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Pausa pranzo al cinema con poltrona-lettino per un sonnellino: il fenomeno arriva in Europa e a breve in Italia

di Dott.ssa Marianna Bassetti pubblicato il

In Cina il pisolino in sala si prenota come un abbonamento in palestra. Il modello del riposo pomeridiano al cinema conquista l'Europa e potrebbe presto arrivare anche in Italia.

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Dimenticate il classico intervallo con panino consumato alla scrivania. In Cina è nata una nuova abitudine per la pausa pranzo dei lavoratori d'ufficio: andare al cinema non per vedere un film, ma per dormire. Il fenomeno, ribattezzato "Lying Flat Plan" (letteralmente il "piano per sdraiarsi"), sta conquistando sempre più consensi tra gli impiegati cinesi stressati dai ritmi lavorativi e sta iniziando a essere osservato con interesse anche in Europa, dove esistono già alcune sale che uniscono la visione dei film al comfort del letto. E in Italia, secondo alcune indiscrezioni, una grande catena di cinema starebbe valutando di introdurre un servizio simile come misura sperimentale.

Il caso Lumière Cinema di Xi'an: la culla del fenomeno

Il progetto più noto e strutturato è quello del Lumière Cinema di Xi'an, città della provincia cinese dello Shaanxi. Il servizio, attivo dall'aprile 2025 presso la sede del cinema nel quartiere Qujiang Creative Valley, ha trasformato due sale, normalmente semivuote nelle ore centrali della giornata, in veri e propri spazi di riposo pomeridiano.

L'iniziativa nasce da un'esigenza molto semplice: da un lato i lavoratori cinesi cercano un'alternativa più dignitosa e confortevole rispetto al classico pisolino con la testa appoggiata alla scrivania; dall'altro il cinema ha individuato un modo intelligente per sfruttare economicamente le sale nelle fasce orarie meno redditizie, quelle comprese tra mezzogiorno e le 14:30 dei giorni feriali, quando l'affluenza agli spettacoli tradizionali è quasi nulla.

Il meccanismo è tanto semplice quanto efficace. Il cinema ha riservato due sale su tre al servizio di riposo, per un totale di 76 postazioni. Chi vuole usufruirne può sottoscrivere un abbonamento mensile: 39,9 yuan (circa 4,8 euro) per la formula individuale oppure 59,9 yuan (circa 7 euro) per la formula in coppia. Cifre estremamente contenute se paragonate al costo di un pranzo fuori o di una seduta in un centro benessere, e che spiegano in parte il successo dell'iniziativa.

Un dettaglio interessante riguarda l'organizzazione degli spazi. Le due sale coinvolte nel progetto non sono identiche, ma rispondono a esigenze diverse. La sala 1 è dotata di poltrone reclinabili che si trasformano quasi in vere e proprie brandine, pensate per chi cerca un sonno profondo e prolungato: secondo i dati raccolti, è frequentata prevalentemente da donne. La sala23, invece, monta poltrone massaggianti e attira un pubblico a maggioranza maschile, più orientato al relax attivo che al sonno vero e proprio.

Le regole del servizio sono poche ma chiare: non è necessario togliersi le scarpe, ma è obbligatorio tenere il telefono silenzioso per non disturbare gli altri ospiti. Nonostante l'estate, tradizionalmente un periodo di flessione per i cinema tradizionali, il servizio ha continuato a registrare un tasso di occupazione superiore al 50% delle postazioni disponibili, segno che non si tratta di una moda passeggera ma di un'abitudine che si sta consolidando tra i colletti bianchi cinesi.

Perché in Cina funziona: il fenomeno del tangping

Per comprendere il successo del Lying Flat Plan bisogna guardare al contesto culturale e sociale che lo ha generato. In Cina si sta diffondendo da tempo il fenomeno del tangping, letteralmente "sdraiarsi piatto", un atteggiamento generazionale di rifiuto verso i ritmi lavorativi frenetici e la cultura della competizione a tutti i costi, in particolare tra i più giovani.

A questo si aggiunge un dato sociologico rilevante: secondo una recente indagine della Chinese Sleep Research Society, oltre il 70% dei cinesi dichiara di fare un pisolino pomeridiano di almeno 30 minuti. Il riposo dopo pranzo, insomma, non è percepito come un lusso ma quasi come una necessità fisiologica riconosciuta a livello culturale. Il cinema, in questo scenario, si propone semplicemente come lo spazio ideale per praticarla: buio, silenzio, comfort e un prezzo accessibile a tutti.

Il modello del Lumière Cinema non è un caso isolato, ma si inserisce in un filone più ampio che in Cina ha radici piuttosto profonde. Già nel 2010 il Sky Garden Cinema di Pechino aveva sperimentato sale con letti in legno massiccio separati da tende. Negli anni successivi altre città cinesi hanno seguito l'esempio: Harbin ha lanciato nel 2023 un cinema con letti matrimoniali e poltrone elettriche reclinabili, mentre a Nanchino è nato di recente "Dream Shadow Space", una sala immersiva con letti doppi e compartimenti privati.

Il fenomeno approda in Europa: Francia, Germania e Ungheria

Se il concetto di pausa pranzo per dormire in sala resta per ora una peculiarità cinese, in Europa si sta comunque diffondendo un format concettualmente vicino: quello dei bed cinema, sale attrezzate con letti veri e propri al posto delle tradizionali poltrone.

In Francia, Germania e Ungheria sono già presenti alcune strutture di questo tipo, pensate però con una finalità differente rispetto al modello cinese: non si tratta di spazi per il riposo lavorativo di mezzogiorno, ma di sale a tema per la visione di film in un'atmosfera casalinga e rilassata, spesso proposte come esperienza di intrattenimento serale o come alternativa romantica al cinema tradizionale, con coperte, cuscini e talvolta servizio di cibo e bevande direttamente a letto.

È una distinzione importante da sottolineare: mentre in Cina il servizio nasce per rispondere a un bisogno concreto legato ai ritmi lavorativi e alla pausa pranzo, in Europa il letto al cinema resta finora un'esperienza di visione premium, non un servizio di riposo strutturato con abbonamento mensile e fasce orarie dedicate come quello di Xi'an.

E in Italia? Una grande catena valuterebbe il progetto

Al momento non esiste in Italia alcun equivalente diretto del modello cinese di riposo pomeridiano al cinema. Tuttavia, secondo alcune indiscrezioni, una grande catena cinematografica italiana starebbe valutando la possibilità di introdurre un servizio simile come misura sperimentale, prendendo ispirazione proprio dal caso di Xi'an e dal crescente interesse mediatico che il fenomeno sta generando a livello internazionale.

Se confermata, l'iniziativa si inserirebbe in un più ampio trend che vede i cinema, anche in Italia, alla ricerca di nuove fonti di ricavo alternative alla sola vendita di biglietti per gli spettacoli. Le sale, complice anche la concorrenza dello streaming e il calo strutturale degli spettatori registrato negli ultimi anni, stanno sperimentando format ibridi: eventi live, maratone a tema, proiezioni sportive e, appunto, servizi di relax o riposo nelle fasce orarie meno frequentate.

Per una catena, trasformare una o due sale semivuote a mezzogiorno in uno spazio di riposo durante il lavoro a pagamento potrebbe rappresentare un modo intelligente per ottimizzare l'utilizzo degli spazi senza incidere sui costi fissi già sostenuti per la gestione dell'immobile e del personale.

Le incognite del modello italiano

Restano tuttavia alcune incognite legate a un'eventuale trasposizione del modello nel nostro Paese. In Cina il servizio funziona anche grazie a un prezzo di abbonamento molto contenuto, reso possibile da costi operativi e immobiliari ben diversi da quelli italiani. Bisognerà capire quale tariffa risulterebbe sostenibile per una catena italiana, e se la clientela nostrana sarà disposta ad accogliere un'abitudine culturalmente ancora poco radicata come quella del sonnellino fuori casa.

Resta poi da chiarire quali accorgimenti verrebbero adottati sul piano dell'igiene e della sanificazione delle poltrone, un aspetto molto sentito soprattutto dopo gli anni della pandemia, e come verrebbe gestita la convivenza, negli stessi spazi, tra chi cerca il sonno e chi invece continua a frequentare le sale per gli spettacoli tradizionali.

Il fenomeno nato al Lumière Cinema di Xi'an dimostra come spazi tradizionalmente legati all'intrattenimento possano reinventarsi per rispondere a bisogni completamente diversi da quelli per cui erano stati pensati. Mentre in Europa, tra Francia, Germania e Ungheria, il concetto di bed cinema resta ancora legato all'esperienza di visione, la possibilità che una grande catena italiana sperimenti un servizio di riposo pomeridiano vero e proprio apre a uno scenario nuovo per il settore cinematografico del nostro Paese. Se l'iniziativa dovesse concretizzarsi, la pausa pranzo degli italiani potrebbe presto arricchirsi di un'opzione inedita: venti minuti di sonno al buio, tra una poltrona reclinabile e il grande schermo spento.




Dott.ssa Marianna Bassetti

La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...

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