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Incentivi auto 2026, non previsto nulla al momento se non 3 bonus minori

di Chiara Compagnucci pubblicato il
3 interventi incentivi auto

Nonostante per il 2026 non siano previsti nuovi incentivi auto di rilievo, il settore si muove tra piccoli interventi, fondi dedicati, soluzioni per retrofit e agevolazioni mirate.

Gli incentivi auto non prevedono, al momento, bonus diretti per l'acquisto di nuove vetture termiche, ma si focalizzano su interventi mirati come la trasformazione a GPL e metano delle auto già in circolazione, il supporto ai veicoli elettrici e alle microimprese. A cui si aggiungono gli interventi per le auto a batteria e quelli per le colonnine di ricarica.

Queste misure, inserite nel solco della strategia europea di mobilità a basse emissioni, rappresentano risposte pragmatiche sia alla necessità di ridurre l'impatto ambientale del parco auto nazionale, sia al bisogno di sostenere le famiglie e le aziende, spesso colpite dall'aumento dei prezzi e dalle incertezze del mercato energetico. Le risorse disponibili e la natura degli incentivi tradiscono un cambio di rotta: l'attenzione è ora rivolta sia alla sostenibilità economica delle famiglie, sia al rafforzamento della filiera produttiva, piuttosto che alla semplice incentivazione dell'acquisto di nuovi veicoli.

Fondo Automotive 2026-2030: obiettivi e ripartizione risorse

La nuova stagione di politiche per il settore si articola attraverso il Fondo Automotive 2026-2030, frutto di una pianificazione pluriennale orientata a garantire maggiore stabilità e programmazione per la filiera industriale nazionale.

Il fondo è stato istituito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy con una dotazione di circa 1,6 miliardi di euro distribuiti sui prossimi cinque anni. Gli obiettivi sono molteplici: rinforzare l'industria automotive, sostenere la transizione energetica, favorire la riduzione delle emissioni e promuovere la mobilità a basso impatto ambientale. La ripartizione delle risorse è la seguente:

Destinazione

Ammontare

Accordi per l'innovazione

750 milioni di euro

Contratti di sviluppo produttivo

450 milioni di euro

Misure di sostegno della domanda

400 milioni di euro

La maggior parte delle risorse (circa il 75%) è destinata all'offerta, ossia a supportare la filiera industriale, la ricerca e lo sviluppo tecnologico (ad esempio, produzione di batterie, investimenti in innovazione, nuove infrastrutture di ricarica). I restanti fondi (25%) vanno a misure dirette ai cittadini: retrofit a GPL/metano, bonus per veicoli commerciali elettrici, incentivi per motocicli e colonnine di ricarica domestiche.

La struttura del fondo riflette una scelta strategica del governo: anziché optare per incentivi di breve periodo sull'acquisto di auto nuove, si privilegia una visione di lungo periodo che possa sostenere il tessuto produttivo nazionale e facilitare una riconversione industriale più ampia, necessaria in vista delle normative UE e delle scadenze fissate per la transizione green.

Incentivi al retrofit GPL e metano: cosa sono e requisiti

L'aspetto più innovativo dell'attuale panorama di incentivi riguarda gli interventi sul parco circolante esistente: il governo ha stanziato 21 milioni di euro per il periodo 2026-2030 dedicati specificamente alla conversione delle auto a benzina in veicoli alimentati a GPL o metano. Questa soluzione si adatta alla struttura del parco auto italiano, caratterizzato da un'età media elevata e da una forte presenza di vetture Euro 3, Euro 4 ed Euro 5:

  • Definizione di retrofit: Si intende l'installazione di impianti GPL o metano su veicoli originariamente progettati per funzionare con benzina, intervenendo così su auto già in circolazione.
  • Requisiti di accesso:
    • Destinatari: proprietari di auto di categoria M1 (vetture passeggeri), con possibilità di estensione a veicoli più datati e alle persone giuridiche in discussione.
    • Possibilità di includere anche vetture Euro 3, per ampliare la platea e favorire la riduzione delle emissioni nei centri urbani.
  • Importo del contributo: In linea con precedenti decreti, si attende un bonus di 400 euro per impianti GPL e 800 euro per quelli a metano applicato come sconto immediato in fattura dall'installatore.
  • Modalità di accesso:
    • L'automobilista si rivolge a un'officina autorizzata che si occupa di prenotare il contributo tramite una piattaforma ministeriale dedicata.
    • Il bonus è applicato subito in fase di fatturazione.
Questo meccanismo favorisce la riduzione delle emissioni senza obbligare le famiglie all'acquisto di veicoli nuovi, risultando una scelta economicamente sostenibile. Oltre al vantaggio ambientale, c'è anche quello economico: il risparmio sul carburante può arrivare a ridurre i costi alla pompa fino al 50%, mentre in molte città il retrofit permette di ottenere deroghe alle restrizioni sul traffico, in particolare nelle ZTL o durante periodi di blocco per inquinamento.

Dal punto di vista tecnologico, le soluzioni incentive includeranno anche biocarburanti come bioGPL e biometano, avvicinando queste vetture ai profili di neutralità carbonica richiesti dalle linee guida UE.

Bonus per veicoli elettrici e per le colonnine di ricarica

Nel quadro degli obiettivi di decarbonizzazione e supporto all'innovazione, il Fondo Automotive prevede interventi anche per altri segmenti di mobilità:

  • Veicoli commerciali leggeri e microimprese: Previsti incentivi per l'acquisto di furgoni e veicoli da lavoro elettrici, riservati a microimprese (aziende con meno di dieci dipendenti e fatturato inferiore a due milioni di euro) con sede in aree urbane funzionali.
  • Ciclomotori, motocicli e quadricicli elettrici: Ulteriori risorse sono state stanziate per aumentare la diffusione di veicoli a zero emissioni, favorendo l'acquisto di mezzi nuovi tramite bonus compresi fra 3.000 e 4.000 euro a seconda della presenza di rottamazione.
  • Infrastrutture di ricarica domestica: Inclusi nel pacchetto anche bonus per la realizzazione di colonnine domestiche, con l'obiettivo di superare i limiti infrastrutturali che rallentano la diffusione dell'elettrico.
  • Leasing sociale: In linea con le strategie europee, il fondo sostiene soluzioni di noleggio a lungo termine agevolato per famiglie e categorie svantaggiate.
Accesso agli incentivi è generalmente subordinato a:
  • Limiti di prezzo di listino (es. auto elettrica nuova sotto 35.000 euro IVA esclusa).
  • Requisiti specifici di ISEE (con tetti a 30.000 o 40.000 euro) per accedere ai contributi più elevati.
  • Obbligo di rottamazione per i benefici più alti.
  • Conservazione della proprietà del mezzo agevolato per almeno ventiquattro mesi.
Le novità privilegiano la mobilità sostenibile e inclusiva, destinando attenzione a chi opera in contesti urbani, alle microimprese e ai nuclei familiari a basso reddito. L'intento è favorire un ricambio del parco veicoli che sia allineato con i target di emissioni stabiliti entro il 2035 dalla normativa europea.

Meccanismi di ottenimento degli incentivi

A differenza delle precedenti edizioni degli incentivi, le modalità di richiesta sono state aggiornate con l'obiettivo di garantire maggiore trasparenza e rapidità di fruizione. La gestione operativa avverrà tramite una piattaforma informatica realizzata da Sogei per conto del Ministero dell'Economia:

  • Per cittadini privati e microimprese:
  • Registrazione sulla piattaforma con inserimento dei dati personali e della documentazione richiesta (ISEE, residenza in area urbana funzionale, targa del veicolo da rottamare, eventuale titolarità da almeno sei mesi).
  • Nel caso delle microimprese, occorre inserire informazioni su dipendenti e fatturato, autocertificazione dello stato giuridico e rispetto della normativa de minimis per gli aiuti di Stato.
  • Conclusa la procedura, il sistema genera un voucher digitale che va consegnato al concessionario o all'officina autorizzata.
  • Tempistiche e validazione:
    • Il voucher dev'essere validato entro trenta giorni dall'emissione dal venditore o installatore, inserendo il codice e i dettagli sul prezzo.
    • In caso di mancata validazione, il bonus torna disponibile e può essere richiesto di nuovo fino a esaurimento fondi.
Il contributo viene erogato come sconto diretto sul prezzo di acquisto o sull'intervento di retrofit, e successivamente rimborsato ai dealer dal ministero competente. In caso di incentivi sul retrofit o su acquisto di mezzi leggeri elettrici, la consegna del veicolo da rottamare dev'essere contestuale alla consegna del nuovo, con obbligo di radiazione a norma di legge.

L'acquisizione dei bonus per ciclomotori e motocicli prevede una procedura più semplice: il venditore si occupa dell'intera pratica, verificando fondi disponibili e inserendo i dati necessari senza richiedere voucher all'utente finale.

Criticità, prospettive e novità attese negli incentivi auto

Nonostante il quadro delineato mostri evidenti progressi verso l'efficienza e la sostenibilità, restano alcune criticità strutturali e sfide non ancora risolte:

  • Assenza di incentivi diretti all'acquisto di auto nuove a combustione interna, misura che segna una discontinuità rispetto al passato e può lasciare scoperta una fascia di consumatori non ancora pronti all'elettrico.
  • Ritardi operativi nell'attivazione della piattaforma dedicata: dalle associazioni di categoria arriva la richiesta di maggiore celerità per evitare che l'operatività effettiva degli incentivi slitti troppo avanti nel corso dell'anno.
  • Fondi limitati per alcune misure: lo stanziamento di 21 milioni per il retrofit, distribuito su cinque anni, potrebbe risultare insufficiente a soddisfare la domanda potenziale, soprattutto con l'ampliamento della platea ai veicoli più vecchi.
  • Esclusione delle imprese maggiori e delle persone giuridiche per alcune tipologie di bonus, secondo le ultime indiscrezioni normative.
In prospettiva, il successo del piano dipenderà dalla rapidità di implementazione, dalla chiarezza normativa e dal potenziamento delle infrastrutture di supporto all'elettrico. Sono attese ulteriori modifiche regolamentari e possibili revisioni, specie se l'evoluzione del mercato dovesse segnare differenze rispetto alle attese. La prossima revisione del piano europeo d'azione, prevista entro il termine del 2026, potrebbe inoltre introdurre nuovi strumenti o ampliare quelli esistenti per accelerare il processo di elettrificazione e neutralità tecnologica.