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Sistemi ultrasuoni contro le zanzare comprati da milioni di italiani: i risultati se sono davvero efficaci secondo ultimi studi

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di Chiara Compagnucci pubblicato il

Gli ultrasuoni possono davvero tenere lontane le zanzare? Il funzionamento di questi sistemi, confronta risultati scientifici e alternative esistenti, e valuta sicurezza, vantaggi e limiti.

Durante le stagioni più calde, la necessità di difendersi dalle zanzare diventa una delle priorità sia in ambienti interni sia all'aperto. La crescente sensibilità verso l'uso ridotto di sostanze chimiche ha favorito il successo di dispositivi innovativi come quelli ad ultrasuoni, che promettono una protezione affidabile dai fastidiosi insetti senza ricorrere a ingredienti attivi potenzialmente dannosi. Tuttavia, attorno a queste tecnologie si è generato un vero e proprio dilemma sull'efficacia reale, come dimostrato dagli studi pubblicati su Journal of Vector Ecology, Insects, dell'American Mosquito Control Association e il test italiano su Culex pipiens e Aedes albopictus, alimentato da una forte presenza di pubblicità e dalla ricerca da parte degli utenti di soluzioni sicure sia per la salute sia per l'ambiente domestico e familiare.

Come funzionano i dispositivi antizanzare ad ultrasuoni

I sistemi elettronici a ultrasuoni contro gli insetti sono progettati per emettere onde sonore ad alta frequenza, non percepibili dall'orecchio umano. Secondo i produttori, queste frequenze disturberebbero il comportamento delle zanzare e ne impedirebbero l'avvicinamento all'area protetta, offrendo così un ambiente privo di punture senza l'uso di spray, liquidi o sostanze da applicare sulla pelle. Il funzionamento prevede semplicemente il collegamento del dispositivo a una presa elettrica, da cui le emissioni sonore si diffondono nello spazio circostante.

Le promesse che accompagnano questi apparecchi includono:

  • Allontanamento delle zanzare tramite disagio acustico per l'insetto
  • Sicurezza per persone, animali domestici e ambiente, poiché privi di sostanze chimiche e odori
  • Comodità di utilizzo e copertura di aree diverse a seconda della potenza e della tecnologia integrata
  • Funzionamento continuo e manutenzione minima
Taluni modelli sfruttano anche chip di nuova generazione, dichiarando una maggiore potenza nel disturbare una vasta gamma di parassiti volanti e striscianti. Tuttavia, tra le condizioni d'uso consigliate, emerge l'indicazione di impiego esclusivo in spazi interni e asciutti, evitando aree coperte da mobili o tendaggi che possano limitare la propagazione degli ultrasuoni. Un aspetto delicato riguarda l'incompatibilità con pacemaker e la possibile percezione sonora da parte di alcuni animali domestici sensibili, evidenziando la necessità di valutare attentamente i rischi e leggere le istruzioni del produttore.

Il Journal of Vector Ecology e le punture aumentate del 50%

Il dato più paradossale emerso dalla ricerca scientifica su questi dispositivi riguarda non l'assenza di effetto, ma la possibile direzione opposta a quella attesa. Uno studio pubblicato sul Journal of Vector Ecology, rivista scientifica internazionale specializzata nella ricerca sui vettori di malattie, ha rilevato che in presenza di un dispositivo a ultrasuoni attivo il numero di punture di zanzara registrate è aumentato del 50% rispetto al gruppo di controllo senza alcuna protezione. Un risultato che ha contribuito in modo decisivo a orientare il giudizio della comunità scientifica su questa intera categoria di prodotti, e che viene ancora oggi citato come riferimento nei principali database entomologici.

La spiegazione più plausibile, secondo i ricercatori, è che il suono emesso dai dispositivi non produca alcun effetto deterrente reale, mentre le persone che li utilizzano tendono a ridurre le proprie precauzioni abituali, convinte di essere protette. Il risultato netto è una maggiore esposizione alle punture.

La revisione sistematica pubblicata su Insects nel 2021

Nel 2021 la rivista scientifica Insects ha pubblicato una revisione sistematica della letteratura firmata da Panthawong, Doggett e Chareonviriyaphap, tre ricercatori che hanno analizzato l'insieme delle evidenze disponibili sui dispositivi a ultrasuoni commercializzati per il controllo degli insetti, con un focus specifico sulle zanzare. Una revisione sistematica non è un singolo esperimento, ma uno studio che raccoglie e valuta criticamente tutti i lavori scientifici pubblicati su un determinato argomento, ed è considerata uno degli strumenti più affidabili della ricerca medica e biologica.

La conclusione degli autori è netta: le evidenze scientifiche a supporto dell'effetto deterrente degli ultrasuoni sugli insetti rimangono limitate e incoerenti, e per la maggior parte delle specie non esistono prove robuste di laboratorio né sul campo che dimostrino un'azione repellente da parte degli ultrasuoni da soli. In altri termini, dopo decenni di ricerche e decine di studi condotti in tutto il mondo, la scienza non ha trovato una base solida su cui fondare le promesse pubblicitarie che caratterizzano questi prodotti.

Il test italiano su Culex pipiens e Aedes albopictus

Una delle ricerche più rilevanti per il contesto italiano è stata condotta con metodo sperimentale controllato su quattro dispositivi a ultrasuoni commerciali comunemente disponibili sul mercato, testati sulle due specie di zanzare più diffuse nel nostro Paese: la Culex pipiens, la zanzara comune che infesta abitazioni e giardini italiani nelle ore serali e notturne, e l'Aedes albopictus, la temuta zanzara tigre, diffusasi rapidamente in tutta la Penisola a partire dagli anni Novanta e attiva anche nelle ore diurne.

Il protocollo prevedeva la misurazione del numero di zanzare attratte verso un'esca con i dispositivi sia accesi che spenti, in condizioni di laboratorio controllate. I risultati hanno mostrato che la differenza nel comportamento delle zanzare era statisticamente non significativa (P>0,05) in tutti e quattro i dispositivi testati e per entrambe le specie. Tradotto: i dispositivi non hanno prodotto alcun effetto misurabile sul comportamento degli insetti, né in termini di allontanamento né di riduzione dell'attività. Le zanzare si comportavano in modo identico indipendentemente dal fatto che il dispositivo fosse attivo o meno.

La Federal Trade Commission e 60 produttori diffidati

Sul piano regolatorio e istituzionale, il quadro è altrettanto chiaro. Già nel 2001 la Federal Trade Commission americana (FTC), l'autorità federale statunitense preposta alla tutela dei consumatori e alla repressione della pubblicità ingannevole, ha inviato lettere di diffida a oltre 60 produttori di dispositivi a ultrasuoni per insetti, chiedendo di fornire prove scientifiche concrete a supporto delle loro dichiarazioni pubblicitarie. L'anno successivo, nel 2002, la FTC ha formalmente accusato un'azienda della Florida di pubblicità ingannevole per la promozione di repellenti elettronici per zanzare, dichiarando che non esistono prove scientifiche che gli ultrasuoni siano realmente efficaci contro questi insetti.

La American Mosquito Control Association, l'organizzazione professionale statunitense che riunisce gli esperti di controllo delle zanzare, ha aggiunto che nessuno degli studi condotti nell'arco di 15 anni ha evidenziato una capacità repellente per gli antizanzare a ultrasuoni, e che tutti i tentativi di influenzare il comportamento delle zanzare mediante ultrasuoni sono falliti. La stessa associazione ha sottolineato un effetto collaterale preoccupante: la diffusione di questi prodotti distoglie i consumatori dalle misure di prevenzione davvero efficaci, che restano disponibili e accessibili.




Chiara Compagnucci

Nata a Roma nel Giugno del 1978, effettua gli studi di ragioniere e si appassiona al tennis. Amante del mondo delle quattro ruote e delel due ruote, è sempre curiosa su tutte le novità delle case automobilistiche e sulle nuove auto in uscita. Scrive da anni per diversi blog ed ora si dedica a tempo pieno su questo sito web trattando in particolar modo tematiche sul mondo delle auto e sugli argomen...