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Bando Borghi di Mare 2026: chi può accedere, per quali interventi e lavori, importi, regole, domande e tempi

di Marcello Tansini pubblicato il
Bando Borghi di Mare 2026

Il Bando Borghi di Mare 2026 promuove la valorizzazione sostenibile delle zone costiere italiane, offrendo opportunità di finanziamento per enti e progetti mirati al recupero, innovazione e sviluppo dei borghi marittimi.

L’iniziativa "Borghi di Mare 2026" rappresenta uno dei più significativi strumenti per il rilancio delle aree costiere italiane, inserendosi all’interno delle strategie della cosiddetta "Economia Blu" e dei programmi nazionali di valorizzazione dei territori. Con una dotazione finanziaria rilevante e una attenzione specifica ai principi di turismo sostenibile, recupero storico e innovazione, il bando si rivolge a enti locali costieri, imprese turistiche e soggetti pubblici o privati impegnati nella promozione culturale e nella riqualificazione ambientale dei borghi affacciati sul mare. L’obiettivo è favorire progetti capaci di integrare tutela del territorio, sviluppo economico e innovazione, aprendo nuove prospettive per comunità e operatori

Obiettivi e finalità del bando: valorizzazione sostenibile delle aree marittime

La linea guida principale dell’avviso riguarda la promozione di un modello di sviluppo che coniughi la crescita economica con la conservazione delle risorse ambientali e culturali degli ambiti costieri. Gli interventi sostenuti si ispirano a tre direttrici fondamentali:

  • Recupero dell’identità storica dei borghi costieri: attraverso il restauro di edifici e spazi pubblici di valore, la ristrutturazione di strutture dismesse e il recupero del tessuto urbanistico con attenzione al rispetto delle tradizioni locali.
  • Promozione del turismo sostenibile: finanziamento di infrastrutture capaci di attrarre un turismo responsabile, rispettoso dell’ambiente e attento alla fruizione consapevole delle risorse naturali, quali piste ciclabili, percorsi pedonali, sistemi di mobilità elettrica e servizi digitali per i visitatori.
  • Valorizzazione dell’economia legata al mare: sostegno a iniziative che avvicinano il pubblico al patrimonio marittimo, dalla creazione di musei del mare e centri di interpretazione ambientale, fino ad attività di promozione enogastronomica, festival tematici e formazione su pratiche sostenibili per operatori del settore.
L’impostazione del bando riflette le direttive della Strategia nazionale per la valorizzazione dell’economia del mare e delle linee guida della Commissione Europea in materia di sviluppo costiero. Tutte le azioni finanziate devono dimostrare effetti positivi sul tessuto sociale e ambientale nel lungo periodo, incentivando pratiche virtuose e la costruzione di partnership tra enti locali, imprese e terzo settore.

Soggetti beneficiari: chi può accedere ai contributi

L’accesso alle risorse è riservato a soggetti che soddisfano precisi requisiti fissati dal bando. Sono ammesse a presentare domanda:

  • Comuni costieri (in particolare quelli con meno di 10.000 abitanti), indipendentemente da regione di appartenenza, a condizione che il territorio amministrato sia affacciato su ambienti marini quali Tirreno, Adriatico, Ionio e Mediterraneo. Ha priorità chi può documentare una rilevanza storico-culturale o legami con la tradizione marinara.
  • Piccole e medie imprese (PMI) turistiche: vengono ammesse quelle attive nella ricettività, ristorazione o organizzazione di attività turistiche con sede operativa nei borghi oggetto di intervento e regolarità fiscale e contributiva.
  • Consorzi tra imprese turistiche, associazioni di categoria, fondazioni ed enti no-profit con finalità turistiche o culturali, sempre con attività sul territorio costiero.
Sono invece escluse le iniziative riguardanti immobili privati non destinati a uso pubblico o turistico. Al fine di garantire massima trasparenza e affidabilità, vengono richiesti documenti comprovanti la posizione amministrativa, la regolarità contributiva, la capacità gestionale e il rispetto delle normative di settore richieste dal bando. I dettagli e le regole specifiche sono enunciati e aggiornati attraverso circolari e decreti ministeriali consultabili nei canali ufficiali.

Tipologie di interventi e lavori finanziabili

I progetti ammissibili sono raggruppabili in tre macro-categorie di intervento:

  • Recupero e restauro del patrimonio edilizio costiero: si finanziano lavori di consolidamento, ristrutturazione e rifunzionalizzazione di edifici di interesse storico, recupero di strutture dismesse (magazzini portuali, cantieri navali), e riqualificazione di lungomare, waterfront e spazi pubblici destinati ad attività culturali.
  • Infrastrutture per la sostenibilità e l’innovazione: sviluppo di piste ciclabili, percorsi pedonali lungo la costa, realizzazione di punti di ricarica per la mobilità elettrica, infrastrutture nautiche eco-compatibili, e l’implementazione di servizi digitali come app interattive e sistemi di realtà aumentata per visitatori.
  • Valorizzazione dell’economia del mare e delle tradizioni locali: potenziamento di centri dedicati alla cultura marina, musei tematici, attività e festival che promuovono l’enogastronomia legata al mare o iniziative formative per operatori turistici orientati alla sostenibilità.
Sono considerate ammissibili anche spese collegate a lavori edili, acquisto di attrezzature innovative, consulenze specialistiche, promozione e comunicazione (quest’ultime fino a un massimo del 10% del costo totale). Gli interventi devono essere chiaramente descritti nella documentazione progettuale e rispondere agli obiettivi generali del bando di rilancio sostenibile delle aree costiere.

Dotazione finanziaria, importi e percentuali di contributo

La dotazione finanziaria complessiva ammonta a 80 milioni di euro, destinata in modo distinto a enti locali e imprese private:

  • 50 milioni sono riservati ai comuni con popolazione inferiore a 10.000 abitanti, con una copertura fino al 60% delle spese ammissibili e un tetto massimo di 500.000 euro per singolo progetto.
  • 30 milioni sono attribuiti a PMI del comparto turistico e relativi consorzi. Per queste entità la percentuale di copertura arriva fino al 50% (massimo 300.000 euro per progetto), mentre i consorzi possono ottenere fino al 55% dei costi con un tetto di 400.000 euro per ciascuna iniziativa.
La tabella seguente sintetizza quanto previsto dal bando:
Beneficiario Max % copertura Importo massimo progetto
Comuni 60% 500.000 €
PMI turistiche 50% 300.000 €
Consorzi turistici 55% 400.000 €

Si segnala che per tutti i beneficiari è obbligatoria la rendicontazione delle spese effettivamente sostenute, da documentare secondo le modalità indicate nel bando.

Iter di presentazione delle domande: modalità e tempistiche

La modalità di partecipazione prevede una procedura telematica strutturata e definita. Il portale dedicato è raggiungibile dal 15 gennaio 2026 alle ore 10:00, con scadenza per la presentazione fissata al 28 febbraio 2026 alle 17:00. Si tratta di una selezione “a graduatoria”, senza meccanismi di click day.
Le principali fasi dell’iter sono:

  • Preparazione della domanda: raccolta dei documenti tecnici, amministrativi e finanziari richiesti, redazione della proposta progettuale completa di business plan e cronoprogramma.
  • Invio telematico tramite piattaforma dedicata, secondo le istruzioni indicate nei regolamenti ufficiali. La regolarità dell’invio e la completezza della domanda sono verificati automaticamente dal sistema.
  • Valutazione delle proposte: una commissione incaricata effettua istruttoria e attribuisce punteggi secondo criteri di qualità e coerenza progettuale.
  • Tempistica delle erogazioni: la graduatoria viene pubblicata entro il 30 aprile 2026. I finanziamenti sono erogati in due tranche, 50% all’avvio dei lavori e 50% a conclusione e rendicontazione finale.
Importante: la completezza della documentazione e la chiarezza progettuale sono elementi che incidono direttamente sulla valutazione finale, come dimostrato dalle edizioni precedenti documentate nei canali istituzionali.

Criteri di valutazione e assegnazione dei fondi

Le domande ammesse sono valutate da una commissione tecnica che assegna un punteggio sulla base di parametri definiti nei documenti ufficiali. I principali criteri di valutazione sono:

  • Impatto ambientale e valorizzazione sostenibile
  • Innovazione digitale e accessibilità
  • Coerenza della proposta con gli obiettivi del bando
  • Solidità del piano finanziario e sostenibilità economica
  • Esperienza e capacità organizzativa del proponente
La somma dei punteggi determina la posizione in graduatoria. Sono finanziati in via prioritaria i progetti meglio valutati e in grado di restituire un maggiore valore aggiunto a livello territoriale. L’esito delle valutazioni e le eventuali motivazioni di esclusione sono pubblicate per garantire massima trasparenza e affidabilità nel processo amministrativo.