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Servizi online e minori: con lo Spid i figli possono accedere, con la carta di identità elettronica no

di Chiara Compagnucci pubblicato il

Le differenze tra SPID e CIE per l'accesso ai servizi online da parte dei minori, illustrando ruolo dei genitori, restrizioni, problematiche, sicurezza normativa e scenari futuri per famiglie e scuole.

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L'accesso ai servizi online da parte dei minori rappresenta una tematica di rilievo crescente all'interno del percorso di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione italiana. Con l'adozione di strumenti di identificazione digitale, come SPID e Carta di Identità Elettronica (CIE), si garantisce, da un lato, una maggiore sicurezza e, dall'altro, si aprono nuove opportunità e questioni di inclusione per studenti e famiglie. Le normative stabiliscono che sempre più servizi richiedano l'utilizzo di identità digitali certificate per l'accesso, limitando l'uso delle credenziali tradizionali, meno sicure e soggette a rischi di abuso.

Il dibattito attuale riguarda in particolare le differenze operative tra SPID e CIE per i cittadini minorenni. Soluzioni come l'identità digitale SPID permettono, con alcune regole precise, anche ai più giovani di accedere a certi servizi digitali, mentre la CIE, pur essendo rilasciata anche ai minori, non consente l'uso dell'identità digitale (CieID) fino al compimento della maggiore età. Questa distinzione, ancora poco compresa, influisce sulla possibilità concreta dei ragazzi e delle ragazze d'interagire in maniera autonoma con la PA online, specialmente per chi ha meno di 18 anni. Comprendere i meccanismi e le limitazioni di questi strumenti è, dunque, essenziale per famiglie e scuole impegnate nell'orientare i giovani verso una cittadinanza digitale consapevole.

SPID per minori: modalità di attivazione e limiti d'uso

Il Sistema Pubblico di Identità Digitale prevede modalità dedicate per ragazzi e ragazze minorenni, suddividendo le procedure in base all'età. Per chi ha tra 5 e 17 anni, lo SPID può essere ottenuto solo tramite richiesta da parte di un genitore o tutore legale già dotato di propria identità digitale. È richiesto l'invio di documenti di riconoscimento validi sia per il minore sia per il genitore e una tessera sanitaria non scaduta del giovane richiedente. Una volta espletate queste formalità, il minore riceve delle credenziali personali per l'accesso, ma con limiti stretti sull'utilizzo autonomo.

Per la fascia di età al di sotto dei 14 anni, l'identità digitale così generata è limitata quasi esclusivamente alla fruizione di servizi scolastici. In questo caso, infatti, resta sempre necessaria la gestione e l'autorizzazione del genitore o tutore sia in fase di attivazione sia all'atto dell'accesso ai servizi digitali. Solo con il completamento del quattordicesimo anno di età, i ragazzi possono attivare il proprio SPID e usarlo con maggiore autonomia, sebbene restino comunque vincoli imposti dai singoli provider dei servizi, che spesso decidono in modo autonomo quali servizi siano compatibili con account intestati a minori.

Un'ulteriore caratteristica riguarda il fatto che certi gestori, come PosteID, prevedono il pagamento annuale di un corrispettivo per il mantenimento delle credenziali digitali anche per i minori. Il primo anno è generalmente gratuito, ma dal secondo è necessario il rinnovo a pagamento. Il processo può variare a seconda dell'Identity Provider scelto, ma la direzione è univoca: garantire identità digitali sicure, tracciate e soggette a regole di gestione e revoca trasparenti, a tutela del minore e dei dati trattati.

Ruolo e autorizzazioni genitori nell'uso dello SPID per minori

La normativa e la prassi corrente pongono il genitore o il tutore legale al centro della gestione dello SPID per under 18. La procedura prevede che, durante l'accesso a un servizio digitale abilitato, sia il fornitore del servizio a richiedere, quanto necessario, un'autorizzazione esplicita del genitore. Alla ricezione della richiesta da parte del minore, il responsabile riceve una notifica (via email o tramite app dedicata) contenente tutte le informazioni utili: nome, cognome e servizio richiesto, data e ora dell'acceso e richiesta di consenso.

Il termine massimo per accettare o rifiutare la richiesta è di 24 ore, trascorse le quali, se non autorizzato, l'accesso viene negato automaticamente. Qualora il consenso venga fornito, il ragazzo potrà accedere al servizio senza necessità di ulteriori conferme per le sessioni successive, salvo che l'autorizzazione venga revocata, scada, o che il provider modifichi le condizioni. L'autorizzazione è dunque puntuale e tracciata, tutte le operazioni sono archiviate per 24 mesi dagli operatori come Namirial. Questo sistema tutela le famiglie e previene usi impropri dell'identità digitale dei minori.

È importante sottolineare che non è possibile mantenere sessioni condivise come accade negli account adulti: a ogni ingresso del minore corrisponderà sempre una singola, distinta, procedura di autenticazione. La presenza attiva del genitore, specialmente nelle fasce sotto i 14 anni, garantisce sia il rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali, sia una barriera aggiuntiva nella fruizione di servizi potenzialmente sensibili.

I servizi accessibili ai minori tramite SPID: quali restrizioni

Le possibilità di accesso tramite identità digitale SPID per i giovani variano notevolmente in base al servizio richiesto e all'età dell'utente. L'identificazione online consente agli studenti e ai loro genitori di utilizzare una parte significativa dei servizi della Pubblica Amministrazione e delle piattaforme scolastiche, garantendo trasparenza e sicurezza nell'interazione digitale. A livello pratico, tra i principali servizi abilitati si possono elencare:

  • Piattaforme scolastiche, come il registro elettronico e la consultazione dei voti;
  • Accesso ad alcuni servizi dell'INPS, limitatamente alle procedure riservate a minorenni;
  • Portali regionali dedicati a bonus giovani e promozioni (es. carta giovani regionale);
  • Gestione dei propri dati anagrafici tramite portali come ANPR (Anagrafe Nazionale)
Nonostante la crescita dell'offerta, permangono limiti importanti nell'accesso effettivo. Infatti, molti fornitori di servizi, anche pubblici, non hanno ancora adeguato i loro sistemi per accogliere utenze di minori (ad esempio, alcuni fascicoli sanitari elettronici, portali universitari o servizi di pagamento). L'abilitazione rimane spesso a discrezione del singolo provider, e l'accesso a determinati servizi più sensibili, come documenti sanitari o pagamenti di natura fiscale, può essere del tutto precluso o subordinato a stringenti controlli e autorizzazioni parentali.

Un'ulteriore restrizione riguarda la gestione delle autorizzazioni. I provider possono richiedere, a tutela della privacy e della sicurezza, ulteriori passaggi di controllo che prolungano o complicano la procedura per la famiglia. Infine, va rimarcato che alcuni servizi accettano SPID solo sopra una certa età: ad esempio, l'accesso a certe piattaforme universitarie richiede almeno 16 anni, mentre per l'ingresso nel registro elettronico scolastico è spesso sufficiente avere compiuto 14 anni, ma in alcune realtà neppure questa possibilità è ancora pienamente operativa.

CIE e minori: perché l'accesso è limitato

Nonostante venga rilasciata già dall'infanzia, la Carta di Identità Elettronica per under 18 non abilita in automatico la funzione di autenticazione tramite CieID su piattaforme online. Solo al compimento dei 18 anni si può attivare e utilizzare la CIE come strumento di accesso digitale (livello 2 e 3 sicurezza) a servizi pubblici e privati.

La ragione principale è legata a una scelta normativa e tecnica volta a garantire la massima tutela dei diritti e della privacy dei minori: la gestione dell'identità digitale richiede consapevolezza e responsabilità, aspetti ritenuti non pienamente sussistenti in soggetti minorenni. In pratica, pur potendo possedere una CIE, i ragazzi non possono usare la Carta di Identità Elettronica per autenticarsi ai siti della Pubblica Amministrazione, a differenza di quanto succede con lo SPID. Questo aspetto costituisce una differenza centrale tra i due sistemi, rafforzando così il ruolo dello SPID per le esigenze digitali delle nuove generazioni.

Norme e sicurezza nell'accesso ai servizi digitali per minori

Il quadro regolamentare attuale si basa sul principio di massima protezione dei dati e delle identità dei minori. Le linee guida dettate dall'Agenzia per l'Italia Digitale (AgID) e le circolari del Ministero dell'Istruzione impongono rigidi requisiti di sicurezza, tracciabilità e consenso informato per l'abilitazione delle identità digitali dei giovani.

L'obiettivo sotteso a tali misure è evitare i rischi connessi alla perdita o alla cessione delle credenziali tradizionali e impedire accessi abusivi, specialmente in ambito scolastico e sanitario. Tutte le fasi di attivazione, autorizzazione, accesso e revoca delle identità digitali sono oggetto di controlli stringenti e di registrazione puntuale, anche per favorire la trasparenza nei confronti delle famiglie e prevenire comportamenti illeciti. Una particolare attenzione viene riservata all'archiviazione delle autorizzazioni e delle attività svolte dai minorenni, in linea con quanto previsto dal Regolamento UE 2016/679 (GDPR).




Chiara Compagnucci

Nata a Roma nel Giugno del 1978, effettua gli studi di ragioniere e si appassiona al tennis. Amante del mondo delle quattro ruote e delel due ruote, è sempre curiosa su tutte le novità delle case automobilistiche e sulle nuove auto in uscita. Scrive da anni per diversi blog ed ora si dedica a tempo pieno su questo sito web trattando in particolar modo tematiche sul mondo delle auto e sugli argomen...