Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Smart Working, nuova legge al via oggi martedì 7 aprile: i diritti per i dipendenti e i rischi per le aziende

WhatsApp X Telegram
di Dott.ssa Marianna Bassetti pubblicato il

Oggi entra in vigore la nuova legge sullo smart working, che ridefinisce obblighi informativi, diritti dei dipendenti e responsabilità delle aziende. Le novità per salute, sicurezza e rischi legati alla mancata informativa.

Da oggi, martedì 7 aprile, la disciplina del lavoro "agile" subisce una profonda trasformazione: la Legge annuale per le Piccole e Medie Imprese impone obblighi stringenti di salute e sicurezza nei confronti di chi opera da remoto. Ogni impresa italiana, grande o piccola, è ora chiamata a ripensare le proprie procedure e informare puntualmente i dipendenti sui rischi specifici del lavoro agile.

Le sanzioni previste sono severe: multe che possono raggiungere i 7.403,96 euro e, nei casi più gravi, l’arresto del datore di lavoro fino a quattro mesi. Dalla compliance dipende la tutela della salute, la sicurezza lavorativa e la stessa continuità aziendale.

Non adeguarsi porta a conseguenze immediate e tangibili: l’obbligo di consegnare un’informativa dettagliata ai propri collaboratori – e ai rappresentanti per la sicurezza – non è più una formalità burocratica, ma un passaggio centrale nella gestione del personale in smart working, affiancato da precise responsabilità condivise tra azienda e lavoratore.

La stretta normativa non si applica solo alle Pmi, ma riguarda tutte le aziende che adottano il lavoro agile, rilanciando un modello partecipato di prevenzione dei rischi, dove la consapevolezza del lavoratore è parte attiva della protezione stessa.

Smart working: gli obblighi informativi in materia di salute e sicurezza, diritti dei dipendenti e ruolo attivo nel lavoro agile

Alla luce delle nuove disposizioni per le Pmi, il lavoro agile in Italia viene formalmente riconosciuto come sistema da governare con regole specifiche. L’obbligo chiave per ogni impresa che ricorre allo smart working consiste nella consegna annuale di una informativa scritta, indirizzata sia ai lavoratori che al Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (Rls), contenente la valutazione dei rischi correlati.

Questo documento deve includere:

  • Rischi generali legati all'attività svolta fuori dai locali aziendali, con particolare attenzione agli ambienti non controllati;
  • Rischi specifici connessi all’utilizzo intensivo di videoterminali, dispositivi elettronici (pc, smartphone) e alle problematiche ad essi associate (affaticamento oculare, disagi posturali, stress lavoro-correlato);
  • Indicazioni operative per l’allestimento del luogo di lavoro: raccomandazioni su ergonomia, organizzazione degli spazi e pause per evitare l’insorgere di disturbi fisici;
  • Azioni necessarie per la prevenzione, sia a carico dell’azienda sia del lavoratore, affinché la sicurezza sia una responsabilità condivisa.
Questi obblighi vengono ora specificati dall’art. 22 della Legge 81/2017, potenziato dalla Legge n. 34/2026. Il documento va aggiornato e riconsegnato almeno ogni 12 mesi (o in caso di modifica delle condizioni lavorative), e deve essere facilmente accessibile al lavoratore.

Diritti dei dipendenti:

  • Tutela effettiva della salute e sicurezza, anche fuori dai locali aziendali;
  • Obbligo per l’azienda di valutare i rischi e dotare il lavoratore di strumenti tecnologici sicuri (o verificare la conformità di quelli di proprietà del dipendente);
  • Obbligo di ricevere una formazione dedicata sui rischi generali e specifici connessi all’attività a distanza;
  • Garanzia di accesso a visite mediche periodiche se previsto dalle normative settoriali;
  • Informazioni trasparenti riguardo stress, uso dei videoterminali e comportamenti preventivi.
Ruolo attivo del lavoratore: la normativa aggiornata sposta il baricentro della prevenzione su una partecipazione attiva dell’utente finale. Ecco le principali responsabilità:
  • Seguire le indicazioni tecniche e operative ricevute dall’azienda;
  • Adottare comportamenti sicuri e corretti durante l’utilizzo di attrezzature e postazioni non aziendali;
  • Collaborare nella gestione della sicurezza, segnalando eventuali criticità o necessità di aggiornamento dell’informativa;
  • Organizzare in modo efficace il proprio spazio di lavoro;
  • Rendere partecipe l'azienda di eventuali cambi di luogo o modalità, così da permettere aggiornamenti tempestivi del documento informativo.
Impatto sui modelli organizzativi: Secondo i dati dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano (2025), i lavoratori agili in Italia superano i 3,5 milioni, ma la distribuzione è fortemente variabile tra settori e grandezze d’impresa. Nel settore pubblico si registra un +11% rispetto all’anno precedente, nelle grandi realtà private l’incidenza supera il 53%. Al contrario, le piccole e medie imprese fanno segnare flessioni, con una diffusione ferma all'8% dei dipendenti nel lavoro da remoto.

Questa eterogeneità rende decisivo l’aggiornamento normativo: il mantenimento del diritto alla sicurezza, anche al di fuori della classica postazione d’ufficio, è ora un requisito oggettivo per ogni realtà che ricorre al lavoro agile.

Errori comuni da evitare:

  • Consegna generica dell’informativa (deve essere specifica e adattata al contesto operativo);
  • Omissione dell’aggiornamento periodico del documento;
  • Assenza del coinvolgimento del Rls;
  • Mancata verifica della sicurezza delle attrezzature personali;
  • Trascuratezza della formazione o della sorveglianza sanitaria nei casi previsti.
Cosa fare concretamente:
  • Elaborare o aggiornare annualmente il documento informativo;
  • Consegnarlo a dipendenti e Rls con comprovata attestazione di ricezione;
  • Predisporre modelli personalizzati, adattati alle specifiche mansioni;
  • Monitorare costantemente l’adeguatezza delle postazioni di lavoro e la formazione del personale;
  • Conservare copie aggiornate e traccia delle consegne.
Rispetto alle versioni precedenti, la nuova legge sposta l’obbligo da un adempimento spesso trascurato a requisito realmente sanzionabile: la compliance è imprescindibile.

Le sanzioni per le aziende: rischi e responsabilità in caso di mancata consegna dell’informativa

Con l'entrata in vigore del nuovo regime normativo sullo smart working, la responsabilità dei datori di lavoro ha un peso tangibile. Non rispettare l’obbligo di informazione sui rischi legati al lavoro in modalità agile comporta rischi sia economici sia penali.

Sanzioni previste dai nuovi obblighi:

  • Multe da 1.708,61 euro fino a 7.403,96 euro in caso di inadempienza nella consegna o aggiornamento dell’informativa;
  • Arresto da due a quattro mesi nei casi di violazioni più gravi;
  • Applicazione delle sanzioni a prescindere dalla dimensione dell’impresa;
  • Conseguenze anche per l’omessa consegna al rappresentante per la sicurezza.
Tabella riepilogativa delle sanzioni:
Violazione Sanzione applicabile
Mancata consegna informativa annuale Da 1.708,61 € a 7.403,96 €
Arresto da 2 a 4 mesi
Informativa non aggiornata/rettificata dopo modifiche delle condizioni lavorative Multa compresa nella stessa forbice
Possibilità di contestazione penale
Mancato coinvolgimento del Rls Stessa disciplina applicata

L’adeguamento normativo comporta anche obblighi operativi:

  • Archiviazione della documentazione comprovante la consegna (firme digitali, ricevute);
  • Conservazione della tracciabilità delle azioni svolte dal personale della sicurezza interna;
  • Monitoraggio dell’aggiornamento annuale per evitare rischi di contestazione;
  • Dialogo programmato con il Rls, per scongiurare inadempienze formali.
Confronto con la disciplina precedente: se in passato la mancanza dell’informativa poteva essere interpretata come mera irregolarità, la nuova legge elimina ogni ambiguità. L’omessa consegna è formalmente soggetta a sanzione, anche in assenza di danno effettivo per il dipendente.

Precisiamo che l’obbligo non si limita al mero invio del documento ma comporta la verifica della sua effettiva comprensione. In caso di controversie, la responsabilità probatoria è a carico dell’azienda.

Analisi dei rischi per le aziende:

  • Sanzioni pecuniarie e penali immediate e dirette;
  • Deterioramento del clima aziendale e incremento dei costi gestionali per mancata compliance;
  • Possibili ricadute reputazionali sui rapporti di fornitura e nei processi di selezione pubblici o privati;
  • Aumento degli adempimenti obbligatori e della necessità di formazione interna.
La nuova disciplina rappresenta una svolta per il mercato del lavoro domestico. Non solo imprese tradizionali e Pmi, ma anche realtà innovative e multinazionali sono tenute ad adottare un modello responsabile, trasparente e aggiornato nella tutela di chi opera in remoto.

In sintesi: l’adeguamento all’informativa annuale sui rischi, il coinvolgimento dei rappresentanti della sicurezza e la tracciabilità delle procedure diventano il perno della sostenibilità lavorativa futura per tutte le aziende virtuose e attente alle persone.




Dott.ssa Marianna Bassetti

La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...

Puoi Approfondire