Studente di Ingegneria arrestato a Torino per un laboratorio di droghe in camera, ispirato a Breaking Bad. Il CNDDU chiede un’ora settimanale obbligatoria di diritto nelle superiori.
Una cameretta da fuori sede trasformata in un piccolo laboratorio clandestino. È la scena che gli agenti si sono trovati davanti a Torino, nel quartiere di Pozzo Strada, dove un giovane studente di Ingegneria è finito in manette. Il caso ha riportato alla ribalta un paragone fin troppo facile, quello con la celebre serie televisiva Breaking Bad, e ha riacceso il dibattito su una questione più ampia: cosa sanno davvero i ragazzi delle regole, dei reati e delle conseguenze? Su questo fronte arriva la proposta del CNDDU, che chiede un’ora settimanale obbligatoria di diritto nelle scuole superiori.
Secondo quanto riportato dalla stampa, il protagonista è un 18enne originario di Ferrara, trasferitosi a Torino per frequentare Ingegneria dei materiali. Viveva in un appartamento di Pozzo Strada insieme ad altri tre studenti universitari. A intervenire sono stati gli agenti delle volanti e del commissariato San Paolo, che hanno trovato nella sua stanza materiale ritenuto compatibile con una vera e propria “fabbrica” di sostanze stupefacenti.
L’accusa formulata è di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Il giovane, secondo le ricostruzioni, avrebbe preso spunto proprio da Breaking Bad, la serie in cui un professore di chimica si reinventa produttore di droga. Come sempre in questi casi, vale un principio che non va mai dimenticato: fino a una sentenza definitiva ogni persona è da considerarsi innocente. Quello che emerge oggi è la ricostruzione degli investigatori, non un verdetto.
L’elenco di ciò che è stato sequestrato è quello che ha colpito di più l’opinione pubblica. Nella stanza del ragazzo i poliziotti hanno rinvenuto:
Il confronto con la serie è inevitabile, e infatti i titoli di giornale lo hanno subito sfruttato. Ma è utile fermarsi un momento. Breaking Bad è una storia di fantasia, costruita per raccontare la discesa morale di un uomo e le conseguenze, spesso devastanti, delle sue scelte. Lo spettatore vede il crollo, le perdite, la violenza. Eppure, per alcuni giovani, a restare impressa è solo l’immagine del genio che “sa fare le cose meglio degli altri”.
Non è un caso isolato. In Italia non è la prima volta che un appassionato della serie finisce al centro di un’inchiesta: nel marzo 2025 a Novara fu arrestato uno studente universitario di 22 anni, accusato di produzione di stupefacenti, e anche in quell’occasione i media parlarono di una “Breaking Bad all’italiana”. Anni prima, sempre in Piemonte, un’indagine su un gruppo di giovani aveva richiamato la stessa serie per un caso completamente diverso. Il filo comune è la facilità con cui un immaginario televisivo può sovrapporsi alla realtà, in assenza di strumenti per distinguerle.
Dal punto di vista giuridico, la materia è regolata dal Testo unico sugli stupefacenti, il DPR 309 del 1990, che punisce produzione, traffico e detenzione a fini di spaccio. La differenza tra le ipotesi conta molto: detenere per uso personale è trattato in modo diverso rispetto alla detenzione finalizzata alla cessione e alla produzione, che sono considerate più gravi. Le conseguenze possono essere pesanti, sia sul piano della libertà personale sia su quello del futuro universitario e lavorativo.
È proprio qui che si inserisce il punto più delicato di tutta la vicenda: molti ragazzi non hanno la minima idea di dove finisca il comportamento “da curiosi” e dove inizi il reato. Un diciottenne è maggiorenne a tutti gli effetti, ma spesso non ha mai studiato in modo organico cosa significhi essere responsabile davanti alla legge.
Il CNDDU, Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, associazione da anni attiva nel dibattito scolastico su temi come diritti, legalità e inclusione, chiede di introdurre nelle scuole superiori un’ora settimanale obbligatoria di diritto. L’idea è semplice: dare a tutti gli studenti, di ogni indirizzo, una formazione stabile e strutturata sulle regole del vivere civile, sulla Costituzione e sulle conseguenze penali e civili delle proprie azioni.
Gli argomenti a sostegno di una proposta di questo tipo sono ben noti a chi segue il mondo della scuola:
Sarebbe scorretto, e anche poco serio, sostenere che un’ora di diritto avrebbe impedito quanto accaduto. Le ragioni che spingono una persona a commettere un reato sono molte e complesse, e nel caso torinese le indagini sono ancora in corso. Allo stesso tempo, sarebbe ingenuo ignorare il messaggio che il caso lancia.
Un giovane brillante, iscritto a un corso di laurea tecnico e quindi dotato di solide basi scientifiche, può comunque non aver mai riflettuto in modo concreto su responsabilità penale, rischio per la salute altrui e conseguenze a lungo termine. La formazione scientifica insegna come funzionano le cose. La formazione giuridica e civica insegna se e quando è lecito farle. Sono due competenze complementari, e la seconda, nei percorsi scolastici attuali, rischia di restare nell’ombra.
C’è un altro aspetto che il caso di Torino mette in evidenza: la fase di passaggio tra scuola e università. Il ragazzo, 18 anni appena compiuti e già fuori sede, viveva lontano da casa, in un appartamento condiviso, senza il controllo quotidiano della famiglia. È una condizione normale per migliaia di studenti, ma è anche un momento di forte vulnerabilità e di grande libertà.
Per questo, accanto alla scuola, anche atenei e famiglie hanno un ruolo: i primi con servizi di orientamento, ascolto e supporto psicologico, le seconde con un dialogo aperto sui rischi e sulle responsabilità. La prevenzione funziona quando è condivisa, non quando si limita a reagire dopo l’arresto.
Nata a Roma nel Giugno del 1978, effettua gli studi di ragioniere e si appassiona al tennis. Amante del mondo delle quattro ruote e delel due ruote, è sempre curiosa su tutte le novità delle case automobilistiche e sulle nuove auto in uscita. Scrive da anni per diversi blog ed ora si dedica a tempo pieno su questo sito web trattando in particolar modo tematiche sul mondo delle auto e sugli argomen...