Difficile trovare un buon pesto pronto: Altroconsumo mette alla prova le principali marche, analizzando ingredienti, punteggi e differenze tra prodotti industriali e fatti in casa.
Altroconsumo, associazione di riferimento per la tutela dei consumatori in Italia, ha realizzato un'indagine estesa sui sughi già pronti disponibili presso supermercati e discount nazionali. In questa ricerca, un settore in particolare è risultato altamente problematico: il pesto alla genovese. L'analisi, che ha coinvolto oltre 280 varianti di sughi pronti, ha mostrato prestazioni positive per molti prodotti a base di pomodoro, ma ha evidenziato difficoltà diffuse proprio tra i pesti confezionati. Su 79 pesti valutati, soltanto 3 sono entrati nella fascia accettabile, mentre la quasi totalità dei prodotti in commercio si è posizionata tra le proposte meno apprezzate. Questo dato, secondo gli esperti che hanno preso parte al test, consente di riflettere sull'effettiva qualità dei pesti industriali rispetto alle aspettative dei consumatori più attenti all'alimentazione.
L'ente indipendente Altroconsumo utilizza un sistema per valutare i prodotti alimentari confezionati. Nel caso del pesto, il Nutri-Score rappresenta il 55% del punteggio totale assegnato ad ogni referenza testata. Questo indice penalizza in modo particolare valori elevati di grassi saturi, contenuto di sale e zuccheri in eccesso dove presenti. Nel pesto, in particolare, i grassi saturi e il sale sono le componenti più critiche, dato l'impiego massiccio di formaggi, oli e frutta secca. Un'altra variabile determinante nella valutazione è il grado di trasformazione industriale (15%): più un prodotto appare ultra-processato, minore sarà il risultato finale della classifica. Infine, la presenza di edulcoranti può incidere per un ulteriore 10% sul punteggio.
I criteri di Altroconsumo si basano, oltre che su parametri nutrizionali riconosciuti a livello europeo, anche sulle raccomandazioni fornite dalle Linee Guida ministeriali sulla nutrizione e la sicurezza alimentare, oltre che su regolamenti come il Regolamento UE n.1169/2011 sull'informazione alimentare ai consumatori. Gli esperti incaricati dall'associazione conducono poi analisi sensoriali per testare aspetto, profumo, consistenza e sapore dei prodotti, offrendo così un giudizio complessivo utile per il consumatore finale. L'intero processo di valutazione, quindi, mira a restituire un quadro affidabile, imparziale e scientificamente fondato sul reale valore nutrizionale e qualitativo del pesto disponibile in commercio.
Anche le versioni più costose e ambite di pesti confezionati non riescono a soddisfare appieno i criteri definiti dagli esperti; questa difficoltà risiede nella composizione intrinseca del pesto. Il pesto alla genovese, secondo ricetta tradizionale, prevede ingredienti naturalmente ricchi di grassi: olio (preferibilmente extravergine di oliva), parmigiano, pecorino e frutta secca come pinoli o, più spesso nei prodotti commerciali, anacardi.
Questi elementi, seppur apprezzati dal punto di vista gastronomico, comportano un valore elevato di grassi saturi e una quantità consistente di sale aggiunto. Inoltre, la necessità di garantire una stabilità del prodotto sugli scaffali porta spesso i produttori a utilizzare additivi e conservanti, che innalzano ulteriormente il grado di trasformazione industriale penalizzato dal giudizio tecnico. Anche le versioni vegetali o senza formaggio, nate per rispondere a nuove esigenze alimentari, molto spesso non riescono a ridurre efficacemente il profilo lipidico e calorico del pesto.
In definitiva, il risultato del test evidenzia che la struttura stessa della ricetta tradizionale, riproposta in chiave industriale, non si concilia facilmente con un giudizio nutrizionale positivo secondo le più aggiornate raccomandazioni in tema di sana alimentazione. La conseguenza è un generale livello insoddisfacente nel confronto dei pesti industriali rispetto ad altri sughi pronti più semplici nella composizione.
L'indagine condotta ha permesso di individuare, benché in numero molto ristretto, alcune referenze che hanno raggiunto la fascia accettabile, un livello che si può considerare come il massimo raggiungibile nel panorama attuale del pesto confezionato. Sono tre i prodotti che ottengono tale riconoscimento:
Occorre sottolineare che il prezzo o il prestigio del marchio non coincide automaticamente con una maggiore qualità nutrizionale: alcune proposte meno costose, come quelle delle private label, ottengono punteggi più positivi rispetto a prodotti considerati premium, a conferma della necessità di leggere sempre con attenzione l'etichetta prima dell'acquisto.
Analizzando i punteggi attribuiti da Altroconsumo, emerge una distribuzione sorprendente delle valutazioni tra le marche di pesto più note e vendute. Di seguito le principali referenze e il loro posizionamento nella scala di punteggio, presentati in una tabella per maggiore chiarezza:
|
Marca |
Prodotto |
Punteggio |
Valutazione |
|
Lettere dall'Italia (MD) |
Pesto alla Genovese |
42 |
Accettabile |
|
Lettere dall'Italia (MD) |
Pesto alla Genovese Senza Aglio |
42 |
Accettabile |
|
Vemondo (Lidl) |
Pesto Vegano al Basilico |
41 |
Accettabile |
|
Alce Nero |
Pesto alla Genovese |
39 |
Scarso |
|
Deluxe (Lidl) |
Pesto Basilico e Rucola con Anacardi |
38 |
Scarso |
|
Barilla |
Pesto Basilico e Limone |
32 |
Scarso |
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Terre d'Italia |
Pesto della Liguria con Basilico Genovese DOP e Olio EVO |
32 |
Scarso |
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Esselunga Bio |
Pesto con Basilico Genovese DOP Senza Aglio |
32 |
Scarso |
|
Biffi |
Pesto 100% Vegetale Senza Formaggio |
32 |
Scarso |
|
Sapori & Dintorni (Conad) |
Pesto Genovese con Basilico Genovese DOP |
31 |
Scarso |
|
Il Viaggiator Goloso |
Pesto Genovese con Basilico Genovese DOP |
30 |
Scarso |
|
PAM |
Pesto Fresco con Aglio / Senza Aglio |
30 |
Scarso |
|
Rana |
Pesto alla Genovese |
24 |
Scarso |
Come si può notare, nessuno dei brand più pubblicizzati riesce a emergere nella fascia alta della classifica. Persino i prodotti Bio o le versioni senza formaggio come quella firmata Biffi si arenano su punteggi bassi, penalizzati soprattutto dalla presenza di oli e quantità significative di frutta secca nella ricetta. La mancanza di prodotti buoni o ottimi secondo i parametri adottati ribadisce come l'intera categoria abbia ancora margini di miglioramento in termini di qualità nutrizionale e compositiva.
L'esito delle analisi conduce a riflettere sulle alternative possibili tra prodotti industriali e preparazioni domestiche. Per i consumatori che scelgono di consumare il pesto occasionalmente, l'impatto nutrizionale limitato può essere considerato un aspetto tollerabile. Tuttavia, la realizzazione casalinga di questa salsa offre vantaggi significativi, sia nella personalizzazione degli ingredienti che nella possibilità di moderare le quantità di olio, formaggio e sale, secondo le esigenze individuali.
Per chi consuma spesso sughi pronti, i dati suggeriti dalla analisi sollecitano a preferire alternative più leggere come i sughi a base di pomodoro, che risultano nettamente migliori secondo i sistemi di valutazione adottati da Altroconsumo. Inoltre, la lettura attenta dell'etichetta e la valutazione della lista ingredienti restano strumenti chiave nella selezione consapevole dei prodotti da inserire nella propria alimentazione quotidiana.
Per riassumere, l'esperienza degli esperti e i riscontri oggettivi suggeriscono di impiegare il pesto pronto con moderazione e di valutare con attenzione le informazioni nutrizionali, privilegiando soluzioni che meglio rispondano ai propri bisogni dietetici. La trasparenza offerta da associazioni come Altroconsumo rimane un valido supporto per compiere scelte informate e responsabili, garantendo maggiore sicurezza e consapevolezza in tavola.
La Dott.ssa Sara Melchionda è un’esperta nel settore della sanità con oltre 15 anni di esperienza. Laureata in Tossicologia dell'ambiente e alimenti all'Università Statale di Lodi, ha sviluppato una solida competenza nelle tematiche legate alla sicurezza sanitaria, alla prevenzione dei rischi e alla valutazione degli effetti delle sostanze sulla salute. Nel corso della sua carriera ha collabora...