Lo stress lavoro-correlato è una causa sottovalutata di incidenti stradali tra gli italiani. Analisi, dati e strategie per comprenderne gli effetti, tutelare i lavoratori e promuovere sicurezza e benessere.
La sicurezza sulle strade italiane si intreccia sempre più con le condizioni psicologiche dei lavoratori. Nel contesto attuale, un considerevole numero di incidenti avviene non solo a causa di disattenzioni classiche o violazioni del Codice della strada, ma come conseguenza diretta delle pressioni e delle tensioni accumulate nei luoghi di lavoro. Le ricerche mettono in risalto una realtà spesso trascurata: per almeno un quarto degli automobilisti coinvolti in sinistri, la vera causa va ricercata proprio nello stress derivante dall'attività professionale.
Lo stress lavorativo modifica la percezione, riduce la soglia di attenzione e può innescare comportamenti rischiosi durante la guida. Questa correlazione trova particolare riscontro nelle regioni caratterizzate da traffico intenso e da modalità organizzative che espongono i dipendenti a carichi prolungati o a tempo limitato per le consegne. Il rischio di incidenti cresce quindi all'aumentare delle pressioni e delle aspettative legate alla produttività, condizione che richiama la necessità di un'analisi approfondita sulle interazioni tra ambiente lavorativo e sicurezza stradale.
Quanto pesa una giornata di lavoro sulla sicurezza del viaggio di ritorno? Più di quanto molti automobilisti siano disposti ad ammettere. Pressioni, conflitti, scadenze, turni prolungati e incapacità di staccare mentalmente dall'ufficio possono accompagnare il dipendente fino al parcheggio, salire con lui in automobile e trasformarsi in distrazione, stanchezza o aggressività.
Il riferimento a un italiano su quattro nasce dalle rilevazioni che hanno collocato intorno al 27% la quota di lavoratori italiani esposti allo stress lavoro-correlato. N'è una statistica ACI-Istat capace di attribuire direttamente allo stress un sinistro su quattro. Indica una vasta platea di persone per le quali la pressione accumulata durante il lavoro può innalzare il rischio quando si mettono al volante.
Le rilevazioni più recenti descrivono un problema persino più esteso: secondo i dati nazionali pubblicati da Gallup nel 2026, il 51% dei dipendenti italiani dichiara di avere provato molto stress nel giorno precedente, contro una media europea del 39%
La letteratura epidemiologica e le ricerche condotte negli ultimi anni in Italia e in Europa confermano il nesso fra stress sul lavoro e incidenti stradali. Un'indagine paneuropea realizzata da Geotab, evidenzia che il 94% degli autisti italiani di veicoli commerciali ritiene che lo stress lavorativo peggiori sensibilmente la guida, dato superiore alla già allarmante media europea. Al tempo stesso, oltre il 59% del campione collega le cause primarie degli incidenti non solo al cellulare, ma anche a fattori come stanchezza, pressioni sul lavoro e carichi di responsabilità eccessivi:
Alla base di molti incidenti vi sono dunque stress, scadenze stringenti, mancanza di supporto organizzativo e carichi psico-fisici eccessivi, che compromettono la lucidità necessaria ad affrontare viaggi lunghi o spostamenti abituali. L'indice di mortalità sugli incidenti avvenuti durante o in itinere rispetto a quelli non stradali è infatti nettamente superiore, anche per la gravità delle lesioni.
L'esposizione quotidiana a molteplici pressioni in ambito lavorativo non solo indebolisce il benessere individuale, ma accresce in modo significativo la probabilità di errori alla guida. Le analisi condotte dall'European Transport Safety Council (ETSC) e da fonti Inail identificano quattro macrocategorie di rischi:
Lo stress non agisce come l'alcol, per il quale esistono concentrazioni misurabili e limiti fissati dal Codice della Strada. Non c'è un etilometro capace di stabilire quanta pressione lavorativa abbia condizionato un conducente. Il legame passa attraverso i comportamenti.
Una persona che continua a ripensare a una discussione con il responsabile, a una scadenza mancata o a una comunicazione ricevuta pochi minuti prima può guardare la strada senza elaborare pienamente ciò che vede. Il semaforo viene notato in ritardo, la distanza di sicurezza si accorcia, la precedenza sfugge e la velocità cresce quasi senza rendersene conto.
La ricerca sul pendolarismo mostra che un forte carico mentale alla fine della giornata si associa a maggiore stress durante il tragitto e a condotte meno sicure. L'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro segnala anche un legame tra esperienze negative vissute in azienda e guida aggressiva nel percorso verso casa. Il rischio non deriva dunque da una sola reazione. Si forma attraverso una combinazione di distrazione cognitiva, irritabilità, fretta, ridotta capacità di giudizio e affaticamento.
Dopo un evento traumatico stradale legato a stress lavorativo, le ripercussioni non si limitano ai danni fisici. In molti casi emergono disturbi psichici come ansia intensa, attacchi di panico, disturbo post-traumatico da stress (PTSD) e veri e propri processi dissociativi. Reazioni acute di stress possono manifestarsi da subito con sintomi come confusione, stati ansiosi, insonnia e incubi. A medio e lungo termine, diventa più frequente la cronicizzazione sotto forma di depressione, evitamento, difficoltà relazionali e limitazione delle capacità lavorative e sociali.
Secondo quanto riportato da fonti cliniche e dal Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5), circa il 30% delle persone coinvolte in incidenti sviluppa sintomi dissociativi (depersonalizzazione e derealizzazione) che possono perdurare settimane o mesi, intensificandosi in assenza di trattamento specialistico. Tipico il senso di estraneità dal proprio corpo o dalla realtà, vissuto come non ricordo niente o percependo la vita attraverso un vetro.
La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...