L'Italia si trova in una fase storica delicata, in cui la mancanza di competenze tecnico-scientifiche potrebbe alimentare il divario con i principali partner europei. Affrontare con decisione questa sfida significa non solo rispondere alle esigenze di un mercato in trasformazione, ma gettare le basi per uno sviluppo sostenibile e duraturo. In questa direzione, il tema della valorizzazione degli ingegneri si impone all'agenda pubblica, tra urgenze occupazionali e opportunità offerte dalla transizione ecologica e digitale.
Il paradosso: domanda in crescita, pochi ingegneri qualificati
Il sistema produttivo nazionale vive una contraddizione evidente: a fronte di una domanda crescente di competenze ingegneristiche nelle nuove tecnologie, il numero di laureati magistrali mostra una tendenza in calo. Secondo dati provenienti dal Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, nel 2024 la quota di laureati magistrali in ingegneria è scesa sotto il 15%, mentre in anni precedenti superava il 16%. L'ingegneria gestionale appare il settore più attrattivo (oltre il 17% dei laureati magistrali), mentre prosegue la flessione nei comparti tradizionali come il civile.
Le aziende italiane manifestano difficoltà crescenti nel reperire profili specializzati, soprattutto nell'ambito del digitale, dell'automazione e dell'energia:
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Le esigenze di efficientamento richiedono competenze trasversali e fortemente aggiornate
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Nel 2024 solo circa il 30% dei giovani tra i 25-34 anni è laureato, contro una media europea del 43,1%
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Le retribuzioni richieste dagli ingegneri neolaureati sono allineate ai livelli europei, ma la stabilità e la coerenza dell'inserimento lavorativo restano in bilico.
La forte richiesta non si traduce automaticamente in un placement efficiente: molti laureati di primo livello faticano a trovare sbocchi, mentre cresce la formazione telematica, scelta da un numero crescente di studenti per la sua accessibilità, ma che non sempre garantisce la stessa riconoscibilità sul mercato.
Perché la società italiana penalizza gli ingegneri?
Alla base della mancata valorizzazione della popolazione ingegneristica italiana si riscontrano radicate cause culturali e criticità del sistema formativo. Storicamente, la formazione classica e umanistica è stata associata al prestigio, mentre i percorsi tecnico-scientifici sono stati considerati meno nobili, sebbene siano centrali nei nuovi paradigmi economici. Permane una visione che vede l'ingegneria come ambito freddo e distante dalle aspirazioni individuali, soprattutto tra le giovani donne:
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Nel 2024 la presenza femminile tra i laureati in ingegneria ha raggiunto il 31%, ma la quota di donne iscritte all'Albo è solo il 17,4%, segno di un gap ancora presente.
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La scuola italiana favorisce poco la scoperta delle discipline tecnico-scientifiche e fornisce pochi modelli positivi legati alle carriere STEM
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La difficoltà di collegare la formazione universitaria al mondo del lavoro contribuisce all'abbandono dei percorsi di secondo livello e alla mancata iscrizione all'Albo
Secondo i rapporti,
il legame tra università e aziende rimane debole: tirocini professionalizzanti e percorsi di inserimento sono ancora marginali rispetto alle necessità del mercato del lavoro.
Conseguenze della scarsità di ingegneri
Un deficit di competenze ingegneristiche penalizza l'intero sistema-paese, sia sotto il profilo dello sviluppo industriale, sia nella capacità di gestire grandi sfide di interesse collettivo. L'innovazione rallenta, la digitalizzazione avanza più lentamente e si riducono le possibilità di intercettare i fondi dedicati alle infrastrutture o alla transizione energetica:
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Dimensione economica: il calo dei laureati magistrali in ingegneria civile e industriale limita la crescita delle società di progettazione e consulting, frenando lo sviluppo di grandi opere e l'adeguamento del patrimonio infrastrutturale.
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Ambiente e sostenibilità: la scarsità di specialisti in settori come l'ingegneria ambientale o idraulica ostacola la progettazione di soluzioni per il rischio idrogeologico, la gestione delle emergenze climatiche o l'efficientamento energetico.
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Innovazione e competitività: la selezione di profili non sufficientemente qualificati riduce la capacità di introdurre nuove tecnologie e si traduce in perdita di commesse e di investimenti dall'estero.
Tali criticità si riverberano anche su
temi delicati come la sicurezza sismica e la resilienza delle reti idriche e di trasporto, alimentando ritardi normativi e carenze di personale qualificato nella pubblica amministrazione.
Cosa fanno i paesi che puntano sugli ingegneri
I paesi che godono di una forte presenza ingegneristica adottano alcune strategie chiave di stimolo e riconoscimento. Dalla Germania agli Stati Uniti, passando per il Nord Europa, si riscontrano modelli che puntano su:
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Formazione duale e partnership stabili tra università e industria, per agevolare percorsi di apprendistato e inserimento diretto nelle aziende
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Promozione proattiva delle STEM già dalla scuola primaria e secondaria
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Incentivazione economica e sociale delle carriere tecnico-scientifiche, attraverso agevolazioni fiscali, premi e riconoscimenti pubblici
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Inclusività di genere mediante campagne di comunicazione e programmi ad hoc per coinvolgere una platea più ampia di studenti
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Riconoscimento pubblico dello status dell'ingegnere, valorizzando la loro presenza nei processi decisionali e nelle policy nazionali
La capacità di attrarre giovani verso l'ingegneria passa anche da una narrazione sociale che ne valorizzi sia l'impatto sul progresso, sia le prospettive di carriera, come dimostrato dall'attrattività degli atenei italiani per studenti stranieri nei poli d'eccellenza come Torino e Milano.
Cosa servirebbe per una nazione a misura di ingegneri
Rendere l'Italia una nazione a misura di ingegno ingegneristico richiede interventi su più livelli, dalle politiche formative alla regolamentazione della professione:
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Revisione dei percorsi di studio con il rafforzamento di tirocini obbligatori, esami abilitanti integrati al percorso universitario e maggiore attenzione alle competenze multidisciplinari
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Obbligatorietà di iscrizione all'Albo per chiunque eserciti la professione, per garantire qualità, formazione continua, etica e sicurezza
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Incentivo all'aggiornamento professionale tramite crediti formativi, corsi innovativi certificati e adozione diffusa di strumenti digitali avanzati (BIM, project management)
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Maggiore raccordo tra università, ordini professionali e imprese per ridurre il mismatch tra formazione accademica e competenze richieste
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Semplificazione normativa che favorisca uno spazio competitivo equo per la libera professione e le società di ingegneria
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Buone pratiche di networking e promozione della figura dell'ingegnere attraverso media e campagne istituzionali
L'adozione di master di settore, corsi di specializzazione e certificazioni tecniche (Project Management, BIM, sicurezza) può rafforzare la competitività, mentre una formazione costante, in linea con l'evoluzione normativa, garantisce la crescita di professionisti autorevoli e aggiornati.
Errori comuni e pregiudizi nella percezione delle lauree STEM
La percezione delle discipline STEM continua a essere condizionata da stereotipi radicati che influiscono negativamente sulla scelta dei percorsi di studio:
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Si crede che le carriere ingegneristiche siano solo maschili, sebbene la presenza di donne stia crescendo, specialmente nelle nuove generazioni
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Permane un pregiudizio verso gli indirizzi tecnico-scientifici come percorsi più difficili o meno remunerativi, mentre le statistiche dimostrano un rapido inserimento lavorativo e opportunità crescenti
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Molti ritengono che la laurea STEM sia poco compatibile con le soft skills, quando invece le migliori aziende cercano proprio profili capaci di comunicare, adattarsi e lavorare in team
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L'acquisizione di competenze digitali viene spesso sottovalutata, benché rappresenti un asset decisivo per i nuovi comparti industriali
Questi errori di valutazione rallentano l'orientamento e
alimentano un mismatch tra domanda e offerta, aggravando la scarsità di professionisti tecnici qualificati.
Nato a Milano nel 1979, laureato alla Bocconi dopo il liceo classico ai Salesiani di Milano. Uno dei pionieri dell'Internet italiano, uno dei fondatori tra l'altro del celebre sito degli anni 90-2000 webmasterpoint.org, si occupa di organizzare tutta la parte editoriale di Businessonline, ma scrive anche lui stesso sia sulle tematiche legate ai suoi studi che alle sue passioni.
In modo particolar...