Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Targa monopattini, chiesta una proroga alla data di scadenza del 16 maggio

WhatsApp X Telegram
di Alberto Pelletti pubblicato il

La richiesta di proroga per la targa dei monopattini, fissata al 16 maggio, solleva proteste e interrogativi tra i consumatori. Analisi delle normative, difficoltà operative, rischi e prospettive future per proprietari e assicurazioni.

Sul tema della regolamentazione della micromobilità, il focus degli ultimi mesi ha riguardato soprattutto la questione relativa all’obbligo di targa per i monopattini elettrici. Proprio la scadenza fissata al 16 maggio per la regolarizzazione attraverso il contrassegno ha acceso il dibattito tra cittadini, associazioni di consumatori e amministrazioni pubbliche. In molte città, l’introduzione del nuovo obbligo è stata accompagnata da pesanti critiche riguardo alle tempistiche e alle modalità di rilascio della nuova “targhetta”, considerate da moltissimi utenti come troppo strette e difficili da rispettare.

Consumatori e associazioni hanno evidenziato forti problematiche nella gestione da parte degli uffici della Motorizzazione Civile: i tempi richiesti per perfezionare le pratiche, tra richieste on-line e ritiro fisico dell’adesivo identificativo, rischiano di bloccare migliaia di utenti in regola ma tecnicamente impossibilitati ad ottenere il documento entro la fatidica data.

Nel corso delle ultime settimane, queste proteste si sono tradotte in una richiesta formale di proroga dell’obbligo per la targa, avanzata al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Organizzazioni come Consumerismo No Profit hanno criticato lo scollamento tra la normativa e le reali capacità operative degli sportelli pubblici, suggerendo il rinvio diretto dei termini di legge per evitare di colpire, con pesanti sanzioni, cittadini che hanno aderito alle procedure regolari ma si trovano intrappolati da ritardi amministrativi indipendenti dalla loro volontà.

Nonostante il dibattito sia molto acceso – e abbia già portato ad alcune modifiche per l’obbligo assicurativo, come si vedrà – l’obbligo della targa per i monopattini rimane, ad oggi, vincolato alla data del 16 maggio. Questa situazione ha generato preoccupazione tra gli utenti per il rischio sanzioni e limitazioni alla mobilità urbana, alimentando l'urgenza di chiarezza e soluzioni applicative più eque.

La normativa sulla targa per monopattini: date, obblighi e sanzioni

L’attuale quadro normativo per la circolazione dei monopattini elettrici in Italia si fonda sulla Legge 160/2019 (modificata dalla Legge 177/2024), che ha introdotto per questi mezzi una serie di obblighi progressivi. Questi includono la dotazione di casco omologato dal dicembre 2025, targa (contrassegno adesivo identificativo) dal 16 maggio 2026 e assicurazione RC auto obbligatoria dal 16 luglio 2026, dopo una recente proroga. Per chiarezza, si riporta uno schema riassuntivo dei principali obblighi attualmente in vigore:

Obbligo Data decorrenza
Uso casco Dal 14 dicembre 2025
Contrassegno/targa adesiva Dal 16 maggio 2026
Assicurazione RC auto Dal 16 luglio 2026

La sequenza degli adempimenti obbligatori prevede che l’utente richieda il contrassegno attraverso la piattaforma digitale del Portale dell’Automobilista, versi i contributi previsti (tra produzione, diritti e bollo per un importo che si aggira sui 35 euro) e proceda al montaggio della targa secondo le regole ministeriali.

Circolare senza contrassegno comporterà una sanzione amministrativa da 100 a 400 euro, mentre per i mezzi oltre una certa potenza (superiore a 1 kW) è prevista anche la confisca.

Per la mancata assicurazione, che diventerà obbligatoria dal 16 luglio 2026, la sanzione è analoga (100-400 euro). Il contrassegno diventa fondamentale in quanto sarà necessario indicare il codice della targhetta sulla polizza per garantire la validità della copertura, come stabilito dal Codice delle Assicurazioni (D.Lgs. 209/2005) e dal Codice Civile.

Le criticità operative e i ritardi nelle procedure di rilascio

Molti utenti stanno incontrando difficoltà nella procedura di richiesta e ritiro del contrassegno identificativo per i monopattini. Le principali associazioni dei consumatori hanno segnalato che, nonostante l’attivazione della piattaforma digitale da marzo 2026, gli appuntamenti per il ritiro fisico della targa sono spesso fissati oltre i 60 giorni previsti per l’adeguamento.

In alcune città, come Milano e Firenze, la lentezza degli uffici della Motorizzazione Civile nel gestire l’elevato numero di richieste ha generato forti rallentamenti. Questo scenario espone gli utenti a rischi sanzionatori pur essendo stati diligenti nell’inoltrare la domanda nella finestra temporale consentita. In diversi casi, gli appuntamenti per ottenere il contrassegno vengono programmati dopo il 16 maggio, creando una situazione di incertezza e discontinuità operativa per la mobilità urbana.

Le associazioni di settore hanno evidenziato che il rischio di sanzioni per cause non imputabili agli utenti mina il principio di equità della normativa, evidenziando come la distonia tra il dettato normativo e la pratica amministrativa rischi di penalizzare chi fa della mobilità sostenibile una scelta quotidiana.

La pressione esercitata dalle associazioni ha portato a una serie di confronti con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nel tentativo di trovare un equilibrio tra esigenze di sicurezza, trasparenza e operatività. Tuttavia, ad oggi, la richiesta di rinvio della data di obbligo targa per i monopattini non ha trovato accoglimento, mantenendo alta la tensione tra le parti coinvolte.

Come richiedere il contrassegno: procedura e consigli pratici

La richiesta del contrassegno identificativo è attiva da marzo 2026 attraverso la piattaforma ufficiale disponibile sul Portale dell’Automobilista. La procedura standard prevede che l’utente:

  • si autentichi tramite SPID/CIE sulla piattaforma
  • compili i dati richiesti sul monopattino e proprietario
  • esegua i pagamenti (produzione, diritti, bollo)
  • riceva la conferma via mail e prenoti il ritiro presso la Motorizzazione della propria provincia
Per chi non ha familiarità con i servizi online la domanda può essere affidata a un’agenzia pratiche auto, con costi aggiuntivi medi intorno agli 80 euro. Il suggerimento più diffuso, anche da parte degli enti, è di non attendere l’ultimo momento: durante i giorni a ridosso della scadenza la domanda di appuntamenti può superare l’offerta, allungando tempi e rischio di attese superiori alle 2 settimane.

L’applicazione corretta del contrassegno è parte integrante della regolarità: l’adesivo deve essere fissato in modo visibile e permanente, preferibilmente sul parafango posteriore o, se assente, sul piantone dello sterzo, rispettando l’orientamento verticale e la leggibilità.

Conseguenze per i proprietari: rischi, sanzioni e scenari dopo il 16 maggio

Dopo il 16 maggio, la circolazione senza targa comporta sanzioni amministrative comprese tra 100 e 400 euro. Nei casi di monopattini con motorizzazioni sopra 1 kW, si rischia la confisca del veicolo.

Le criticità operative già descritte fanno sì che molti cittadini, pur avendo correttamente avviato la procedura, potrebbero trovarsi privi di contrassegno per ragioni non imputabili a loro volontà, ma la normativa non distingue queste situazioni da quelle di chi omette la richiesta. Le associazioni dei consumatori hanno più volte sottolineato questo rischio, evidenziando la necessità di interventi correttivi.

La mancanza della copertura assicurativa, che diviene obbligatoria dal 16 luglio, comporterà lo stesso importo sanzionatorio (100-400 euro), oltre all’impossibilità di stipulare una polizza valida senza contrassegno identificativo. Scenari possibili dopo il termine sono:

  • Interventi delle forze dell’ordine con multe e verifiche più frequenti
  • Possibile paralisi temporanea della mobilità in sharing nelle città più grandi, laddove le società non riescano a dotarsi dei contrassegni in tempo
  • Incremento della richiesta di servizi di assistenza per la regolarizzazione post-scadenza
Continua a risultare necessario monitorare eventuali ulteriori pronunce ministeriali in risposta alle sollecitazioni delle associazioni e ai problemi emersi nella fase attuativa.

L’introduzione degli obblighi di contrassegno e assicurazione ha generato una serie di domande e dubbi tra gli utenti.




Alberto Pelletti

Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...