Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Pensioni anticipate e aumento importi: gli effetti del dato Istat deficit +3,1% appena uscito per la manovra finanziaria

di Dott.ssa Marianna Bassetti pubblicato il

Il deficit 2025 resta al 3,1%, confermando l'Italia nella procedura d'infrazione UE fino al 2027. Cosa cambia per l'uscita anticipata a 64 anni, il ricalcolo contributivo e gli importi delle pensioni nella manovra.

Rimani aggiornato con BusinessOnline
Aggiungi come fonte
preferita su Google
X Instagram

Il dato appena diffuso dall'Istat sul rapporto deficit-PIL 2025, confermato al 3,1%, arriva proprio nel momento più delicato per la costruzione della manovra 2027, l'ultima della legislatura prima delle prossime elezioni Il tema previdenziale, tra le ipotesi di uscita anticipata a 64 anni e le richieste di adeguamento degli importi delle pensioni, si scontra ora con un quadro di finanza pubblica più rigido del previsto, dato che l'Italia resta bloccata nella procedura d'infrazione europea almeno fino al 2027

Il rapporto deficit-PIL fermo al 3,1%, sopra la soglia di Maastricht del 3%, produce conseguenze dirette e immediate sul dossier previdenziale Come emerso da diverse analisi tecniche, questo risultato genera almeno tre effetti concreti, il restringimento delle aree disponibili per nuove misure di spesa sociale, il congelamento dei margini per riforme strutturali sulla previdenza, e una sorveglianza continua sui conti pubblici da parte di Bruxelles e degli investitori finanziari

Un elemento tecnico fondamentale da comprendere riguarda il funzionamento delle regole europee anche in caso di eventuali miglioramenti futuri dei conti pubblici Le regole dell'Unione vincolano ogni euro risparmiato a nuovi rientri di bilancio, lasciando poco o nullo margine per investimenti aggiuntivi su previdenza e sociale Questo significa che, anche qualora nei prossimi mesi emergessero risorse inattese, difficilmente potrebbero essere destinate liberamente a nuove misure pensionistiche

L'uscita anticipata a 64 anni, la proposta della Lega alla prova dei numeri

Il progetto più discusso in vista della manovra 2027 riguarda la possibilità di introdurre un canale di uscita anticipata a 64 anni, aperto anche a chi ha versamenti contributivi antecedenti al 1996, categoria oggi esclusa dalla pensione anticipata contributiva prevista dall'articolo 24 della riforma Fornero Il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon porta avanti questa proposta come priorità del proprio partito, insieme all'alternativa della cosiddetta Quota 41 flessibile

È importante chiarire un aspetto spesso frainteso nel dibattito pubblico, una pensione a 64 anni esiste già nel nostro ordinamento Si chiama pensione anticipata contributiva, ed è attualmente riservata a chi ha il primo contributo versato dal 1996 in poi, con almeno 20 anni e 1 mese di contribuzione effettiva e un assegno superiore a una soglia minima pari a tre volte l'assegno sociale, corrispondente a circa 21.008,91 euro annui La vera novità in discussione riguarderebbe quindi l'estensione di questo canale anche ai lavoratori del cosiddetto sistema misto, quelli con contributi versati anche prima del 1996

Anche solo il congelamento dell'aumento automatico dell'età pensionabile previsto per il 2027, che porterebbe la pensione di vecchiaia a 67 anni e 1 mese, comporterebbe secondo le stime un costo superiore al miliardo di euro, cifra che si scontra proprio con i margini finanziari ridotti confermati dal dato Istat di oggi

Il prezzo da pagare per uscire prima, il ricalcolo contributivo

Tutte le proposte attualmente sul tavolo condividono un elemento comune e penalizzante, il calcolo contributivo integrale dell'assegno per chi decidesse di anticipare l'uscita dal lavoro Anticipare il pensionamento di tre anni, dai 67 ai 64, comporta una doppia penalizzazione, da un lato il minor numero di anni di contribuzione effettivamente versata, dall'altro l'applicazione di un coefficiente di trasformazione meno favorevole rispetto a un'uscita più tardiva

Secondo le stime elaborate dai sindacati, questo ricalcolo comporterebbe una decurtazione dell'assegno stimata intorno al 10,6% per chi scegliesse il canale volontario a 64 anni Un costo che, unito al ridotto margine di manovra confermato oggi dall'Istat, rende ancora più stretta la finestra di intervento reale a disposizione del Governo per rendere questa misura effettivamente sostenibile e conveniente per i lavoratori interessati

Aumento degli importi, una via molto stretta

Sul fronte degli importi pensionistici, il quadro appare altrettanto complesso Gli indicatori Inps più recenti attestano un calo sia nei pensionamenti anticipati sia negli importi medi degli assegni, mentre l'aggiornamento dei coefficienti di trasformazione agli anni precedenti comporterà, per chi andrà in pensione nel 2027, un assegno inferiore a parità di montante contributivo rispetto al biennio 2025-2026

Tra le spese considerate comunque obbligatorie dal Governo, indipendentemente dal dato Istat, figurano l'adeguamento dei trattamenti pensionistici all'inflazione e la necessità di conformarsi, almeno parzialmente, alla recente sentenza della Corte Costituzionale sul Tfs dei dipendenti pubblici, che dovrebbe ridurre i tempi d'attesa per l'incasso di questa indennità

Le altre misure in competizione per le stesse risorse limitate

Il dossier previdenziale non è l'unico a dover fare i conti con le risorse limitate confermate oggi dal dato Istat Tra le misure al vaglio del Governo e dei partiti di maggioranza figurano infatti anche la conferma del taglio del cuneo fiscale, la proposta di Forza Italia per la detassazione delle tredicesime, un possibile ritocco alle pensioni minime, e un'ipotesi avanzata dallo stesso ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti per una flat tax al 5% sugli stipendi dei lavoratori più giovani

A queste misure si aggiunge inoltre la necessità di trovare coperture per rendere strutturale l'esenzione dal bollo auto e moto fino a 80 kilowatt, già prevista per il 2027, con un costo stimato di 2,3 miliardi di euro in trasferimenti alle Regioni Un insieme di priorità politiche che dovranno inevitabilmente competere tra loro per accedere a risorse pubbliche che, dopo il dato di oggi, risultano più contenute rispetto alle speranze coltivate dal Governo nei mesi scorsi

Le prossime tappe del percorso verso la manovra

Il calendario dei prossimi passaggi resta fitto di appuntamenti decisivi Il 15 ottobre è prevista l'invio del Documento di programmazione di bilancio a Bruxelles, che rappresenterà la prima fotografia ufficiale delle misure concretamente inserite nella manovra A dicembre, con l'approvazione definitiva della Legge di Bilancio, si saprà finalmente se e in quale forma l'uscita anticipata a 64 anni troverà effettivamente spazio nel testo normativo definitivo

Con il dato Istat di oggi che conferma un deficit ancora sopra la soglia critica del 3%, il Governo si trova quindi a dover gestire un equilibrio particolarmente delicato tra le pressioni politiche interne, in particolare quelle della Lega sul fronte pensionistico, e la necessità di rispettare vincoli di bilancio europei diventati, con questo risultato, ancora più stringenti rispetto a quanto sperato fino a poche ore fa dallo stesso esecutivo




Dott.ssa Marianna Bassetti

La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...

Puoi Approfondire