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Perché il Governo ha abbassato solo i prezzi del diesel e non delle benzina: simulazione nuove tariffe in attesa secondo intervento promesso

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di Dott. Luca Rossoni pubblicato il
Prezzi del diesel

Il Governo ha scelto di intervenire diversamente su diesel e benzina, riducendo solo il prezzo del primo. Analizziamo le ragioni di questa decisione, gli effetti geopolitici attuali e le ipotesi future sul mercato dei carburanti.

L'attuale panorama dei carburanti in Italia vede una nuova fase di manovre governative, caratterizzate da una riduzione selettiva delle accise che favorisce il gasolio rispetto alla benzina. Dietro questa scelta si celano dinamiche di mercato, urgenze economiche e la pressione di una crisi internazionale che ha visto un aumento del diesel ben superiore rispetto a quello della benzina negli ultimi mesi: circa +30 centesimi contro +17 centesimi. La premier Meloni ha sottolineato il carattere transitorio di queste misure, definite necessarie per contenere gli effetti del conflitto tra Iran e Stati Uniti e la volatilità dei prezzi del greggio.

Il Governo differenzia lo sconto tra diesel e benzina

La decisione di ridurre le accise in misura diversa per diesel e benzina nasce da una valutazione attenta dei trend nei prezzi dei carburanti e dal diverso impatto che tali fonti di energia hanno su famiglie e imprese. Il gasolio, strumento essenziale per la logistica e il trasporto merci, è stato duramente colpito dai rincari internazionali, aggravando i costi delle filiere produttive e distributive. L'intervento del Governo si innesta dunque in questa dinamica: il taglio sulle aliquote di accisa prevede 20 centesimi al litro in meno sul diesel e appena 5 centesimi sulla benzina, come stabilito dal decreto pubblicato a inizio maggio:

  • Meccanismo dell'accisa mobile: lo sconto può essere rimodulato mensilmente e viene aggiornato in base all'extragettito IVA derivante dall'aumento dei prezzi.
  • Accise e priorità logistiche: il differenziale nasce anche da una considerazione sociale; trasporto pubblico, autotrasportatori e pesca beneficiano di ulteriori crediti d'imposta.
  • Sostenibilità della manovra: la razionalizzazione è necessaria perché tali misure costano allo Stato circa mezzo miliardo di euro per ogni proroga.
Il continuo aggiornamento delle misure, come previsto dalla legge e regolato da decreti interministeriali, deriva dalla necessità di rispondere in modo agile all'evoluzione del quadro internazionale. Il Ministro dell'Economia Giorgetti ha più volte evidenziato che l'adozione dell'accisa mobile sarà sempre condizionata sia dalle disponibilità finanziarie sia dal monitoraggio dei dati di vendita e degli introiti fiscali.

Il prezzo dei carburanti oggi: effetti della tregua geopolitica

Al 27 luglio 2026, i prezzi dei carburanti risentono ancora delle oscillazioni causate dalle tensioni tra Iran e Stati Uniti, ma beneficiano di una tregua diplomatica che ha offerto un temporaneo calmiero alle quotazioni internazionali del petrolio:

  • Prezzo medio diesel: 1,974 euro/litro self, con lievi decrementi rispetto alle settimane precedenti
  • Benzina: 1,968 euro/litro self, lievi oscillazioni tra operatori ma trend pressoché stabile
  • Autostrade: prezzi generalmente più alti: 2,064 euro/litro per il diesel, 2,051 euro/litro per la benzina
La distensione nello Stretto di Hormuz, area nevralgica per il transito di circa il 20% del greggio mondiale, ha consentito un allentamento delle speculazioni sul mercato. I cali del petrolio registrati negli ultimi giorni hanno contribuito a mantenere relativamente sotto controllo il costo medio del pieno, anche se il livello resta elevato se confrontato con la media europea.

Le misure governative hanno agito su due direttrici: deterrenza delle pratiche speculative tramite rafforzamento dei poteri di controllo su distributori e compagnie, e adeguamento progressivo degli sconti sulle accise. L'efficacia, tuttavia, rimane parzialmente vanificata dal persistere di quotazioni internazionali alte e dai margini di distribuzione non sempre ridotti in proporzione.

Scenario critico: se il conflitto tra Iran e Stati Uniti torna a peggiorare, possibile impennata oltre i 2,3 euro

Un eventuale ripresa delle ostilità nell'area del Golfo Persico comporterebbe rapidamente una nuova corsa dei prezzi, con effetti sui listini nazionali immediati. Già nelle scorse settimane, i continui attacchi hanno portato a incrementi di 23 centesimi in dieci giorni per il diesel e di circa 15 per la benzina:

Carburante

Scenario Critico

Diesel

2,32, 2,35 €/l

Benzina

2,18, 2,22 €/l

Tra le variabili chiave considerate:

  • Oscillazioni del cambio euro-dollaro
  • Costi di raffinazione in Europa
  • Possibili contromisure OPEC
Con un blocco navale prolungato nello Stretto di Hormuz o l'introduzione di sanzioni all'Iran, le forniture di greggio sarebbero ulteriormente contratte. In tale scenario, eventuali proroghe delle riduzioni di accisa si rivelerebbero poco incisive rispetto all'aumento strutturale dei costi di approvvigionamento.

Scenario favorevole: prezzi potrebbero rientrare sotto la soglia di 2 euro

Nel caso in cui la tregua geopolitica si consolidasse, sostenendo la diminuzione del prezzo del petrolio sui mercati mondiali, il carburante potrebbe tornare sotto la soglia psicologica dei 2 euro al litro. Questa simulazione favorevole vede l'effetto combinato fra quotazioni della materia prima in calo e prosecuzione del regime di sconto sulle accise:

Carburante

Scenario Favorito

Diesel

1,88, 1,93 €/l

Benzina

1,87, 1,91 €/l

Le oscillazioni sono particolarmente sensibili alle decisioni delle principali compagnie petrolifere e ai possibili interventi dell'OPEC, mentre la variabile fiscale rimane centrale: ogni proroga dello sconto determina immediati aggiustamenti al ribasso su tutto il comparto distributivo.

L'estate può essere un alleato, con una minore domanda rispetto ai mesi più freddi, ma le prossime settimane saranno decisive per registrare una vera tregua anche sui listini nelle stazioni di servizio.

In attesa del secondo intervento promesso: tempi e ipotesi

Molto attesa è la seconda fase delle misure di alleggerimento fiscale sui carburanti, legata al cosiddetto decreto interministeriale previsto per agosto. Il meccanismo adottato dal Governo prevede che, dopo la prima settimana di ogni mese, venga verificato l'extragettito IVA generato dall'aumento dei prezzi: solo in base a questi dati sarà possibile definire la portata del nuovo taglio alle accise. Lo sconto, infatti, potrà essere prorogato o rimodulato se vi saranno risorse aggiuntive e se il quadro internazionale non dovesse deteriorarsi nettamente:

  • Scadenza e proroghe: il primo pacchetto di misure si esaurisce entro la terza settimana di agosto, lasciando pochi giorni per l'adozione di un nuovo decreto. I tecnicismi normativi impongono un iter calendarizzato e rapidissimo.
  • Monte risorse disponibile: al momento, secondo quanto trapelato dal Mef, le risorse utilizzabili sono legate all'andamento dei consumi di carburante e all'extragettito, senza nuovi stanziamenti ad hoc previsti a bilancio.
  • Rappresentanza delle categorie produttive: le associazioni di autotrasportatori e pesca hanno già chiesto misure dedicate. Il rischio è che, senza ulteriori interventi, la sola logistica possa beneficiarne lasciando scoperte altre filiere.
Il procedimento resta sottoposto al monitoraggio dell'Autorità per la sorveglianza dei prezzi (Mr Prezzi), incaricata di segnalare velocemente eventuali manovre speculative che rischiano di annullare gli effetti per i consumatori. La tensione per i prossimi giorni cresce, in attesa che i dati sul gettito fiscale di luglio forniscano indicazioni definitive sui margini di manovra per il nuovo intervento governativo.

L’intervento temporaneo sulle accise rappresenta un tentativo di mitigare shock esterni, ma lascia irrisolti i nodi del sistema energetico nazionale. La volatilità dei prezzi e la dipendenza da fattori geopolitici internazionali evidenziano la necessità di strategie più solide e strutturali, in grado di tutelare imprese e cittadini in modo duraturo, senza affidarsi esclusivamente a misure contingenti. Un sistema di tassazione più stabile e progressivo, insieme all’investimento su fonti alternative e al rafforzamento delle infrastrutture di approvvigionamento, resta l’unica strada per una reale resilienza italiana alle crisi del futuro.




Dott. Luca Rossoni

Il dott. Luca Rossoni è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogl...