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Poste-Tim, adesioni ferme al 5,4%: proroga o miglioramento dell'offerta a giorni dalla scadenza

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di Dott. Luca Rossoni pubblicato il
Poste-Tim, adesioni ferme al 5,4%: proroga o miglioramento dell'offerta a giorni dalla scadenza

A una settimana dall'11 settembre le adesioni all'OPAS di Poste su Tim sono solo al 5,4%, lontane dalla soglia del 66,67%. Gli scenari possibili tra rilancio del prezzo e proroga dei termini.

L'offerta pubblica di acquisto e scambio lanciata da Poste Italiane su TIM entra nella sua fase più delicata I dati aggiornati al 4 settembre 2026 mostrano un'adesione ancora molto lontana dalla soglia fissata come condizione di efficacia dell'operazione, aprendo scenari diversi a soli sette giorni dalla scadenza ultima

Secondo quanto riportato da Teleborsa, al 4 settembre le adesioni all'Opas hanno raggiunto una quota pari a circa il 5,4% sul totale degli strumenti oggetto dell'offerta Un dato che, seppur in crescita rispetto al 3,3% registrato al 31 agosto e al 3% di fine agosto, resta ancora estremamente distante dall'obiettivo dichiarato

La percentuale richiesta da Poste Italiane come condizione vincolante di efficacia dell'operazione è infatti pari al 66,67% del capitale ordinario di TIM, corrispondente a due terzi delle azioni complessive È importante chiarire come vada interpretato correttamente questo dato Poste possiede già circa il 20,1% di TIM, mentre l'offerta riguarda il restante 79,9% delle azioni La soglia del 66,67% si riferisce quindi alla partecipazione complessiva che Poste dovrà raggiungere sommando le quote già detenute alle nuove adesioni raccolte, e non soltanto alla percentuale delle azioni oggetto dell'Opas

Il calendario dell'operazione e le scadenze da ricordare

Il periodo di adesione è iniziato lo scorso 20 luglio 2026 e si concluderà alle ore 17:30 dell'11 settembre 2026, salvo eventuali proroghe Un aspetto tecnico da tenere bene a mente riguarda le azioni acquistate negli ultimi due giorni dell'offerta, il 10 e l'11 settembre, che secondo le regole stabilite da Borsa Italiana non potranno essere portate in adesione, un dettaglio da considerare per chi valutasse un ingresso last minute sul titolo

Il pagamento del corrispettivo agli aderenti è fissato per il 18 settembre 2026, oppure per il 2 ottobre nel caso in cui si attivasse la finestra di riapertura dei termini, prevista dal 21 al 25 settembre secondo la prassi tipica di questo tipo di operazioni

Il corrispettivo offerto e il confronto con il prezzo di Borsa

Uno degli elementi che sembra frenare le adesioni riguarda proprio la convenienza economica dell'offerta rispetto alla quotazione di TIM sul mercato Il corrispettivo previsto da Poste per ogni azione TIM apportata è composto da 1,67 euro in contanti più 0,218 azioni Poste Italiane

Alla chiusura del 3 settembre, con il titolo Poste valutato a 26,98 euro e TIM a 7,763 euro in Borsa, il valore teorico complessivo dell'offerta risultava pari a circa 7,55 euro, ovvero circa il 2,72% in meno rispetto al prezzo di mercato del titolo TIM in quel momento Un divario che rende, almeno sulla carta, poco conveniente aderire immediatamente all'offerta rispetto a mantenere le azioni o venderle direttamente sul mercato

Va inoltre sottolineato un aspetto rilevante per chi decidesse comunque di aderire, chi partecipa all'offerta accetta un rapporto di cambio fisso in azioni Poste, il cui controvalore finale effettivo dipenderà quindi anche dall'andamento futuro del titolo Poste stesso fino alla data di pagamento, introducendo un elemento di incertezza aggiuntiva nella valutazione di convenienza dell'operazione

Le richieste dei piccoli azionisti e perchè servirà un'accelerazione dei grandi investitori

Non è un caso che l'associazione Asati, che rappresenta i piccoli azionisti di TIM, abbia chiesto formalmente già a metà luglio a Poste Italiane di migliorare le condizioni economiche dell'offerta Nello specifico, la richiesta riguarda un aumento della componente in denaro contante e una riduzione della componente in azioni, quest'ultima ritenuta troppo esposta alle oscillazioni della Borsa e quindi meno rassicurante per i piccoli risparmiatori

Questa richiesta si inserisce in un dibattito più ampio sulla congruità del corrispettivo, un tema che secondo diversi osservatori del mercato rappresenta il vero nodo dell'operazione, più che il razionale industriale complessivo, considerato invece solido dalla gran parte degli analisti, anche se al momento manca ancora un piano dettagliato sulle sinergie industriali tra le due aziende

Come evidenziato da numerosi analisti un avvio così lento dell'adesione non rappresenta necessariamente un'anomalia per operazioni di questa dimensione Nelle grandi Opas, infatti, i fondi istituzionali tendono ad aderire massicciamente soltanto negli ultimissimi giorni utili prima della scadenza, attendendo di avere il quadro più completo possibile prima di prendere una decisione definitiva

Secondo alcune fonti del mercato, alla fine la soglia potrebbe comunque essere raggiunta proprio grazie a questa dinamica tipica delle grandi operazioni finanziarie Tuttavia, non è escluso a priori che Poste debba ricorrere a un rilancio del prezzo dell'offerta per convincere gli investitori istituzionali ancora indecisi a portare i propri titoli in adesione nella fase finale

Cosa succede se la soglia non viene raggiunta e le strade alternative percorribili da Poste

Qualora al termine del periodo di adesione la soglia del 66,67% non fosse raggiunta, e Poste Italiane non decidesse di rinunciare espressamente a questa condizione, come previsto dal documento di offerta, l'operazione non si perfezionerebbe In questo scenario, le azioni eventualmente già apportate in adesione verrebbero restituite senza alcun onere agli azionisti che avevano aderito

Va precisato che il documento di offerta non indica una soglia alternativa automatica, come ad esempio il 50% più un'azione, motivo per cui un'eventuale rinuncia da parte di Poste dovrebbe essere comunicata formalmente al mercato secondo i termini e le modalità previste dalla normativa vigente

Di fronte a un'adesione così lontana dall'obiettivo, Poste Italiane avrebbe sostanzialmente due strade percorribili nelle prossime ore La prima riguarda una proroga dei termini dell'offerta, uno strumento comune nelle grandi operazioni di questo tipo quando il ritmo delle adesioni resta insufficiente a ridosso della scadenza originaria

La seconda strada, più incisiva, sarebbe rappresentata da un rilancio del prezzo dell'offerta, eventualmente accompagnato da una componente cash più consistente, proprio nella direzione richiesta dall'associazione Asati Un intervento di questo tipo potrebbe convincere sia i piccoli azionisti sia gli investitori istituzionali ancora indecisi, incidendo però sui conti dell'operazione complessiva per Poste Italiane

Il superamento della soglia del 66,67% non rappresenterebbe soltanto un traguardo simbolico per Poste Italiane, ma garantirebbe il controllo delle assemblee straordinarie di TIM, un livello sul quale ha concentrato la propria attenzione anche l'agenzia di rating Fitch Secondo l'agenzia, qualora Poste raggiungesse questa soglia, il rating di TIM potrebbe essere promosso da BB+ a BBB, anche grazie a un possibile rafforzamento della posizione negoziale nel contenzioso in corso con Inwit relativo all'uso delle torri di telecomunicazione

Un finale ancora tutto da scrivere

Con le adesioni ferme al 5,4% e soli sette giorni rimasti prima della scadenza dell'11 settembre 2026, l'esito dell'Opas resta quindi apertissimo Il mercato attende ora di capire se la tipica accelerazione degli investitori istituzionali nelle fasi finali delle grandi operazioni sarà sufficiente a colmare il divario con la soglia richiesta, oppure se Poste Italiane sarà costretta a scegliere tra una proroga dei termini o un rilancio dell'offerta economica, con conseguenze dirette non soltanto sull'esito dell'operazione, ma anche sul futuro assetto societario di uno dei principali gruppi delle telecomunicazioni italiane




Dott. Luca Rossoni

Il dott. Luca Rossoni è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogl...