • Volatilità dei mercati energetici: la forte oscillazione dei mercati di gas ed elettricità, come registrato nei bilanci ARERA nei primi mesi del 2026, può imporre forti variazioni sui prezzi alla pompa degli e-fuel, molto maggiori rispetto ai carburanti tradizionali dove le tasse spesso mitigano le fluttuazioni.
  • Carico fiscale: la direttiva energetica UE (2003/96/CE) impone livelli minimi di accisa anche sui nuovi carburanti come metanolo e soluzioni sintetiche per autotrazione. Anche senza aggiornamenti normativi, questi prodotti sarebbero assoggettati a imposte che limitano la competitività rispetto a benzina e gasolio.
  • Politiche comunitarie sugli standard ambientali: decisioni, come le restrizioni sulla vendita di nuovi veicoli termici dal 2035, possono aumentare la domanda di e-fuel ma anche condizionarne i prezzi, specialmente in aree a regolamentazione avanzata.
La combinazione di tutte queste variabili comporta elevata incertezza sulle quotazioni future e spiega la distanza tra costi attuali e qualsiasi reale prospettiva di carburante economico prodotto in modo sintetico.

Le stime attuali e future dei prezzi alla pompa

Le prime simulazioni diffuse da organismi come l'ICCT segnalano che i carburanti sintetici supereranno i 2 euro al litro al dettaglio almeno fino al 2030, contando solo i costi industriali. Da aggiungere poi accise, IVA e distribuzione. I combustibili convenzionali, come il diesel, nel 2023 avevano prezzi all'ingrosso intorno a 0,9 euro/litro, con listini al pubblico vicini a 1,7 euro/litro secondo il Ministero delle Imprese:

Carburante

Prezzo stimato (€/l)

E-fuel (2030)

2,0–2,5 (solo costo industriale, senza tasse)

Benzina/diesel fossile (2023)

1,7 (al pubblico)

Benzina HVO (biofuel)

~1,6

Biometano

~1,4 €/kg

Elettrico domestico (equivalente/km)

inferiore, dipende dal costo kWh domestico

Per quanto riguarda il confronto con l'alimentazione a batteria, la spesa chilometrica di un'auto elettrica, specie se ricaricata a casa, resta oggi significativamente più bassa rispetto a quella di motorizzazioni alimentate da carburanti sintetici. Occorre inoltre sottolineare che la scarsa efficienza energetica degli e-fuel amplifica la differenza.

Prospettive più rosee dipenderanno dalla scesa dei costi degli elettrolizzatori e dalla disponibilità di energia rinnovabile a prezzi contenuti. Ad oggi, la distanza rimane notevole rispetto alle fonti tradizionali sia per chi cerca risparmio che per i grandi consumatori di energia.

Quali veicoli e categorie ne trarranno vantaggio

La retrocompatibilità rappresenta forse il punto di forza più evidente della tecnologia. Le soluzioni sintetiche sono impiegabili su motori a combustione esistenti senza modifiche strutturali di rilievo, valore aggiunto per settori dove l'elettrificazione completa appare complessa o antieconomica. Tra le applicazioni ricorrenti si segnalano:

  • Flotte di autoveicoli storici e youngtimer, per cui la conversione elettrica risulta difficoltosa e costosa
  • Supercar, auto sportive e racing, dove si predilige la conservazione delle caratteristiche originali e del piacere di guida tradizionale
  • Trasporto pesante di merci su lunga distanza, specialmente camion e tir, dove le batterie risulterebbero pesanti
  • Nautica e trasporto aereo, settori in cui l'altissima densità energetica necessaria rende indispensabile un carburante liquido
È probabile invece che la diffusione negli autoveicoli di fascia media e city car rimanga contenuta, almeno fino ad una significativa diminuzione del prezzo al dettaglio. Dal punto di vista ambientale, l'adozione negli scenari hard to abate come aerei e navi può contribuire con effetto leva sugli obiettivi di neutralità climatica.o nei protocolli Fit for 55.


Alberto Pelletti

Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...