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Quali sono le aziende obbligate ad assumere un energy manager, entro quanto tempo e le responsabilità che deve assumere

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di Dott.ssa Marianna Bassetti pubblicato il

La nomina dell'Energy Manager è un obbligo per molte aziende italiane, regolato da soglie di consumo energetico e precise tempistiche. Criteri, ruoli, differenze con l'EGE, responsabilità.

L'efficienza energetica richiede strategia e continuità: per questa ragione il legislatore italiano prevede, con l'articolo 19 della legge 10/1991, che le aziende con consumi significativi nominino un responsabile per la conservazione e l'uso razionale dell'energia. La figura dell'Energy Manager nasce per garantire un presidio costante sul tema dei consumi energetici, assicurando una gestione ottimale e minimizzazione degli sprechi, non solo nel breve, ma soprattutto nel medio-lungo periodo.

Questo obbligo, che si rinnova ogni anno, contribuisce a rafforzare l'impegno delle organizzazioni verso la sostenibilità, favorendo al tempo stesso una maggiore competitività grazie alla riduzione dei costi e al miglioramento del rating ESG. In molti casi, tale ruolo può essere rivestito sia da risorse interne all'impresa sia da professionisti esterni specializzati, in funzione della dimensione dell'azienda e della complessità delle sue attività.

Aziende obbligate alla nomina dell'Energy Manager

La normativa italiana individua con precisione i soggetti tenuti a designare un responsabile dell'uso razionale dell'energia: sono obbligate tutte le imprese industriali che nel corso dell'anno precedente abbiano superato i 10.000 tonnellate equivalenti di petrolio (TEP) di consumo energetico, e tutte le aziende operanti nei settori civile, terziario e trasporti che abbiano superato la soglia di 1.000 TEP annui. Questi dati devono comprendere tutta l'energia acquistata o prodotta, incluse le fonti rinnovabili, a prescindere dal successivo utilizzo interno o cessione a terzi.
L'elenco delle organizzazioni coinvolte comprende:

  • Grandi gruppi industriali con processi ad alta intensità energetica
  • Imprese di trasporto, aziende ospedaliere, università e reti commerciali con elevati fabbisogni energetici
  • Amministrazioni pubbliche che superino le soglie previste
Per il computo del consumo è fondamentale, in caso di cogenerazione, considerare il combustibile in ingresso invece dell'energia elettrica o termica prodotta.

Interessante rilevare che aziende sotto soglia possono comunque procedere alla nomina su base volontaria: in questi casi non sono legate a scadenze specifiche, ma accedono comunque a vantaggi, tra cui l'ammissibilità ai certificati bianchi (Titoli di Efficienza Energetica) e un miglior posizionamento nella scala ESG aziendale:

Settore

Soglia di consumo (TEP/anno)

Industriale

10.000

Civile/Terziario/Trasporti

1.000

La soglia è calcolata considerando esclusivamente i consumi della singola entità giuridica, anche in presenza di gruppi societari articolati.

Tempistiche e procedura per la nomina dell'Energy Manager

Le imprese soggette all'obbligo devono formalizzare la nomina del responsabile entro il 30 aprile di ogni anno. La procedura, consolidata negli anni, si svolge attraverso la piattaforma digitale NEMO (Nomina Energy Manager Online), gestita da FIRE, Federazione Italiana per l'Uso Razionale dell'Energia su mandato del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica. Il processo si articola nelle seguenti fasi:

  • Registrazione e accesso al portale FIRE/NEMO;
  • Inserimento dei dati anagrafici dell'azienda e del nominato;
  • Trasmissione della documentazione necessaria sul consumo energetico e sulle attività aziendali;
  • Verifica e invio definitivo della pratica digitale entro la data stabilita;
Il rappresentante legale dell'azienda è direttamente responsabile della correttezza dei dati trasmessi. Nei casi di nomina volontaria, le tempistiche sono più flessibili ma la procedura resta identica. Secondo l'ultimo rapporto FIRE, nel 2024 sono state registrate 2.571 nomine, segnalando una crescente attenzione delle imprese verso la gestione e la rendicontazione dei consumi energetici.

Responsabilità e compiti dell'Energy Manager

Il responsabile designato, spesso denominato Energy Manager, assume incarichi strategici per l'impresa: la sua funzione non si limita al rispetto degli adempimenti normativi, ma estende le proprie attività a tutte le aree di miglioramento della performance energetica. Tra i principali compiti assegnati dalla normativa e ribaditi dalla circolare MIMIT del 18 dicembre 2014, rientrano:

  • Elaborazione di diagnosi energetiche e raccolta sistematica dei dati di consumo;
  • Identificazione di indicatori di prestazione, curve di carico elettrico e termico;
  • Analisi e ottimizzazione dei contratti di fornitura energetica;
  • Proposta e valutazione tecnica ed economica di interventi migliorativi, compresi quelli finanziabili da incentivi pubblici;
  • Monitoraggio, verifica e rendicontazione dei risultati conseguiti dalle azioni implementate;
  • Interlocuzione con altre funzioni aziendali strategiche, come produzione, manutenzione, acquisti e compliance;
  • Verifica dell'idoneità normativa relativa agli incentivi e redazione dei bilanci energetici annuali;
L'Energy Manager può essere un dipendente interno con adeguate competenze oppure una figura esterna qualificata. In entrambi i casi, opera come punto di riferimento per la cultura aziendale dell'efficienza, collaborando al miglioramento continuo secondo i modelli ISO 50001 e contribuendo all'ottenimento di certificazioni che agevolano l'accesso a incentivi e la riduzione delle garanzie sui fornitori di energia.

Differenze tra Energy Manager ed esperto in gestione energia

Sebbene possano essere coincidenti, le due figure sono distinte sia per requisiti normativi che operativi. L'Energy Manager è una funzione prevista dalla legge 10/1991, la cui nomina è obbligatoria per le aziende che superano le soglie di consumo stabilite. Non è richiesta una certificazione specifica, anche se è essenziale possedere conoscenze tecniche multidisciplinari su energia, processi produttivi e normative di settore.

L'Esperto in Gestione dell'Energia (EGE), invece, è un professionista certificato secondo la norma UNI CEI 11339 da soggetti accreditati. La certificazione EGE è richiesta per l'esecuzione delle diagnosi energetiche ai sensi del D.Lgs. 102/2014, soprattutto nei casi di grandi imprese e soggetti energivori. Mentre spesso le due competenze convivono nella stessa persona, esistono molte realtà in cui le responsabilità si differenziano:

  • L'Energy Manager gestisce l'implementazione delle politiche di efficienza energetica e la valutazione degli interventi;
  • L'EGE si concentra su analisi approfondite, diagnosi e certificazione dei risultati;
La coesistenza delle due figure consente un approccio integrato, garantendo conformità e risultato anche in scenari particolarmente complessi dal punto di vista normativo e operativo.

Sanzioni, controlli e vantaggi nell'adempimento dell'obbligo

Il mancato rispetto degli obblighi di designazione dà luogo a sanzioni amministrative secondo quanto previsto dalla legge 10/1991 e dalle successive circolari ministeriali. Le autorità competenti possono effettuare controlli incrociati attraverso la piattaforma NEMO per individuare omissioni o irregolarità nelle dichiarazioni. In caso di omissione possono essere comminate multe, la cui entità viene modulata in base alla gravità e alla reiterazione dell'inadempimento. Adempiere correttamente comporta invece numerosi vantaggi:

  • Accesso agevolato a incentivi pubblici come i certificati bianchi (TEE);
  • Riduzione delle garanzie richieste dai fornitori di energia;
  • Miglioramento del rating ESG e della sostenibilità finanziaria;
  • Possibilità di pianificare investimenti in grado di generare risparmi e di valorizzare l'impresa presso banche, clienti e stakeholder.
La presenza di una governance strutturata dell'energia si traduce in maggiore resilienza ai cambiamenti normativi e ai prezzi di mercato, oltre a sviluppare l'adattabilità ai nuovi obblighi europei in tema di due diligence e rendicontazione della sostenibilità.

La nomina di un responsabile per l'energia rappresenta molto più di un adempimento normativo: è un investimento strategico per la crescita, l'adattamento e l'innovazione aziendale. La presenza di una figura qualificata è sinonimo di vite aziendale orientata al miglioramento continuo, grazie a una governance trasparente e alla valorizzazione dell'efficienza come leva competitiva. In un'epoca in cui la sostenibilità è tra i principali criteri di accesso al credito e di preferenza nella selezione dei fornitori, dotarsi di un referente esperto significa posizionarsi tra le organizzazioni più virtuose e resilienti.Il percorso verso una gestione energetica evoluta non solo consente di governare meglio i rischi, ma apre la strada al raggiungimento di nuovi obiettivi di valore per tutti gli stakeholder.




Dott.ssa Marianna Bassetti

La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...

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