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Una telecamera termica mostra differenze invisibili tra un'auto tradizionale e una elettrica

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di Alberto Pelletti pubblicato il

Una telecamera termica svela ciò che l'occhio umano non vede: come si disperde il calore tra auto elettriche e tradizionali, quali effetti si riflettono su consumi, comfort, sicurezza ed efficienza.

Negli ultimi anni l'interesse verso le auto elettriche è cresciuto notevolmente anche in Italia, non solo per ragioni legate alla sostenibilità ambientale ma anche per le differenze tecniche rispetto alle vetture tradizionali. L'utilizzo della tecnologia termografica offre un punto di osservazione inedito su questo confronto: grazie alle telecamere termiche è possibile analizzare in tempo reale la dissipazione del calore nei diversi sistemi di propulsione, mettendo in luce aspetti tecnici che sfuggono alla vista umana e che non emergono nei confronti convenzionali. 

Come funziona una telecamera termica e cosa può rivelare

Una telecamera termica rappresenta uno strumento di analisi molto sofisticato, capace di tradurre le radiazioni infrarosse, quindi il calore, emesse dagli oggetti in immagini facilmente interpretabili da operatori e tecnici. Ogni corpo, in base alla propria temperatura, emette radiazione infrarossa con un'intensità ben precisa, invisibile all'occhio umano ma decifrabile dagli appositi sensori termici.

Queste telecamere producono un'immagine detta termogramma, che consente di individuare immediatamente aree di surriscaldamento, anomalie nelle dispersioni termiche e punti critici nella distribuzione dell'energia. La mappatura termica di un veicolo consente di rilevare differenze nette tra le auto benzina o diesel (motore a combustione interna) e le auto elettriche:

  • I motori termici generano temperature elevate sia nella zona motore che allo scarico, evidenziando una dispersione significativa di calore che si traduce in efficienza ridotta.
  • Le auto elettriche mostrano distribuzioni termiche più localizzate nelle aree di batteria, inverter e motore elettrico, con dissipazioni complessivamente molto minori.
Oltre a questi aspetti, le termocamere permettono di analizzare:
  • I flussi d'aria nei sistemi di raffreddamento
  • I ponti termici e le eventuali perdite di isolamento
  • Le condizioni dei pneumatici dopo l'uso
Questa tecnologia trova applicazione non solo in campo automobilistico, ma anche nella progettazione edilizia e in ambito industriale, offrendo dati affidabili per la sicurezza e l'efficienza dei veicoli in ogni fase della loro vita e uso.

Differenze tra dissipazione del calore nelle auto

Un'immagine termica di un'auto a motore termico evidenzia subito quanto sia ampia la perdita di energia sotto forma di calore. Il motore a benzina o diesel trasforma solo una parte dell'energia chimica del carburante in energia meccanica; il resto viene letteralmente dissipato nell'ambiente da radiatori, sistema di scarico e superfici calde del cofano motore. Secondo i dati tecnici disponibili e le pubblicazioni di settore, meno di un terzo dell'energia della benzina viene effettivamente sfruttato per muovere il veicolo, il resto si trasforma in calore inutilizzato.

Le telecamere termiche, nelle analisi comparative, mostrano una distribuzione di temperature molto più ampia nell'auto tradizionale: il motore si scalda spesso oltre i 90°C, il collettore di scarico e il catalizzatore possono raggiungere temperature ancora più elevate e tutto il sistema di scarico agisce come un vero e proprio radiatore verso l'ambiente esterno.
Accanto a queste dispersioni, anche il cambio e il differenziale generano calore per attrito e inefficienze, mentre il sistema di raffreddamento è costretto a lavorare al massimo per evitare danni seri.

L'auto elettrica, osservata con la stessa tecnica termografica, presenta invece aree calde molto più limitate. Le zone maggiormente soggette a riscaldamento sono i moduli batteria, l'inverter di potenza e il motore elettrico, ma le temperature restano decisamente contenute rispetto a quelle delle componenti equivalenti di un'auto tradizionale. Il sistema di raffreddamento delle auto elettriche è spesso progettato per mantenere le batterie e l'elettronica a temperature molto inferiori rispetto alle soglie critiche, garantendo così una maggiore efficienza complessiva.
Anche su percorsi impegnativi, le dissipazioni termiche nelle auto a batteria risultano modeste: difficilmente le superfici esterne superano i 40-50°C in esercizio ordinario, con una distribuzione del calore molto più uniforme e localizzata.

La mappatura delle perdite di energia attraverso la termografia conferma quindi che le auto a combustione dissipano molta più energia in modo incontrollato, mentre i veicoli elettrici riescono a sfruttare meglio la quantità di energia disponibile, riducendo sprechi e punti di inefficienza. Un secondo aspetto, non meno importante, è la rigenerazione energetica durante le frenate nelle auto elettriche: con la frenata rigenerativa, una quota consistente dell'energia cinetica viene reimmessa nella batteria anziché essere dissipata dai dischi dei freni sotto forma di calore.

Conseguenze per la guida: autonomie, comfort e sicurezza

L'analisi termografica dei veicoli fornisce riflessioni importanti sulle ricadute concrete in termini di esperienza di guida, autonomia reale, comfort e sicurezza. Mentre l'auto a combustione mostra un comportamento più prevedibile sull'autonomia grazie all'ampiezza del serbatoio e alla possibilità di rifornimento rapido, nelle vetture a batteria l'autonomia varia notevolmente in funzione della temperatura esterna, delle condizioni di utilizzo e soprattutto della dissipazione di calore nei moduli energetici.

Durante la guida urbana, l'auto elettrica offre vantaggi tangibili: il recupero energetico in frenata e la minore perdita di calore migliorano i consumi, permettendo autonomie molto superiori a quelle raggiungibili a velocità elevate su strade extraurbane e autostrade. In condizioni di marcia continua a velocità sostenute, al contrario, anche le auto elettriche sono soggette a un incremento nelle esigenze di raffreddamento: la batteria (per effetto Joule) e il motore elettrico possono accumulare calore, sebbene in misura inferiore rispetto al propulsore a combustione. Il risultato è un calo dell'autonomia che, soprattutto nei lunghi viaggi autostradali, permane uno degli aspetti maggiormente percepiti dagli utenti.

Per quanto riguarda il comfort climatico, l'auto elettrica consente una climatizzazione più precisa e intelligente: la possibilità di pre-riscaldare o raffreddare l'abitacolo anche quando il veicolo è ancora collegato alla rete riduce i tempi di dispendio energetico durante la marcia. A differenza delle vetture tradizionali, dove il calore prodotto serve anche a scaldare l'abitacolo, qui il controllo termico avviene in modo più efficiente e mirato.

Infine, dal punto di vista della sicurezza, la dissipazione contenuta di energia termica e il costante monitoraggio delle condizioni delle batterie riducono il rischio di surriscaldamenti imprevisti. Le tecnologie di controllo e gestione termica dei veicoli elettrici sono pensate per prevenire guasti e situazioni di pericolo che possono emergere invece sui veicoli con motore tradizionale a seguito di malfunzionamenti del circuito di raffreddamento. L'analisi termica evidenzia un uso più intelligente e sicuro dell'energia nei sistemi a batteria, mentre costringe le auto a combustione a grandi compromessi tra prestazioni, autonomia e sicurezza soprattutto in scenari climatici estremi o sotto sforzo prolungato.

Efficienza energetica e impatti ambientali delle due tecnologie

L'efficienza globale dei veicoli rappresenta oggi uno dei principali criteri di scelta sia dal punto di vista operativo che ambientale. La differenza tra auto elettrica e auto tradizionale emerge con forza quando si analizza il ciclo completo di utilizzo energetico, dall'approvvigionamento alla conversione fino alla reale possibilità di recupero dell'energia spesa. Le tabelle comparative elaborate da organismi come l'ICCT (International Council on Clean Transportation) mettono in risalto che:

  • Una vettura a batteria di segmento medio prodotta e utilizzata in Europa tra il 2025 e il 2044 emette circa il 73% in meno di gas serra rispetto a un veicolo benzina analogo sul totale del suo ciclo di vita.
  • I veicoli a combustione interna non solo hanno un'efficienza ridotta (dal 20 al 30% per il ciclo well-to-wheel), ma generano un'importante quantità di emissioni sia dirette che indirette collegate all'estrazione, raffinazione e distribuzione del carburante.
  • Le auto elettriche, pur con un impatto iniziale maggiore dovuto alla produzione della batteria, compensano rapidamente tale debito emissivo facendo registrare un valore di break-even già dopo circa 17.000 km di utilizzo reale medio.
L'efficienza energetica della trazione elettrica si traduce anche in una minore dipendenza da filiere lunghe e dispersive, tipiche invece del settore petrolifero. La produzione stessa dell'elettricità in Europa si sta spostando sempre più su fonti a basse emissioni, mentre l'accumulo delle batterie beneficia progressivamente di un maggiore riciclo dei materiali e di tecnologie di stoccaggio più evolute, abbattendo ulteriormente il bilancio globale delle emissioni. Pertanto, l'analisi comparata integrando le immagini delle termocamere e i dati scientifici disponibili dimostra che la mobilità elettrica è significativamente più efficiente, tanto in termini di energia spesa per ogni chilometro, quanto per l'impatto ambientale legato all'intero ciclo di vita del veicolo:

Tipo veicolo

Emissioni CO2 ciclo vita (g/km)

Risparmio vs Benzina

Benzina

235

-

Ibrida (HEV)

188

-20%

Plug-in hybrid (PHEV)

163

-30%

Elettrica (BEV, mix UE)

63

-73%

Elettrica (BEV, solo rinnovabili)

52

-78%




Alberto Pelletti

Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...