Poste alza il corrispettivo dell'Opas su Tim da 1,67 a 1,97 euro per azione e rinuncia alla soglia del 66,67%. Il CEO Labriola aderisce. Scadenza 11 settembre, riapertura 21-25 settembre.
Poste Italiane ha deciso di intervenire con decisione sulla propria offerta pubblica di acquisto e scambio su Tim, a pochi giorni dalla scadenza del periodo di adesione fissata per l'11 settembre 2026 Una duplice mossa, annunciata la sera del 7 settembre, che cambia sensibilmente i termini dell'operazione e che merita un'analisi attenta da parte di chi possiede ancora azioni della compagnia telefonica
Il Consiglio di Amministrazione di Poste ha deliberato di incrementare il corrispettivo dell'offerta attraverso una componente aggiuntiva in denaro pari a 0,30 euro per ciascuna azione Tim portata in adesione La componente in denaro sale così da 1,67 euro a 1,97 euro per azione, mentre la parte in azioni resta invariata a 0,218 azioni ordinarie Poste di nuova emissione per ogni titolo Tim conferito
Un aspetto rilevante riguarda la retroattività del rilancio Come precisato dalla stessa Poste, il corrispettivo incrementato sarà riconosciuto a tutti gli aderenti, comprese le persone che avevano già portato in adesione le proprie azioni prima del 7 settembre Questo significa che chi aveva già scelto di aderire non deve compiere alcuna azione ulteriore per beneficiare del nuovo prezzo, che si applicherà automaticamente al momento del pagamento
Accanto all'aumento del prezzo, Poste ha compiuto un secondo passo altrettanto significativo, rinunciare alla Condizione Soglia che vincolava il perfezionamento dell'operazione al raggiungimento di almeno il 66,67% dei diritti di voto esercitabili nelle assemblee di Tim
In pratica, come chiarito nella nota ufficiale, Poste acquisterà comunque tutte le azioni portate in adesione, anche qualora la percentuale raccolta risultasse inferiore a quella soglia originariamente fissata Si tratta di una scelta che restituisce concretezza all'operazione in un momento delicato, considerando che alla vigilia dell'annuncio le adesioni si fermavano al 6,15% del capitale, corrispondenti a poco più di 105 milioni di azioni
Va precisato che, nonostante la rinuncia a questa specifica condizione, restano impregiudicate le altre condizioni di efficacia dell'offerta, diverse da quella relativa alla soglia Inoltre, proprio in conseguenza di questa rinuncia, Poste ha comunicato che l'offerta sarà riaperta dal 21 al 25 settembre 2026, offrendo così una finestra ulteriore a chi non avesse ancora deciso di aderire entro l'11 settembre
Ci sono diversi elementi concreti che rendono il momento attuale particolarmente rilevante per chi possiede azioni Tim e sta valutando cosa fare
Il primo riguarda il segnale forte arrivato proprio nella giornata del 7 settembre, quando l'amministratore delegato di Tim Pietro Labriola, insieme ai dirigenti con responsabilità strategiche del gruppo, ha portato in adesione le proprie azioni personali all'offerta di Poste Un gesto che il mercato ha inevitabilmente interpretato come un viatico di peso verso il buon esito dell'operazione, considerando che difficilmente il vertice stesso della società target avrebbe scelto di aderire senza una valutazione ponderata della convenienza economica e strategica dell'operazione
Il secondo elemento riguarda la valorizzazione economica del nuovo corrispettivo Sulla base del prezzo ufficiale delle azioni Poste rilevato il 4 settembre 2026, pari a 26,90 euro, il corrispettivo incrementato esprime una valorizzazione monetaria implicita di circa 7,83 euro per ciascuna azione Tim Un valore che, se confrontato con il prezzo ufficiale delle azioni Tim alla data di riferimento del 20 marzo 2026, incorpora un premio implicito del 14,16%, un dato che rappresenta un incentivo economico concreto rispetto a una scelta di restare semplicemente sul mercato
Il terzo aspetto riguarda la rimozione del rischio soglia Prima della rinuncia alla Condizione Soglia, esisteva un'incertezza reale sulla effettiva conclusione dell'operazione, considerando quanto fossero ancora lontane le adesioni dal traguardo del 66,67% Ora questo rischio è stato eliminato, e chi aderisce ha la certezza che le proprie azioni verranno effettivamente acquistate secondo i termini annunciati, indipendentemente dal risultato complessivo raggiunto dall'operazione
Va comunque sottolineato che aderire all'offerta comporta anche delle rinunce concrete che ogni azionista deve valutare con attenzione in base alla propria situazione personale
Chi decide di portare le proprie azioni in adesione converte parte del proprio investimento in azioni Poste Italiane, ricevendo il resto in denaro contante Questo significa rinunciare alla possibilità di beneficiare di eventuali futuri rialzi del titolo Tim, che potrebbero derivare da un successivo risanamento della società o da un processo di consolidamento del settore delle telecomunicazioni a livello europeo, scenario più volte evocato dagli analisti del settore negli ultimi anni
Per i piccoli risparmiatori che conservano ancora azioni Tim acquistate quando la società quotava valori molto più elevati rispetto agli attuali, la decisione risulta particolarmente delicata Da un lato, l'adesione permette di monetizzare parzialmente una posizione che negli anni ha comportato perdite significative in termini di valore Dall'altro lato, scegliere di non aderire significa mantenere l'esposizione a un titolo il cui destino, in caso di delisting dalla Borsa (obiettivo dichiarato dell'operazione da parte di Poste), potrebbe portare a una minore liquidabilità futura delle azioni residue
Un ultimo elemento da tenere presente riguarda le tempistiche L'attuale periodo di adesione si chiude alle ore 17:30 di venerdì 11 settembre 2026 Chi non dovesse riuscire a completare la procedura entro questa data avrà comunque una seconda possibilità nella finestra di riapertura prevista dal 21 al 25 settembre, conseguenza diretta della rinuncia alla Condizione Soglia
In conclusione, il rilancio di Poste, unito alla rinuncia alla soglia minima e all'adesione dei vertici stessi di Tim, rappresenta un cambio di scenario significativo rispetto ai giorni precedenti, quando l'operazione sembrava procedere con maggiore lentezza Il CdA di Poste ha peraltro ribadito la rilevanza strategica e industriale dell'operazione, confermando l'intenzione di proseguire verso l'obiettivo del delisting di Tim
Resta comunque fondamentale che ogni azionista valuti la propria scelta considerando non solo il dato economico immediato, seppur migliorato rispetto all'offerta iniziale, ma anche il proprio orizzonte temporale di investimento, la propria tolleranza al rischio e le proprie aspettative sul futuro sia di Tim sia dello stesso gruppo Poste Italiane, che uscirebbe da questa operazione profondamente trasformato nel proprio profilo di business, ampliando in modo sostanziale la propria presenza nel settore delle telecomunicazioni
Il dott. Luca Rossoni è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogl...