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Rinnovo contratto CCNL Bancari e i rischi nelle trattative con il nuovo risiko bancario sollevato dai sindacati

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di Dott.ssa Marianna Bassetti pubblicato il

La trattativa sul rinnovo del Ccnl Bancari e i confronti sui temi principali potrebbe subire influenze e conseguenze del risiko bancario: cosa sta accadendo

Una stagione di trasformazioni senza precedenti, segnate da tensioni e aspettative elevate, coinvolge l’intero sistema bancario in Italia. Il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i bancari è più urgente che mai: la scadenza formale è alle spalle, ma le trattative sono tutt’altro che concluse. Sindacati e aziende si confrontano su temi che pesano direttamente sulla qualità della vita, la sicurezza occupazionale e la competitività del settore. Aumenti retributivi, nuove forme di welfare, innovazione tecnologica e i rischi del cosiddetto "nuovo risiko bancario" rendono incerte le tempistiche e i contenuti del nuovo accordo.

La piattaforma sindacale: richieste chiave e motivazioni alla base del rinnovo

Le organizzazioni sindacali del credito hanno costruito un percorso partecipato che ha visto la stragrande maggioranza dei lavoratori esprimere consenso alle proposte negoziali avanzate. Tra le richieste determinanti si evidenziano:

  • Aumento mensile di 518 euro per la figura di riferimento, pari a circa il 15% in più
  • Riduzione dell’orario settimanale a 35 ore a parità di salario
  • Rafforzamento di tutele su salute, sicurezza e benessere
  • Valorizzazione della professionalità e delle competenze acquisite
  • Lotta alle pressioni commerciali improprie
  • Contrasto alle disparità, inclusione nelle assunzioni
  • Estensione dell’area contrattuale per limitare le esternalizzazioni
  • Promozione della responsabilità sociale del credito.
L’approvazione della piattaforma (oltre il 98% delle assemblee coinvolte) manifesta una richiesta forte di redistribuzione degli utili record, pari a oltre 140 miliardi tra 2020 e 2025, e di riconoscimento delle vere priorità di categoria. L’incremento salariale richiesto vuole garantire non solo il potere d’acquisto eroso dall’inflazione, ma anche premiare il contributo dei lavoratori agli utili delle banche. Strategici risultano la regolazione delle nuove figure digitali e la costruzione di percorsi di aggiornamento, in risposta all’evolversi delle competenze richieste dal settore.

Aumenti retributivi, riduzione dell’orario di lavoro e proposte economiche

Tra le principali richieste, le proposte economiche presentate rappresentano il cuore del confronto tra sindacati e parte datoriale. L’obiettivo dichiarato è l’adeguamento delle retribuzioni alle performance del settore, che ha segnato negli ultimi sei anni un aumento del patrimonio delle famiglie italiane di +1.600 miliardi di euro e utili bancari record. Gli aumenti richiesti non sono sporadici, ma strutturali, puntando a criteri trasparenti vincolati alla produttività e all’andamento degli utili.

  • Retribuzione media richiesta: +518 euro mensili per il livello medio di riferimento
  • Riduzione dell’orario: passaggio da 37 a 35 ore settimanali mantenendo invariati i livelli salariali
  • Salario legato a indicatori oggettivi di produttività settoriale e dati ISTAT
  • Revisione della disciplina del premio di risultato.
La posizione sindacale è rafforzata dal contesto economico positivo: redditività bancaria sopra la media europea, robusta capitalizzazione e annunci di ulteriori utili nei piani industriali 2025-2028.
L’incremento retributivo mira inoltre a contrapporsi all’eccessiva discrezionalità nella distribuzione dei premi, assicurando criteri trasparenti e condivisi.
L’offerta datoriale appare più cauta, sottolineando le incertezze geopolitiche, competitive e tecnologiche, e sollecitando gradualità nelle misure economiche proposte.

Innovazione tecnologica, AI e trasformazione digitale: impatto sulle professionalità bancarie

La trasformazione digitale del sistema bancario impone una revisione profonda delle modalità lavorative e della stessa struttura degli inquadramenti professionali. L’AI e la digitalizzazione stanno rivoluzionando il comparto: automazione dei processi, remote banking, algoritmi per la valutazione del merito creditizio e customer service con chatbot assumono un peso crescente nella giornata lavorativa.

  • Istituzione di un tavolo permanente sull’intelligenza artificiale per monitorare impatti e diritti collegati
  • Riconoscimento e aggiornamento delle nuove figure digitali
  • Protezione delle professionalità "tradizionali" da processi di obsolescenza
  • Formazione continua finanziata per l’adeguamento delle competenze.
I rischi principali segnalati dai sindacati riguardano:
  • Perdita di centralità delle relazioni umane nella consulenza
  • Possibile esclusione dai processi decisionali dei profili meno digitalizzati
  • Insufficiente regolazione dei sistemi automatizzati sulle valutazioni di performance.
Secondo le proposte in trattativa, l’implementazione dell’AI va governata, non subita, per garantire rispetto del benessere e delle competenze specifiche, valorizzando la risorsa umana come autentico "differenziale competitivo" rispetto alle soluzioni fintech e alle big tech finanziarie.

Risiko bancario e nuove aggregazioni: opportunità e rischi nelle trattative

Il nuovo risiko bancario che coinvolge i principali gruppi, da MPS a Banco BPM, Intesa Sanpaolo e UniCredit, sta cambiando rapidamente lo scenario. Operazioni di fusione e acquisizione introducono rischi aggiuntivi per la stabilità occupazionale e l’identità dei territori. I punti di attenzione principali sono:

  • Possibili esuberi e razionalizzazione delle sedi
  • Perdita del “radicamento” nei territori, essenziale soprattutto nelle realtà più piccole
  • Tempi incerti delle trattative, con il rischio di strumentalizzazione delle operazioni di M&A come scusa per ritardare il rinnovo contrattuale
  • Pressure crescenti su mobilità e riorganizzazione forzata del personale.
I vertici sindacali sottolineano che la concorrenza tra gruppi non può essere utilizzata come pretesto per bloccare le trattative. La priorità stabile resta la tutela della professionalità, della continuità contrattuale e del servizio di prossimità. Le aggregazioni, se ben gestite, possono tradursi in nuove opportunità di sviluppo e consolidamento. Tuttavia, senza un controllo accurato e un coinvolgimento attivo delle parti sociali, potrebbero lasciare irrisolte tensioni su esuberi, demansionamenti e perdita di identità aziendale. Per MPS, ad esempio, viene posta massima attenzione a evitare dispersione dei patrimoni di competenze e valori legati alla storia bancaria nazionale.

Tutela dell’occupazione: ruolo dei fondi, assunzioni e gestione degli esuberi

Negli ultimi anni il settore bancario italiano ha gestito importanti processi di ricambio generazionale e uscita volontaria grazie a strumenti come il Fondo di Solidarietà e il Fondo Nuova Occupazione. Questi strumenti, saldamente regolati dal CCNL e dalla normativa europea, hanno evitato licenziamenti traumatici e favorito l’equilibrio occupazionale.

  • Il Fondo di Solidarietà ha consentito la gestione ordinata degli esodi volontari
  • La prassi sindacale prevede per ogni uscita un’assunzione
  • Ricambio generazionale sostenuto da incentivi pubblici e privati
  • Rafforzamento delle tutele contro i licenziamenti economici.
Nel contesto delle aggregazioni e della razionalizzazione delle reti territoriali, questa protezione rischia di venire meno se non integrata con una visione di medio-lungo periodo. Il rischio, senza intervento sindacale e coordinamento con istituzioni locali, è assistere a tagli lineari non accompagnati da politiche di formazione, reimpiego e mobilità sostenibile.

Il clima tra i lavoratori: aspettative, pressioni commerciali e benessere organizzativo

Il consenso ottenuto dalla piattaforma sindacale nelle assemblee rivela un bisogno generalizzato di riconoscimento della dignità professionale e di ripristino di condizioni di benessere. Le indagini recenti evidenziano:

  • Aumento delle dimissioni volontarie tra i nuovi assunti entro 18 mesi
  • Crescita del senso di disaffezione, soprattutto per le pressioni commerciali improprie
  • Gap retributivo di genere ancora superiore al 18%, con picchi oltre il 30% in alcuni istituti
  • Preoccupazione per condizioni di lavoro: temperature elevate, mancanza di strumenti digitali adeguati, carichi di lavoro sbilanciati.
Tra le risposte proposte dalla piattaforma e rafforzate dalle recenti intese si segnala:
  • Welfare integrativo e flessibile per conciliare tempi vita-lavoro
  • Regolazione dettagliata delle pressioni commerciali per ridurre il rischio di pratiche non etiche
  • Attivazione di sistemi di rilevamento digitale dei carichi di lavoro e dello stress
  • Introduzione del protocollo contro la violenza di genere in ogni accordo di secondo livello.
La capacità di trattenere e motivare il personale passerà necessariamente per il miglioramento del clima interno, la valorizzazione delle competenze e la promozione concreta della diversità e della sicurezza in ambiente di lavoro.

Le tappe della trattativa: stato attuale, commissioni e prospettive per il 2026

Il rinnovo del CCNL bancari ha seguito un iter strutturato e partecipativo, con una fase assembleare che si è chiusa con il mandato unanime dei lavoratori. Gli attuali passi prevedono:

  • Inizio dei tavoli di confronto su tutte le materie strategiche
  • Costituzione di commissioni tecniche paritetiche per l’analisi specifica degli impatti organizzativi, economici e normativi
  • Verifica periodica presso la base dei lavoratori tramite aggiornamenti in assemblea
  • Definizione di criteri oggettivi per la valutazione di produttività e riduzione oraria
Fasi principali della trattativa Obiettivo
Avvio dei negoziati ufficiali Mantenere il clima unitario e tradurre il consenso in misure concrete
Commissioni tecniche Specificare le implicazioni fiscali, di welfare e digitali
Restituzione ai lavoratori Garantire trasparenza e coesione tra rappresentanti e lavoratori
L’obiettivo condiviso delle sigle di settore è il raggiungimento di un’intesa con tempistiche rapide per evitare lo stallo prolungato tipico delle fasi di grandi fusioni. La prossima scadenza tecnica è fissata entro la fine dell’anno per presentare i risultati da sottoporre a ratifica generale.

 




Dott.ssa Marianna Bassetti

La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...