Case piccole, stanze affollate e pochi armadi: cinque interior designer indicano come recuperare spazio con ciò che si ha già in casa. Scopri chi sono e perché le loro idee non costano neanche un euro
Più metri quadri non servono. Per risolvere i problemi di spazio più comuni delle case di oggi (troppe cose, soggiorni affollati, stanze basse e scure, cucine strette) i designer indicano quasi sempre la stessa strada: togliere, spostare, orientare. Sono tre azioni che non richiedono un euro. Abbiamo selezionato i consigli di cinque professionisti, Nate Berkus, Emily Henderson, Brad Thornton, Ariene Bethea e Sallie King, tenendo solo quelli che non obbligano a comprare nulla.
Chi sono i cinque? Nate Berkus è un designer noto anche come conduttore televisivo. Emily Henderson è designer e autrice del blog Style by Emily Henderson. Brad Thornton guida lo studio Thornton Projects. Ariene Bethea è titolare di Dressing Room Interiors e rivende mobili vintage. Sallie King ha fondato Urbansize, un marchio dedicato agli spazi ridotti. Hanno profili diversi per notorietà, ma convergono su un punto: la prima risorsa di una casa piccola è il modo in cui la si usa, non quanto la si arreda.
Il problema numero uno è l’accumulo. Per Ariene Bethea, titolare di Dressing Room Interiors, la regola è netta: bisogna essere «spietati editor delle proprie cose» e tenere soltanto ciò che ha una funzione o dà gioia. Il consiglio, riportato da NBC News, vale per qualsiasi stanza e costa solo tempo.
Secondo Nate Berkus, designer e conduttore televisivo, propone un metodo di riordino in tre passaggi: dividere gli oggetti per colore, poi per dimensione e infine per frequenza d’uso. In un armadio significa raggruppare i capi per tonalità, tenere separati gli oggetti ingombranti da quelli piccoli e far ruotare i pezzi in base alla stagione. Secondo quanto ha dichiarato a Homes & Gardens, il vantaggio è la soddisfazione di aprire un cassetto e trovare tutto al suo posto.
Brad Thornton, fondatore dello studio Thornton Projects, infine, aggiunge un criterio pratico: ridurre il disordine all’altezza degli occhi. Per lui togliere gli oggetti dalle superfici più visibili crea «spazio per respirare». Il risultato è che la stanza sembra più grande anche senza spostare un solo mobile.
Il secondo problema riguarda la sistemazione dei mobili. Emily Henderson, designer e autrice del blog Style by Emily Henderson, avverte che scegliere troppi pezzi rende la stanza più piccola e caotica. In pratica, in un soggiorno stretto conviene togliere un mobile prima di cercarne un altro. La stessa Henderson raccomanda di limitare i contrasti forti: in una stanza piccola, colori e materiali molto diversi tra loro spezzano lo spazio.
Un’altra osservazione della designer riguarda i punti focali. Secondo Henderson, un punto focale può far apparire un ambiente più piccolo perché lo divide. Per questo ne consiglia l’uso nelle stanze con caratteristiche architettoniche interessanti, non in quelle con quattro pareti lisce. Chi ha un soggiorno semplice farebbe bene a non aggiungere una parete a effetto.
Sallie King, fondatrice di Urbansize, dà un’indicazione misurabile: lasciare circa 10 centimetri di spazio attorno ai mobili. Ariene Bethea propone invece di staccare il divano dalla parete e di farlo «galleggiare» nella stanza, con una consolle e due lampade dietro. Se si appoggia una cornice o uno specchio alla consolle, si aggiunge profondità. Tutto con oggetti che di solito sono già in casa.
Anche i problemi di altezza e di luce hanno rimedi gratuiti, purché si usi quello che si ha. Secondo Brad Thornton, appendere le tende vicino al soffitto invece che appena sopra la finestra fa sembrare le pareti più alte. Costa zero solo se si possiedono già tende e ferramenta, perché talvolta servono nuovi supporti.
Lo stesso vale per gli specchi. Thornton spiega che riflettono la luce, aprono gli angoli bui e «ingannano l’occhio facendo sembrare lo spazio più grande». Il consiglio gratuito è spostare uno specchio che già si possiede in una posizione che catturi la luce di una finestra. Quello a pagamento, che non consideriamo, è comprarne altri. Allo stesso modo, Thornton suggerisce di dare risalto al soffitto con carta da parati o una tinta decisa, ma in quel caso bisogna comprare i materiali e quindi il costo non è più zero.
In cucina Ariene Bethea propone due trucchi che non richiedono acquisti. Il primo è cucinare con tre o quattro pentole, così da liberare pensili e ripiani. Il secondo è tenere i coperchi all’interno dell’anta di un pensile, a patto che l’anta lo permetta. Lo stesso principio vale per tutta la casa: per lei la regola da ricordare è che lo stoccaggio nascosto è decisivo, perché libera piani e superfici.
Dai cinque professionisti emerge anche una sequenza logica, che è una nostra sintesi e non un metodo codificato da loro. Il primo passo è svuotare le superfici più visibili, come suggerisce Thornton, perché ogni scelta successiva dipende da quanto spazio libero c’è. Il secondo è riordinare ciò che resta con il criterio di Berkus: colore, dimensione, frequenza d’uso. Il terzo è spostare i mobili: staccare il divano dalla parete, come propone Bethea, e lasciare i circa 10 centimetri indicati da King. Solo alla fine ha senso lavorare su tende e specchi, perché la loro posizione dipende da dove è finito il resto.
Questo ordine ha un vantaggio concreto: ogni fase mostra subito se serve la successiva. Se dopo aver eliminato gli oggetti inutili la stanza respira già, le altre mosse diventano facoltative. Se invece lo spazio resta stretto, il problema è probabilmente nella dimensione dei mobili, e lì i designer parlano di acquisti. È il punto in cui il costo zero finisce, e conviene saperlo prima di cominciare.
Il principio che emerge è semplice: prima di spendere conviene sottrarre. Chi ha una stanza piccola può partire da tre mosse. La prima è eliminare gli oggetti non usati da tempo. La seconda è spostare il divano e lasciare spazio intorno ai mobili. La terza è usare tende e specchi che ha già per allungare l’altezza e portare luce. Nessuna delle tre garantisce un risultato misurabile in metri quadrati, ma tutte cambiano la percezione dello spazio, che è ciò su cui lavorano i designer.
Da sottolineare, a conclusione dell'articolo, che tra i consigli dei cinque designer ce ne sono altri che costano, non tanto, ma si pagano. Berkus ha raccontato di aver usato un armadio come mobile per la TV nel suo primo appartamento di New York, di meno di 500 piedi quadrati (circa 46 metri quadrati), con un supporto a muro e alcune mensole aggiuntive. Henderson consiglia mobili multifunzione, come pouf contenitori e panche con vano sotto. Bethea suggerisce un divano robusto, organizer sotto il letto e carta da parati rimovibile. Sono idee valide, ma richiedono un acquisto e quindi non rientrano nella logica di questo articolo.
Giuseppe Bergodi è un esperto consulente immobiliare con oltre 35 anni di esperienza nel settore. Laureato in Architettura presso il Politecnico di Milano, ha dedicato la sua carriera alla valutazione e gestione di proprietà residenziali e commerciali. Grazie alla sua profonda conoscenza del mercato immobiliare milanese, offre analisi dettagliate e strategie efficaci per ottimizzare gli investi...