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Perchè l'Isee 2026 fa aumentare ancora di più le distorsioni e le ingiustizie sociali nella realtà

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di Marianna Quatraro pubblicato il

L'ISEE 2026 introduce novità che, se da un lato mirano a rimodulare l'accesso ai bonus, dall'altro rischiano di amplificare disuguaglianze sociali e lasciare fuori chi più necessita di tutele e sostegno economico

L’aggiornamento delle regole per il calcolo dell’ISEE nel 2026 rappresenta una svolta significativa nella definizione dell’accesso a numerose prestazioni sociali agevolate in Italia. L’obiettivo ufficiale della riforma è migliorare la capacità redistributiva del sistema, offrendo maggiori vantaggi a nuclei con figli.

Tuttavia, un’analisi attenta delle misure evidenzia che, accanto ai vantaggi per alcune categorie, emergono nuove e più marcate distorsioni nel sistema di selezione dei beneficiari. L’innalzamento delle franchigie sulla casa e sulle famiglie con figli amplia l’accesso a bonus e sconti ma, per altri segmenti sociali, rischia di acuire la percezione di ingiustizia. Professionisti, single, anziani senza figli e nuclei atipici vedono infatti ridotta la propria rappresentazione tra coloro che accedono effettivamente agli aiuti, con effetti che si ripercuotono sia sul piano economico che su quello sociale.

Come cambia il calcolo dell’ISEE 2026: effetti sulle famiglie e accesso ai bonus

Il nuovo sistema per il calcolo dell’ISEE 2026 introduce una serie di modifiche di rilievo che impattano direttamente sulla composizione delle famiglie e sui criteri di assegnazione dei benefici pubblici. Le novità principali si concentrano su franchigie, criteri patrimoniali e strumenti di controllo incrociato delle informazioni.

Tra gli elementi tecnici più rilevanti, emerge:

  • Innalzamento della franchigia sulla casa principale: per la maggior parte dei casi, non viene considerato il valore dell’abitazione principale fino a 91.500 euro (che può salire fino a 200.000 nei grandi centri urbani). Questo riduce sensibilmente l’indicatore per i proprietari della prima casa, soprattutto se si tratta di famiglie con più figli.
  • Aumento della franchigia per figli conviventi: ogni figlio in più, a partire dal secondo, consente di abbattere ulteriormente l’indicatore grazie a una franchigia aggiuntiva di 2.500 euro ciascuno. Le famiglie numerose risultano, dunque, maggiormente avvantaggiate dall’attuale sistema.
  • Revisione della scala di equivalenza: i nuclei con almeno cinque figli beneficiano di un parametro favorevole nell’attribuzione delle risorse, incremento del coefficiente da 0,10 a 0,55, che permette un ulteriore abbattimento del valore finale dell’ISEE.
Nel pratico, queste modifiche si riflettono sull’accesso a numerosi bonus:
  • Assegno unico universale per i figli: l’importo riconosciuto cresce con il diminuire dell’indicatore, mentre il sistema premia i nuclei con più figli tramite specifiche integrazioni.
  • Bonus nuovi nati e contributi scolastici: vengono facilitati gli aiuti per le famiglie che registrano nuove nascite, adozioni o affidamenti pre-adottivi, così come quelli per l’acquisto di libri scolastici o iscrizione a scuole paritarie per chi rientra nei limiti fissati dal nuovo indicatore.
  • Agevolazioni per le spese quotidiane: aumenta la platea per l’accesso a carte acquisto, bonus energia e bonus gas, che vengono assegnati in automatico tramite controlli digitali e non più solo su domanda.
  • Sostegni per la disabilità e la salute mentale: si confermano importi differenziati per patologie gravi che comportano consumi energetici elevati e per il bonus psicologo, con maggiore priorità accordata ai nuclei in difficoltà economica.
Va inoltre rilevato che il nuovo ISEE è calcolato in via automatica per molte categorie di utenti, grazie all’adozione estesa della DSU precompilata e all’integrazione tra i diversi archivi pubblici: INPS, Agenzia delle Entrate, anagrafi comunali e piattaforme digitali nazionali cooperano, riducendo i rischi di errori, omissioni e tempi di attesa.

La tabella sottostante sintetizza le principali franchigie e vantaggi:

Novità Effetto pratico
Franchigia prima casa fino a 91.500 € (200.000 € in grandi città) Riduce l’ISEE per chi possiede l’abitazione di residenza
Franchigia 2.500 € per ogni figlio dal secondo in poi Favorisce le famiglie numerose
Scala di equivalenza più vantaggiosa (>5 figli) Aumenta il valore del coefficiente di riduzione dell’ISEE
Esclusione dei bonus dal calcolo dell’ISEE Permette a chi riceve aiuti di non essere penalizzato nella misurazione successiva

L’intento dichiarato è quello di premiare le famiglie numerose e le situazioni familiari più delicate.

Distorsioni e ingiustizie accentuate dal nuovo sistema: chi viene escluso e perché

Se da una parte si ampliano gli aiuti per nuclei numerosi e con figli, il nuovo Isee 2026 amplifica le disparità già presenti e introducendo elementi di ulteriore selettività che rischiano di compromettere i principi di giustizia sociale.

Una delle più evidenti distorsioni riguarda la centralità attribuita alla presenza di figli conviventi nella determinazione della situazione economica. I nuclei monogenitoriali senza figli, le coppie senza prole, gli anziani soli e le persone singole risultano sistematicamente penalizzati; la franchigia per la casa principale, ad esempio, pur ampliata, offre benefici molto più contenuti a coloro che non rispondono al criterio familiare tipico. Questo esclude molte delle situazioni di vulnerabilità che, pur non rientrando nei parametri tradizionali, si trovano in condizioni reali di disagio.

Vi sono poi criticità legate al valore degli immobili e al patrimonio: mentre chi possiede una casa di valore inferiore alla franchigia (o, meglio ancora, vive nelle grandi città dove la soglia è ulteriormente elevata) si ritrova ad avere un indicatore molto basso a parità di redditi reali, chi risiede in aree ad alta valutazione immobiliare e non può usufruire delle soglie massime, pur con redditi modesti, può vedere l’ISEE salire a livelli che lo pongono fuori dalla maggior parte dei benefici.

Similmente, la scala di equivalenza aggiornata premia solo le famiglie con almeno cinque figli, tagliando fuori nuclei numerosi ma con quattro componenti, in una situazione intermedia spesso trascurata.

Altro fattore delicato riguarda l’introduzione dei controlli digitali e del sistema automatizzato di verifica di redditi, patrimoni, auto, cripto-attività e persino beni detenuti all’estero. 

  • Sintesi delle principali esclusioni e disparità:
    • Single e anziani soli: non beneficiano né della franchigia per figli né della scala di equivalenza aggiornata.
    • Nuclei atipici (ad esempio, due adulti senza figli): penalizzati dall’impossibilità di “abbattere” l’ISEE.
    • Persone che vivono in grandi centri ma in affitto: non accedono ai vantaggi sulla casa principale, pur sostenendo spese elevate per la residenza.
    • Situazioni di disagio episodico ma non documentabile secondo le nuove regole: rischiano l’esclusione dai sostegni “automatici”.
Mentre, dunque, per le famiglie numerose il nuovo calcolo dell’indicatore rappresenta un indiscusso passo avanti, i soggetti soli o atipici vivono una sproporzione crescente rispetto alle reali esigenze. Questo cambiamento, anziché correggere disparità, ne crea di nuove, lasciando vaste fasce della popolazione, tra cui molti lavoratori precari e anziani, in una condizione di marginalizzazione silenziosa dal circuito dei bonus.


Marianna Quatraro

Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...