Unʼinchiesta di Milena Gabanelli svela i retroscena dietro la nuova ondata di SMS truffa che sfruttano il nome del CUP per ingannare chi prenota visite mediche.
Negli ultimi mesi si è assistito a una preoccupante impennata dei tentativi di frode tramite SMS che si spacciano per comunicazioni ufficiali del Centro Unico di Prenotazione (CUP) delle strutture sanitarie. Questi messaggi fraudolenti, come rivelato dalla nuova inchiesta di Dataroom, la rubrica del Corriere della Sera curata dalla giornalista Milena Gabanelli, si presentano in modo credibile, spesso utilizzando nomi e sigle di enti noti come CUP, ma in realtà nascondono raggiri pensati per sottrarre denaro agli utenti. Il fenomeno si diffonde in tutta Italia, colpendo persone di ogni età, ma risulta insidioso per chi è in attesa di referti, prenotazioni o comunicazioni sanitarie.
Attraverso un linguaggio formale e richiami a urgenze inesistenti, gli SMS truffaldini sfruttano le incertezze e le vulnerabilità dei destinatari. I truffatori puntano sulla confusione emotiva e sulla reputazione degli enti pubblici coinvolti, sollecitando azioni immediate che portano all'esposizione di dati personali o, più spesso, alla perdita di ingenti somme di denaro tramite numerazioni a sovrapprezzo.
Lo schema tipico delle truffe via SMS associate al CUP prevede l'invio di un messaggio breve, scritto in italiano corretto ma spesso con piccoli errori (ad esempio nella dicitura Centro Unico Primario invece che Centro Unico di Prenotazione). Il testo sollecita il destinatario a chiamare con urgenza un numero, generalmente caratterizzato dai prefissi 893, 899, 892, con il pretesto di ricevere comunicazioni essenziali su appuntamenti, esami o pratiche sanitarie. L'elemento che rende questa frode tanto efficace è la coincidenza temporale tra l'arrivo del messaggio e reali attese di comunicazioni da enti sanitari; situazioni che spingono le persone ad abbassare le difese.
Quando la vittima richiama il numero, viene accolta da una finta segreteria o da un falso operatore che, con professionalità simulata, chiede generalità e mette in attesa la persona, inducendola a prolungare la chiamata. Più il tempo corre, più i costi della telefonata aumentano vertiginosamente (in media 2 euro al minuto), fino a prosciugare il credito del cellulare o produrre addebiti consistenti in bolletta. Non si tratta quasi mai di furto di dati sensibili, quanto piuttosto di un raggiro economico diretto. Alcuni utenti hanno raccontato di essere stati trattenuti in linea anche per oltre quindici minuti, ingannati da musiche d'attesa o promesse di comunicazioni importanti.
I rischi non si limitano all'aspetto finanziario. Le conseguenze psicologiche dell'essere stati imbrogliati da messaggi apparentemente affidabili tendono a generare sfiducia verso i canali istituzionali stessi, creando un danno d'immagine anche alle strutture sanitarie realmente operative. Le regioni e le aziende sanitarie hanno più volte sottolineato di non utilizzare numerazioni a pagamento né di richiedere informazioni personali tramite SMS. Le comunicazioni ufficiali passano solo da canali istituzionali verificabili e mai attraverso richieste di chiamata a numeri sconosciuti o dall'alto costo.
A rendere le truffe via sms del CUP particolarmente redditizie è il cosiddetto callback phishing. Invece di indurre la vittima a fornire dati tramite un link, la strategia consiste nel far sì che sia l'utente stesso a contattare il numero indicato, spesso ignaro dei costi elevati. La legge impone ai call center l'obbligo di dichiarare in modo chiaro ed esplicito il costo della telefonata e il nome della società erogatrice; tuttavia, gli operatori coinvolti nelle frodi aggirano questa prescrizione, occultando intenzionalmente tutte le informazioni rilevanti.
I numeri telefonici utilizzati, con prefissi 89x, sono assegnati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) a società e operatori che possono poi rivenderli di continuo attraverso una lunga filiera. Frequentemente questi numeri vengono associati a servizi a valore aggiunto, come lotterie, astrologia, consulenze a pagamento, servizi tv o chat di intrattenimento, ma sempre più spesso sono riutilizzati anche per l'ingegneria sociale che ha come obiettivo il semplice lucro.
Un esempio concreto di quanto avviene:
L'inchiesta ha permesso di svelare la complessa architettura che sostiene queste truffe. Si parte da sms apparentemente inviati dal servizio prenotazioni di una Asl o da enti fiscali, che invitano il destinatario a contattare con urgenza il Centro unico primario. Spesso i numeri forniti risultano, agli stessi registri ministeriali, come non assegnati o difficilmente tracciabili a causa dell'aggiornamento discontinuo dei dati.
I numeri in questione passano di mano tra società diverse in pochi mesi, rendendo difficile identificare subito i responsabili. Nomi coinvolti nella filiera sono operatori che si occupano di intrattenimento a pagamento, pubblicità, numerazioni speciali e persino società legate a tv locali o servizi telefonici erotici. In questo quadro, emerge una realtà dove la proprietà e il controllo diretto dei numeri restano opachi, e i responsabili dell'effettivo invio degli sms e della gestione delle chiamate riescono spesso a nascondersi dietro scatole societarie, prestanome e passaggi di concessione rapidissimi.
Il sistema si perfeziona utilizzando anche aziende specializzate nell'invio di sms di massa che, per cifre relativamente contenute, sono in grado di raggiungere decine di migliaia di cellulari profilati per età, contribuendo ad amplificare l'impatto delle truffe. L'indagine della Gabanelli e di Priante rivela inoltre che, sebbene lo Stato incassi parte dei proventi tramite IVA e concessioni, la vera difficoltà resta bloccare efficacemente queste pratiche in tempo utile.
Per tutelarsi da questa tipologia di raggiri è essenziale prestare attenzione ad alcuni segnali. Ecco alcuni suggerimenti operativi, basati sulle raccomandazioni di ASL, regioni, e associazioni dei consumatori:
Le istituzioni sanitarie e le compagnie telefoniche hanno approntato procedure interne per contrastare la proliferazione di numerazioni sospette, arrivando in alcuni casi a bloccare i pagamenti per presunta frode o a disattivare numeri che risultano collegati a pratiche scorrette. Tuttavia, i truffatori restano spesso un passo avanti, ottenendo ogni volta nuove numerazioni e aggirando i controlli tramite passaggi tra società e piattaforme di massa SMS.
La Dott.ssa Sara Melchionda è un’esperta nel settore della sanità con oltre 15 anni di esperienza. Laureata in Tossicologia dell'ambiente e alimenti all'Università Statale di Lodi, ha sviluppato una solida competenza nelle tematiche legate alla sicurezza sanitaria, alla prevenzione dei rischi e alla valutazione degli effetti delle sostanze sulla salute. Nel corso della sua carriera ha collabora...