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Quanto è aumentata l'assicurazione RC auto nei primi mesi del 2026 dopo nuove tasse? I dati reali

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di Alberto Pelletti pubblicato il

Nel 2026 l'assicurazione RC auto ha registrato aumenti spinti da nuove tasse, inflazione e costi crescenti. Dati reali, impatti sulle famiglie e le differenze tra regioni, per comprendere le novità.

Il prezzo dell'assicurazione RC Auto ha subito una nuova impennata, che va ben oltre la semplice variazione stagionale. L'urgenza è reale: chi guida rischia di trovarsi presto a sostenere costi sempre più incisivi sul proprio bilancio familiare. L'incremento del premio RC Auto, già registrato a gennaio è il sintomo di un sistema che sta cambiando per effetto di nuovi provvedimenti fiscali, dinamiche di mercato e innovazione tecnologica.

Nessuna categoria sembra al riparo: giovani, neopatentati, residenti nei centri urbani e nelle regioni ad alto rischio sinistro sono particolarmente esposti. Sebbene l'aumento vistoso dei costi sia stato finora moderato dalle nuove regole, i prossimi mesi potrebbero segnare nuovi rincari non appena le polizze saranno rinnovate o aggiornate secondo le normative. Alle spalle ci sono mesi di dibattiti, stime e ipotesi, ma oggi il quadro è chiaro: occorre prepararsi e informarsi, per non subire passivamente il caro-assicurazione.

Quanto sono aumentati i premi RC Auto: dati e confronti

I dati ufficiali forniti dall'Ania e da osservatori indipendenti come Facile.it permettono di fotografare con precisione l'andamento dei premi nel biennio 2025-2026. Rispetto a gennaio 2025, il costo medio di una polizza RC Auto è aumentato del 4,38%, un valore che supera nettamente il tasso d'inflazione generale dell'1,5% registrato lo scorso anno. La tabella estratta dai dati Istat/Ania per gennaio 2026 evidenzia un incremento dello 0,33% rispetto a dicembre, che, sebbene contenuto, rappresenta una continuità nella tendenza al rialzo dopo le festività, fenomeno già visto negli anni precedenti ma con magnitudo diversa.

Un confronto tra gli ultimi tre anni offre ulteriori elementi di valutazione:

Periodo

Variazione Premio RC Auto (%)

Variazione Inflazione (%)

2023-2024

+2%

+14%

2024-2025

+11,5%

+2,5%

2025-2026 (gennaio, su base annua)

+4,38%

+1,0%

Il differenziale tra crescita del premio e inflazione generale è la vera criticità. Nel periodo 2024-2025, a fronte di prezzi al consumo generalmente stabili, le assicurazioni RC Auto hanno registrato una dinamica ben più sostenuta. La situazione, quindi, non può essere circoscritta a un semplice adeguamento all'inflazione bensì a fattori strutturali ed esterni al macrocosmo economico.

Molti conducenti, confrontando il valore assoluto dei premi, hanno notato come la differenza rispetto al 2024 può superare i 100 euro l'anno per i profili più esposti, specie in aree ad alto rischio o su veicoli tecnologicamente avanzati. Anche chi non ha subito sinistri o modificato la propria situazione assicurativa ha dovuto fare i conti con una nuova realtà: l'aumento RC Auto non è più l'eccezione, ma la regola.

Le nuove tasse sulle assicurazioni: impatto sulle polizze

L'ultimo intervento normativo, rappresentato dalla Legge di Bilancio 2026, ha modificato in profondità il regime fiscale delle assicurazioni automobilistiche. Due sono le misure destinate a incidere materialmente sui costi sopportati dagli assicurati:

  • Aumento dell'Irap sulle compagnie assicurative: la tassa sulle attività produttive è aumentata del 2%, uniformata a quella applicata anche agli istituti bancari. Pur non colpendo direttamente le polizze, questa norma (L. 199/2025) rischia di essere ‘traslata' dalle compagnie sui premi richiesti agli automobilisti, soprattutto nelle nuove emissioni e rinnovi.
  • Incremento della tassa sulle garanzie accessorie infortuni: dal 2,5% al 12,5% dal gennaio 2026 per tutte le coperture abbinate alla RC Auto principale (infortuni conducente e assistenza stradale). La legge elimina le precedenti distinzioni sul modo in cui veniva calcolato il premio accessorio, imponendo l'aliquota più alta in ogni caso.
Le conseguenze pratiche sono diverse:
  • Per quanto riguarda l'Irap, il costo aggiuntivo per le società di assicurazione potrebbe riflettersi in aumenti progressivi dei premi, sia diretti sia indiretti.
  • Sul fronte delle nuove aliquote sulle garanzie accessorie, la stangata stimata per il 2026 è pari a circa 115 milioni di euro di gettito aggiuntivo per lo Stato, ma la ricaduta finale, secondo le stime dell'IVASS, sarà maggiormente percepita dalle fasce di utenti che scelgono coperture extra (fra cui molti neopatentati e conducenti professionisti).
Il vero nodo resta la redistribuzione di questi costi: le compagnie hanno ricevuto l'obbligo di riconoscere una riduzione pari a due terzi della maggiore imposta sulle polizze già attive, ma sono ancora attese circolari operative da IVASS e precisazioni su come questa compensazione verrà applicata ai clienti. Rimane inoltre aperta la possibilità che, con il passare dei mesi, le assicurazioni provvedano ad aggiustamenti di listino per tutte le nuove sottoscrizioni e per le polizze che giungono normalmente a rinnovo.

Infine, va ricordato che, rispetto a contesti europei, l'Italia si trova già con costi assicurativi superiori alla media (dati IVASS e Ania aggiornati 2025): questa pressione fiscale rischia di accentuare ulteriormente il divario rispetto ai partner UE, soprattutto nelle province meridionali.

Inflazione, costi dei sinistri e trasformazione tecnologica

Oltre alle imposte, sono almeno tre i fattori strutturali che influenzano la continua crescita dei premi:

  • Inflazione generale e specifica del comparto automotive: l'intera filiera - dai materiali ai trasporti, dalla logistica ai ricambi - sconta aumenti che finiscono per influire direttamente sui costi di riparazione e quindi sulla determinazione del premio. Il 2026, pur essendo un anno di inflazione contenuta per la spesa generale, vede nel settore auto un incremento percentuale maggiore rispetto alla media dei beni di consumo.
  • Aumento del costo medio dei sinistri: la modernizzazione tecnica delle auto, la maggiore quota di risarcimenti per danni alla persona e la presenza di dispositivi elettronici sempre più sofisticati (radar, telecamere, sistemi ADAS) trasformano ogni incidente in un'operazione potenzialmente molto più costosa rispetto al passato. Un semplice urto su un'auto connessa comporta spesso spese quintuplicate rispetto a una vettura di dieci anni fa.
  • Trasformazione tecnologica e digitalizzazione: l'ingresso massiccio di veicoli elettrici e ibridi, oltre all'obbligo di dotazione di sistemi di supporto attivo alla guida, comporta per le compagnie assicurative l'adeguamento dei parametri tecnici e un incremento della riserva sinistri. Le riparazioni su veicoli innovativi richiedono personale altamente qualificato e ricambi specifici, con inevitabili ripercussioni sui prezzi finali delle polizze.
Risarcimenti per danni alla persona, aggiornati a tabelle più rigide nel 2026, e frequenti richieste legate a eventi climatici (grandine, alluvioni, trombe d'aria), spesso gestite tramite garanzie accessorie, si aggiungono al quadro descritto, contribuendo in modo determinante all'incremento dei costi generali.

Garanzie accessorie, differenze territoriali ed effetti

Le coperture opzionali rappresentano una quota crescente della spesa per RC Auto: furto, incendio, eventi atmosferici, cristalli, tutela legale e assistenza stradale sono sempre più richieste. Gli ultimi interventi fiscali hanno pesantemente colpito proprio queste componenti, rendendo la protezione completa molto più onerosa:

  • Gli assicurati che scelgono molteplici garanzie vedranno, in media, un aumento compreso fra il 6% e il 10% annuo sulla parte accessoria della polizza, con differenze di impatto a seconda della presenza di franchigie, massimali e della localizzazione del contraente.
  • Le province ad alto rischio di sinistro e frode registrano i rincari più significativi. Nel 2026, la forbice territoriale si è ulteriormente ampliata: il sud Italia, in particolare, vede prezzi fino al 25% superiori rispetto al nord, con alcune aree metropolitane che superano soglie di 900-1.000 euro annui per veicolo.
  • Famiglie con più automezzi, giovani e neopatentati sono tra le categorie più penalizzate, trovando sempre maggiore difficoltà a sostenere il costo cumulativo delle assicurazioni auto rispetto alla media europea.
Una strategia diffusa nel tentativo di contenere la spesa complessiva consiste nella rinuncia alle garanzie opzionali o nella sottoscrizione di polizze meno tutelanti - comportamento che, sottolineano le associazioni di tutela, potrebbe però tradursi in minore sicurezza su strada e maggiore esposizione finanziaria degli assicurati in caso di imprevisti.


Alberto Pelletti

Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...