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Nuovo decreto per auto e furgoni: nessun incentivo per comprare auto nel 2027 ma solo bonus gpl e noleggio lungo termine

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di Alberto Pelletti pubblicato il

Il nuovo decreto sugli incentivi per auto e furgoni segna un cambiamento radicale: stop ai bonus per l'acquisto di auto nuove, spazio solo a GPL, retrofit, noleggio lungo termine e misure per la filiera.

Un tempo ci si lamentava della confusione generata dai bonus per l'acquisto delle autovetture: fasce, emissioni, rottamazioni, click day. Eppure, qualcuno è riuscito nell'impresa di complicare le regole ancora di più. Anzi, diciamola tutta: invece di semplificare, sembra che abbiano praticamente tolto quello che esisteva. Il nuovo decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha cancellato in modo netto quegli incentivi ai privati legati all'acquisto di veicoli nuovi (elettrici, ibridi o tradizionali), lasciando spazio a una strategia profondamente diversa. Al centro del provvedimento compare ora il concetto di gestione razionale delle risorse e supporto al settore industriale, mentre per gli utenti privati la prospettiva è quella di una conversione a carburanti alternativi oppure un approccio tutto nuovo al possesso dell'auto, ovvero il noleggio.

L'impianto del decreto coinvolge 1,35 miliardi di euro fino al 2030, distribuiti fra sostegno agli investimenti produttivi, aiuti alle imprese per lo sviluppo di componenti e sistemi innovativi, misure in favore di Pmi della logistica, ma solo misure molto selettive per chi utilizza l'auto. Restano incentivi solo per: il retrofit a GPL o metano sulle auto già circolanti; acquisto e leasing di veicoli commerciali; acquisto di due ruote e quadricicli; infrastrutture di ricarica; noleggio a lungo termine (limitato ai redditi più bassi).

L'esito di questa virata è evidente: sparisce completamente il sostegno pubblico all'immatricolazione di auto nuove per privati almeno fino al 2030, mentre si rafforza ciò che può aiutare la transizione della filiera produttiva. Comprendere il nuovo sistema richiede attenzione e spirito pratico: i tempi delle incentivo facile sono ufficialmente finiti.

Stop ai bonus per l'acquisto di auto nuove: cosa cambia

Chi spera in una nuova ondata di agevolazioni per l'acquisto di auto nuove rimarrà deluso. Il nuovo quadro normativo è una delle inversioni di rotta degli ultimi anni: lo Stato smette di sostenere direttamente chi vuole rottamare e acquistare una vettura moderna, azzerando qualsivoglia bonus per le autovetture private, che siano a benzina, diesel, ibride o elettriche.

Il motivo di questa scelta va ricercato in una ridefinizione delle priorità strategiche: maggiore attenzione viene ora riservata al rafforzamento della filiera produttiva, alla protezione dei posti di lavoro e al finanziamento di attività di ricerca, innovazione e sviluppo tecnologico. Nel nuovo piano il 75% dei fondi è infatti destinato agli accordi per l'innovazione e ai contratti di sviluppo delle aziende italiane del settore, con l'obiettivo di preparare il tessuto industriale alla transizione verso tecnologie pulite e mobilità sostenibile. Resta solo un 25% per misure a domanda, ossia per gli utenti finali.

Per coloro che vogliono acquistare una nuova auto, il decreto non prevede nessuna agevolazione: anche i precedenti Ecobonus sono stati definitivamente superati. Ora, chi desidera una vettura a basse emissioni dovrà affidarsi alle offerte commerciali di mercato, senza più alcun paracadute pubblico, fatta eccezione per le modalità specifiche come il noleggio agevolato a lungo termine (e solo per chi ha requisiti reddituali).

La ratio perseguita dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy riprende quindi una vision più pragmatica, evitando il rischio di esaurimenti lampo dei fondi, e segnala un passaggio chiaro dalla logica del consumatore a quella di un sistema produttivo da tutelare. Occorre valutare che tale decisione, se da un lato contribuisce alla stabilità delle finanze pubbliche, lascia però privo di sostegno diretto il mercato retail delle auto nuove.

Il retrofit: incentivi per la conversione a GPL e metano

Dal 2026, torna protagonista l'installazione di impianti GPL o metano su auto già circolanti. Il cosiddetto retrofit è ora al centro delle strategie per la decarbonizzazione della mobilità su strada: convertire una vettura alimentata a benzina o diesel in una macchina in grado di funzionare con carburanti alternativi vuol dire abbattere rapidamente le emissioni e alleggerire i costi di gestione per gli automobilisti.

Il contributo economico previsto è di 400 euro per la conversione a GPL e di 800 euro per l'installazione del metano, erogato direttamente come sconto in fattura dall'installatore che, a sua volta, viene rimborsato dalla casa costruttrice dell'impianto a gas tramite meccanismi fiscali. Sono coinvolte tutte le vetture omologate Euro 3 o superiori, siano queste intestate a persone fisiche o giuridiche. Restano escluse le auto più vecchie.

Il fondo stanziato ammonta a 20 milioni di euro distribuiti fino al 2030: ripartiti tra 4 milioni entro fine 2026, 5 milioni all'anno dal 2027 al 2029 e 1 milione nel 2030. Considerando che la normativa Euro 3 è in vigore dal 2001, la maggioranza del parco circolante è potenzialmente beneficiaria della misura. I costi per la riconversione oscillano fra 1.000 e 2.000 euro per GPL e fra 1.500 e 2.000 euro per il metano (fino a 2.500-3.000 euro per la riconversione dei diesel). Alle spese iniziali, va aggiunto il costo delle sostituzioni delle bombole: su vetture a GPL ogni 10 anni (300-900 euro), a metano ogni 5 anni (190-440 euro).

La tabella seguente illustra il risparmio sul costo del carburante, utilizzando una vettura di segmento C e i prezzi medi rilevati a giugno 2026 in Lombardia:

Alimentazione

Prezzo unitario

Costo su 1.000 km

Benzina

1,797 €/l

circa 74 €

Diesel

1,886 €/l

circa 67 €

GPL

0,745 €/l

circa 36 €

Metano

1,542 €/kg

circa 50 €

Il saldo economico è evidente: la conversione permette di dimezzare le spese di carburante rispetto ai combustibili classici, rendendo l'investimento iniziale recuperabile in tempi brevi, soprattutto per chi percorre molti chilometri ogni anno. Il retrofit rappresenta, nelle intenzioni del legislatore, una risposta sostenibile per la mobilità quotidiana della massa degli utenti, collegando l'esigenza ambientale a quella del risparmio.

Bonus e nuovi incentivi per veicoli commerciali, moto, scooter

Mentre gli incentivi per le auto private scompaiono, alcune categorie restano ancora destinatarie di contributi pubblici mirati. Il nuovo decreto stanzia 180 milioni di euro fino al 2030 per l'acquisto e il leasing di veicoli commerciali leggeri di categoria N1 e N2, principalmente rivolti alle piccole e medie imprese che svolgono attività di trasporto merci. Gli importi sono differenziati in base alla massa e all'alimentazione dei mezzi, da 2.000 fino a 20.000 euro per veicoli a batteria o idrogeno, con incentivi superiori in caso di rottamazione di un mezzo obsoleto.

Per coloro che optano per veicoli con alimentazione tradizionale, l'accesso ai contributi resta subordinato all'obbligo di rottamazione di mezzi inquinanti, e l'importo del bonus decresce a seconda della categoria di peso e delle emissioni. Altri incentivi rilevanti riguardano:

  • Moto, scooter e quadricicli: dal 2027, disponibili contributi fino al 20% del prezzo (massimo 2.000 euro), che salgono al 30% (3.000 euro) se si rottama un vecchio ciclomotore o si rinnova un mezzo obbligato alla ritargatura; premiati sia nuovi acquisti sia leasing. È richiesto il possesso del veicolo da rottamare da almeno un anno.
  • Infrastrutture di ricarica: previsto un incentivo all'80% del costo (fino a 1.500 euro per privati e 8.000 euro per condomìni) destinato all'acquisto e posa di colonnine o wallbox domestiche, in modo da diffondere l'infrastruttura e ridurre le barriere all'adozione dei veicoli elettrici.
Per tutte queste misure, le modalità operative e le specifiche tempistiche saranno chiarite attraverso successivi provvedimenti attuativi dei ministeri competenti. Gli incentivi sono generalmente erogati come sconto direttamente al momento dell'acquisto o dell'installazione, così da garantire massima rapidità nel trasferimento del beneficio.

Noleggio a lungo termine e misure per i redditi bassi

Fra le novità assolute del nuovo piano emerge il noleggio a lungo termine con canone agevolato, ideato per rispondere alle esigenze dei cittadini con ISEE inferiore ai 30.000 euro. Questa misura rappresenta una risposta sociale ai rischi di esclusione creati dalla transizione ecologica.

Il beneficio è riservato a chi sottoscrive un contratto di almeno tre anni per veicoli Euro 6 a basse emissioni (fino a 135g CO2/km), prevedendo inoltre l'obbligo di rottamare una vettura inquinante (fino a Euro 4). La dotazione iniziale di fondi è di 50 milioni di euro: l'incentivo agisce direttamente sul canone mensile del noleggio riducendolo e offre, al termine del periodo, uno sconto pari almeno al 10% sulle quotazioni medie di mercato se si riscatta l'auto. In alternativa, la vettura può essere ceduta a costruttori o venduta dall'ACI tramite avviso pubblico.




Alberto Pelletti

Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...