Quanto denaro detenuto dagli italiani sui conti correnti rivela non solo tendenze economiche nazionali ma ampie differenze tra generazioni, territori e abitudini di risparmio.
La fotografia aggiornata della situazione finanziaria delle famiglie evidenzia un'Italia fortemente ancorata alla liquidità, con una predilezione marcata per il deposito sui conti correnti. Secondo le più recenti indagini di Bankitalia, FABI, Unimpresa e Intesa Sanpaolo, rielaborate da The Gap, il 2025 si è chiuso con una liquidità complessiva sui conti correnti di circa 2.046 miliardi di euro, in leggera crescita rispetto all'anno precedente.
Questo risultato mostra come, nonostante il contesto economico ancora incerto, la propensione al risparmio rimanga uno dei tratti distintivi della popolazione. Tuttavia, emergono importanti differenze legate all'età, all'area geografica e al grado di autonomia finanziaria, in particolare tra uomini e donne. Un quadro stratificato che rappresenta sia una risorsa strategica per la resilienza delle famiglie sia un riflesso delle disuguaglianze e delle scelte tipiche della società italiana.
L'analisi dei dati raccolti dagli istituti di ricerca economica e dalle principali banche italiane conferma che la somma media detenuta sui conti correnti varia in base a molteplici fattori. Nel periodo compreso tra ottobre 2024 e ottobre 2025, la liquidità totale sui conti correnti è salita a 1.379,7 miliardi di euro, rappresentando il 67,4% di tutte le risorse liquide disponibili e segnando un aumento del 4,5% in dodici mesi. I depositi vincolati e gli strumenti più remunerativi, seppur in crescita, continuano ad attrarre una quota minoritaria del risparmio familiare. La distribuzione della liquidità è la seguente:
Il 2025 ha segnato un'inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti: dopo una fase di erosione dei risparmi legata all'inflazione e ai rincari dell'energia, si registra una lieve ripresa del saldo medio sui conti correnti. Questo andamento riflette una rinnovata percezione di stabilità sul piano macroeconomico, favorita da una politica fiscale prudente e da una lenta ma continua diminuzione del tasso di inflazione. Resta in ogni caso evidente la preferenza diffusa degli italiani per la liquidità pronta, scelta che rappresenta sia un retaggio storico sia una risposta a una situazione lavorativa spesso instabile e a un clima di fiducia ancora non pienamente recuperato.
Il confronto tra le diverse fasce d'età restituisce uno spaccato significativo delle dinamiche sociali ed economiche sottostanti alla distribuzione dei risparmi. I dati rielaborati da The Gap documentano la progressione della liquidità media sui conti correnti a seconda dell'età:
La capacità di risparmio degli adulti oltre i cinquanta anni riflette il raggiungimento di una posizione lavorativa consolidata e spesso la necessità di prepararsi alla pensione o di sostenere fini familiari. In età avanzata, pur restando la liquidità relativamente alta, la cifra tende a calare per effetto di spese sanitarie o per il supporto di figli e nipoti. L'aumento del costo della vita e la stagnazione salariale degli ultimi anni hanno inciso su tutte le fasce d'età, ma in modo più pesante per giovani e over 65, accentuando la vulnerabilità di questi segmenti davanti a situazioni di crisi improvvise.
Il panorama della distribuzione dei depositi bancari mette in evidenza una fortissima concentrazione delle ricchezze su una piccola percentuale di individui. Sopra i 250.000 euro di liquidità disponibile si trova soltanto una ristretta élite dello 0,4% della popolazione. Poco più ampia è la quota di italiani con importi tra 50.000 e 250.000 euro (circa il 6-7%), mentre la stragrande maggioranza si mantiene ben al di sotto dei 13.000 euro.
I dati raccolti dagli istituti statistici e dalle ricerche di settore confermano che, a detenere i patrimoni più ricchi in liquidità, sono tipicamente individui che hanno accumulato risorse nel tempo grazie a carriere imprenditoriali o professionali di successo, spesso appartenenti alla fascia d'età tra 50 e 64 anni o residenti nelle province economicamente più dinamiche:
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Distribuzione delle fasce di liquidità |
Quota sulla popolazione |
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Meno di 12.500 euro |
77% |
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12.000, 50.000 euro |
15% |
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50.000, 200.000/250.000 euro |
6-7% |
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Oltre 250.000 euro |
0,4% |
Il livello di istruzione e la situazione patrimoniale familiare rappresentano veri spartiacque nell'accumulo di liquidità. Altro fattore determinante è la maggiore resilienza degli investitori più esperti, che tendono a lasciare somme consistenti anche in attesa di investimenti futuri. Tuttavia, la crescente attenzione a sicurezza, flessibilità e rapidità di utilizzo delle risorse mantiene alta la preferenza per il conto corrente rispetto agli strumenti vincolati o più speculativi. L'Italia resta così uno tra i Paesi europei con la più alta concentrazione della liquidità in mano a una percentuale molto ristretta della popolazione.
La mappa geografica della liquidità racconta una realtà fortemente diseguale, con differenze marcate tra Nord e Sud e tra le diverse province. Secondo la ricerca FABI-Withub, la provincia di Milano si distingue con una cifra media sul conto pari a 71.671 euro, seguita da Biella (61.711), Modena (57.238) e Piacenza (56.362). Le prestazioni migliori in termini di liquidità investita spettano invece a Bolzano (29.692 euro pro capite), a conferma della storica solidità economica delle regioni settentrionali.
Nella parte bassa della classifica troviamo invece province siciliane e calabresi come Crotone, Ragusa, Siracusa e Trapani, dove il saldo medio si attesta tra 9.322 e 16.895 euro. Le cause delle profonde disparità sono riconducibili a molteplici fattori:
Alla base della scelta di conservare somme consistenti sui depositi, emerge una mentalità improntata alla cautela, frutto della storia recente e di un insieme di fattori economici e sociali:
Il dott. Luca Rossi è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogli ...