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Una 40enne con la sua Fiat Panda guida fino a Treviso, invece era Trieste: come è potuto accadere

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di Alberto Pelletti pubblicato il

Convinta di trovarsi a Trieste, una 40enne è stata fermata a Treviso mentre guidava una Fiat 500 con una ruota distrutta. Con un tasso alcolemico di 3,01 g/l, ha perso patente e auto: ecco cosa rischia.

Una donna di 40 anni ha percorso le strade di Treviso al volante di una Fiat Panda con la ruota anteriore destra distrutta, procedendo a zig-zag sul cerchione e convinta di trovarsi a Trieste. Fermata dalla Polizia locale nella zona dell’aeroporto Canova, è risultata positiva all’alcoltest: il tasso rilevato era di 3,01 grammi per litro, oltre sei volte il limite ordinario di 0,5 g/l previsto dal Codice della strada. Per lei sono scattati la denuncia e il ritiro della patente. La Fiat 500, di sua proprietà, è stata sottoposta a sequestro amministrativo finalizzato alla confisca.

La segnalazione e il controllo a Treviso

L’allarme è arrivato nel tardo pomeriggio, quando una cittadina ha contattato la centrale operativa per segnalare un’auto dalla marcia pericolosa. Le pattuglie hanno rintracciato la Fiat 500 vicino all’aeroporto Canova e l’hanno fermata in via dell’Aeroporto. La vettura avanzava a zig-zag, appoggiata al solo cerchione: lo pneumatico anteriore destro era completamente distrutto.

Alla guida c’era una quarantenne di origini romene, residente in provincia di Verona. Durante il controllo è apparsa in evidente stato di alterazione e disorientata. Credeva di essere a Trieste, non a Treviso, e non si era accorta di aver percorso un tratto di strada con la gomma danneggiata.

Ruota compromessa, andatura irregolare e perdita di orientamento hanno reso la situazione rischiosa per la conducente e per gli altri utenti della strada. La segnalazione ha consentito agli agenti di individuare l’auto e fermarla prima che proseguisse.

Il significato del valore di 3,01 g/l

L’etilometro ha registrato una concentrazione di alcol pari a 3,01 g/l. L’articolo 186 del Codice della strada fissa a 0,5 g/l il limite generale: il valore rilevato a Treviso lo superava di oltre sei volte. Per i conducenti ordinari, la legge prevede tre fasce, con conseguenze diverse a seconda del tasso alcolemico.

La prima comprende valori superiori a 0,5 e fino a 0,8 g/l; la seconda va oltre 0,8 e arriva a 1,5 g/l; la terza riguarda i tassi superiori a 1,5 g/l. Il risultato dell’alcoltest colloca la conducente nella fascia più alta, che prevede conseguenze penali e misure sulla patente e sul veicolo. Per alcune categorie, tra cui neopatentati e conducenti professionali, valgono regole più rigorose e il limite ordinario di 0,5 g/l non si applica.

Dopo il controllo, la polizia ha denunciato la donna per l’ipotesi di guida in stato di ebbrezza e ha trasmesso il caso all’autorità giudiziaria, competente per il procedimento.

Quando il tasso supera 1,5 g/l, l’articolo 186 stabilisce un’ammenda da 1.500 a 6.000 euro e l’arresto da sei mesi a un anno. Sono previste anche la sospensione della patente da uno a due anni e la decurtazione di dieci punti. Sarà il procedimento a determinare l’applicazione delle misure nel singolo caso: si tratta delle sanzioni previste dalla norma per questa fascia, non di una decisione già definita per la conducente fermata a Treviso.

Se il veicolo appartiene a una persona estranea al reato, la durata della sospensione raddoppia. La Fiat 500 fermata nel Trevigiano, invece, era di proprietà della conducente. La legge prevede un trattamento più severo anche in caso di incidente. In questo episodio è stata accertata la marcia con lo pneumatico distrutto.

Per i conducenti con un tasso superiore a 1,5 g/l, la disciplina prevede inoltre la confisca del veicolo, tranne quando il mezzo appartiene a una persona estranea al reato. La confisca comporta l’acquisizione definitiva del bene secondo il provvedimento previsto dalla legge.

Ritiro e sospensione della patente

Gli agenti hanno ritirato la patente della quarantenne ai fini della sospensione. Il ritiro è l’atto immediato con cui il documento viene tolto al conducente e trasmesso agli uffici competenti secondo la procedura. La sospensione è invece il divieto temporaneo di guidare, disposto per un periodo stabilito dall’autorità competente.

Per la fascia oltre 1,5 g/l, il prefetto dispone la sospensione provvisoria della patente fino alla decisione del giudice, entro i limiti previsti dal Codice della strada. La durata definitiva viene fissata nel corso del procedimento e può rientrare nell’intervallo stabilito dalla norma, da uno a due anni. Durante la sospensione il titolare non può mettersi alla guida; la restituzione del documento segue i tempi e le condizioni indicati dall’autorità.

Il ritiro ha dunque effetto nell’immediato, mentre la sospensione determina per quanto tempo la persona non potrà guidare. Dopo il controllo, la patente è stata tolta alla conducente e avviata la procedura prevista per la sospensione.

Il sequestro della Fiat Panda e la confisca

L’auto della donna è stata sottoposta a sequestro amministrativo finalizzato alla confisca. Con il sequestro il veicolo viene sottratto temporaneamente alla disponibilità del proprietario e custodito in attesa del provvedimento previsto. La confisca è invece la misura definitiva che, secondo le regole applicabili, può trasferire il mezzo allo Stato.

Per i tassi superiori a 1,5 g/l, il Codice collega la confisca alla violazione, con l’eccezione dei veicoli appartenenti a persone estranee al reato. Il sequestro consente di conservare il mezzo in vista dell’applicazione della misura. La Fiat 500 era intestata alla stessa donna denunciata, elemento rilevante rispetto alla tutela prevista per il terzo estraneo; l’auto è stata quindi sequestrata in vista della confisca prevista per la fascia più grave di ebbrezza.

Una ruota distrutta e un rischio concreto

La Fiat 500 ha continuato a muoversi sul cerchione, con la conducente al volante e un’andatura a zig-zag. Il danno alla ruota era tutt’altro che secondario: uno pneumatico distrutto compromette stabilità e controllo del veicolo. Insieme allo stato di alterazione e al disorientamento emersi durante il controllo, ha delineato una situazione di pericolo sulla strada.

Secondo quanto emerso durante l’intervento, la quarantenne non si era accorta di aver perso lo pneumatico. Anche la convinzione di trovarsi a Trieste, mentre era nell’area di Treviso, ha mostrato il suo disorientamento. L’alcoltest ha fornito il dato oggettivo su cui è stata contestata la guida in stato di ebbrezza.

La Polizia locale è intervenuta dopo la segnalazione, ha individuato l’auto e controllato la conducente. Gli agenti hanno poi accertato il tasso alcolemico e adottato le misure previste per la patente e il veicolo. L’intervento ha interrotto la marcia pericolosa e avviato gli atti conseguenti.

Un tasso superiore a 1,5 g/l comporta conseguenze su più piani. Per la conducente, la denuncia e il ritiro della patente hanno avviato il percorso relativo alla sospensione; sul piano economico e patrimoniale, la legge contempla l’ammenda e la confisca del veicolo, preceduta dal sequestro disposto per conservarlo.

La donna, residente in provincia di Verona, è stata fermata nell’area dell’aeroporto Canova mentre guidava a zig-zag sul cerchione. La confusione tra Treviso e Trieste, la ruota anteriore distrutta e il valore di 3,01 g/l sono gli elementi emersi nell’episodio. Gli atti avviati sul posto proseguiranno nel procedimento davanti all’autorità giudiziaria.




Alberto Pelletti

Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...