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Rinnovo CCNL Bancari, riparte la trattativa dopo assemblee dei lavoratori: le attese tra richieste e proposte

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di Dott.ssa Marianna Bassetti pubblicato il

Riprende il confronto sul rinnovo del CCNL Bancari: tra richieste sindacali su stipendi, orari e welfare, si delineano nuove prospettive e sfide per lavoratori e aziende, in vista delle importanti scadenze del 2026.

L’avvio della nuova stagione contrattuale nel settore bancario apre una fase di profonda incertezza e grande attesa per circa 280.000 lavoratrici e lavoratori italiani. Oggi 16 luglio, alle 9.30 presso la sede romana dell'ABI, prende il via il tavolo formale delle negoziazioni che segue mesi di intensa mobilitazione nelle filiali e assemblee sindacali in tutto il territorio nazionale. La posta in gioco è altissima: l’incontro rappresenta il primo vero confronto istituzionale dopo la scadenza ufficiale del precedente contratto collettivo, avvenuta lo scorso marzo.

Il settore del credito è alle prese con trasformazioni radicali guidate da digitalizzazione, nuove pressioni commerciali e revisioni organizzative che hanno acuito tensioni tra esigenze aziendali e aspettative della forza lavoro. Le aspettative che ruotano attorno alla piattaforma sindacale, largamente approvata nelle assemblee chiuse lo scorso 10 luglio, sono eclatanti: richieste di aumenti salariali importanti, riduzione dell’orario di lavoro e nuove tutele su tutti i fronti.

La riapertura del confronto, resa formalmente possibile dal meccanismo di sospensione dei termini, che garantisce la validità delle trattative fino alla fine del mese, consente di negoziare non solo il futuro dell’occupazione, ma anche gli eventuali arretrati economici maturati dalla scadenza contrattuale. I dispositivi provvisori attualmente in vigore mantengono le condizioni del CCNL 2023, assicurando continuità e tutela nell’attesa del nuovo quadro normativo.

Parallelamente alla presentazione della piattaforma negoziale viene riconvocata la Cabina di regia sul digitale, a conferma della centralità delle sfide tecnologiche nell’agenda dei negoziatori. Su questi tavoli, tra richieste di limiti certi all’esternalizzazione, governance dell’intelligenza artificiale e trasparenza gestionale, si gioca oggi il futuro della «banca del lavoro» in Italia.

Le principali richieste sindacali: aumenti salariali, riduzione oraria, welfare e diritti

La piattaforma sindacale sottoposta ai rappresentanti dell’ABI riflette l’evidenza di una forte pressione interna all’intero comparto, emersa con chiarezza nelle assemblee e nelle consultazioni dei mesi scorsi. Le principali sigle di settore (Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca, Unisin) hanno articolato una serie di richieste coerenti, che toccano i nodi più critici del nuovo scenario bancario nazionale.

  • Riallineamento salariale: La richiesta cardine consiste in un aumento organico di 518 euro mensili per la figura professionale di riferimento. Questo valore mira a compensare sia l’inflazione sia l’incremento della produttività registrato nel periodo, recuperando il potere d’acquisto eroso negli ultimi anni e allineando la retribuzione media a quella dei principali comparti privati e pubblici.
  • Settimana lavorativa a 35 ore: Il proseguimento del percorso di riduzione oraria avviato negli scorsi rinnovi, da 37 a 36 ore, è un tema centrale: la soglia delle 35 ore settimanali, se accolta, segnerebbe una svolta nei modelli di gestione delle risorse umane. L’obiettivo dichiarato è favorire un migliore equilibrio vita-lavoro e incrementare il benessere psico-fisico dei lavoratori.
  • Tutele su intelligenza artificiale e innovazione: Preso atto dell’avanzata della tecnologia nei processi bancari, i sindacati evidenziano la necessità di regolare l’impiego di sistemi di AI come “supporto” e non come sostituzione delle persone. Si chiede la definizione di criteri certi sull’impiego tecnologico a tutela dei livelli occupazionali e delle competenze professionali acquisite.
  • Gestione trasparente degli organici e regolamentazione degli appalti: La valorizzazione del lavoro diretto, e la richiesta di limiti certi alle attività esternalizzabili, mira a correggere le disuguaglianze fra personale bancario “interno” e quello impiegato tramite società terze. L’estensione delle regole di ingaggio e la fissazione di parametri oggettivi per misurare la sufficienza degli organici sono considerate misure chiave per garantire un clima equo all’interno delle filiali.
  • Contrastare le pressioni commerciali: Numerosi rilievi emersi riguardano la richiesta di nuove norme anti-stress e indicatori trasparenti, per limitare carichi eccessivi e pratiche di spinta commerciale invasiva a tutto danno della qualità lavorativa e della tutela dell’utenza.
Altre richieste qualificanti della piattaforma includono:
  • Ampliamento delle aree d’inquadramento professionale in risposta alle nuove mansioni digitali
  • Definizione meritocratica degli avanzamenti di carriera (criteri oggettivi e verificabili)
  • Rafforzamento del welfare contrattuale: estensione delle coperture sanitarie, innalzamento del buono pasto a 10 euro, incremento dei permessi retribuiti per esigenze familiari e lavoro agile regolamentato
  • Sostegno a politiche di conciliazione vita-lavoro e parità di genere, rafforzamento del Fondo per l’occupazione.
Dal versante normativo, gli esperti evidenziano che la Legge di Bilancio e le recenti circolari dell’Agenzia delle Entrate hanno introdotto un regime fiscale agevolato sugli incrementi retributivi dei nuovi rinnovi: aliquota unica al 5% per i redditi fino a 33.000 euro. Uno stimolo concreto a sostenere l’intero comparto senza appesantire il carico fiscale di migliaia di famiglie bancarie.

La piattaforma affronta quindi trasversalmente tutte le principali sfide interne al settore, con proposte che spaziano dal rafforzamento delle tutele sanitarie (in risposta ai bisogni post-pandemici) all’incentivo del lavoro agile, dall’ampliamento dei congedi parentali a iniziative anti-burnout e politiche antidiscriminatorie.

Implicazioni economiche e organizzative: effetti concreti del nuovo contratto su lavoratori e aziende

L’impatto delle richieste avanzate e dei possibili nuovi accordi per le lavoratrici, i lavoratori e le aziende va oltre la semplice questione salariale. Le ripercussioni attese riguardano sia la qualità della vita dei dipendenti che la struttura dei costi aziendali e le strategie organizzative dei principali istituti di credito.

Aumenti retributivi e detassazione: L’incremento di 518 euro mensili (pari a 6.216 euro lordi annui) comporterebbe un aumento superiore al 12% rispetto ai livelli dell’ultimo CCNL. Grazie all’imposta ridotta al 5%, il guadagno effettivo per i lavoratori appare ancora più consistente:

Voce Prima del rinnovo Dopo il rinnovo richiesto
Stipendio lordo annuo Circa 50.000 € 56.216 €
Imposta sugli aumenti Aliquota marginale 5%

Il beneficio netto si distribuisce su un’ampia platea grazie alle norme sull’applicazione delle agevolazioni fiscali, che interessano lavoratrici e lavoratori con reddito fino a 33.000 euro. L’incremento, inoltre, rientra nella base di calcolo degli arretrati e delle quote una tantum previste dalla normativa di settore, costituendo un supporto ulteriore nelle fasi di cambiamento lavorativo o mobilità tra diversi datori di lavoro.

Riduzione dell’orario settimanale: Passare da 36 a 35 ore significa guadagnare circa 52 ore annuali di tempo libero aggiuntivo. Oltre al dato quantitativo, cambia la qualità dell’organizzazione interna:

  • Pianificazione turni più flessibile
  • Migliore gestione del rischio di burnout e degli stress correlati
  • Incremento del tasso di soddisfazione e produttività
  • Minore rotazione del personale.
Le aziende dovranno ripensare modelli orari, sistemi di turnazione e strumenti di misurazione dei carichi di lavoro. Emergerà la necessità di aggiornare i software paghe e di formazione dei responsabili HR, a garanzia della corretta applicazione delle nuove misure già dal mese successivo alla firma dell’accordo.

Welfare, salute e diritti: La revisione del pacchetto welfare appare decisiva su più livelli:

  • Introduzione o rafforzamento delle coperture sanitarie integrative con estensione a familiari
  • Maggior disponibilità di permessi retribuiti e congedi parentali
  • Incremento del buono pasto (10 euro)
  • Crescente supporto a maternità, paternità e sostegno a programmi di prevenzione sanitaria
  • Iniziative anti-discriminazione e promozione di equità di genere ai vertici.
Il potenziamento del Fondo per l’occupazione offre una garanzia nei momenti di crisi aziendale, fusioni o acquisizioni e rappresenta uno scudo per la stabilità, anche in logica di supporto alle transizioni volontarie.

Intelligenza artificiale e organizzazione interna: La regolamentazione di tecnologie e processi digitali, affrontata nella giornata dalla Cabina di regia dedicata, garantirà che l’innovazione resti funzionale al lavoro umano, non sostitutiva. Saranno istituiti parametri per la ridefinizione delle mansioni, ampliando le aree di inquadramento e offrendo nuove possibilità di valorizzazione degli skill.

Errori operativi e raccomandazioni:

  • Confondere le voci agevolabili degli aumenti, includendo erroneamente compensi non ammessi al regime fiscale favorevole
  • Applicazione tardiva o non omogenea degli aumenti nei software paghe aziendali
  • Mancata comunicazione di autodenunce da parte del dipendente in caso di cambio datore lavoro nel periodo di vigenza dell’agevolazione
  • Sottovalutazione dei nuovi obblighi informativi previsti dalle circolari fiscali.



Dott.ssa Marianna Bassetti

La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...