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Verisure e furti: interventi in 1 minuto, poi si aspettano 8 giorni: l'intervento di Antitrust e Altroconsumo e risposta azienda

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di Chiara Compagnucci pubblicato il

Promette protezione in «60 secondi», ma che cosa indica davvero lo slogan? Tra multa Antitrust, tempi di verifica e intervento, reclami su guasti e intrusioni e risposte di Verisure, pesano anche costi e recesso.

L’Antitrust ha sanzionato Verisure per 4,25 milioni di euro, destinandone 1,2 milioni alla contestazione di pubblicità ingannevole. Al centro della disputa c’è una promessa precisa: l’espressione “intervento in 60 secondi” richiama l’arrivo di una persona sul posto, mentre Verisure riferisce quel tempo alla verifica dell’allarme da parte della Centrale Operativa.

Per chi paga un canone di sicurezza, la differenza è concreta. Le segnalazioni dei consumatori riguardano lo scarto tra ciò che lo slogan sembra promettere e la procedura descritta dall’azienda. Altre lamentele citano riparazioni fissate a distanza di giorni e dubbi sulla gestione di intrusioni.

Che cosa significa “60 secondi”

Verisure indica nei sessanta secondi il tempo medio entro cui la Centrale Operativa riceve e verifica un segnale di massima priorità. Tra gli esempi citati dall’azienda ci sono una richiesta SOS, un furto, una rapina o un’intrusione. La centrale è attiva giorno e notte: esamina le informazioni disponibili attraverso audio e immagini e valuta la natura dell’allarme. Il dato riguarda la verifica.

La procedura comprende più passaggi. Prima la ricezione del segnale, poi la verifica e la classificazione della situazione; a quel punto vengono attivate le misure previste. Se l’allarme viene ritenuto reale, la centrale può avvisare i servizi di vigilanza o di emergenza e, in determinate configurazioni, attivare da remoto il fumogeno ZeroVision. Durante la gestione può proseguire anche il contatto con il cliente. La risposta varia in base all’esito della verifica e alla natura dell’evento.

La comunicazione dell’azienda definisce i sessanta secondi un tempo medio di verifica associato ai segnali prioritari. L’eventuale invio di una guardia o l’avviso alle Forze dell’Ordine avvengono in fasi successive, secondo procedure specifiche.

La multa Antitrust e il nodo della pubblicità

Nel 2024 l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, l’Antitrust, ha inflitto a Verisure una sanzione complessiva di 4,25 milioni di euro. 1,2 milioni riguardavano la pubblicità ingannevole collegata ai messaggi sui tempi di intervento. Secondo la contestazione, le formule promozionali potevano essere interpretate come la promessa di un intervento sul posto in meno di un minuto; una nota attribuiva invece quel tempo alla verifica nella centrale.

Tra le espressioni finite al centro della polemica figuravano “intervento h24 in 60 secondi” e “il team interviene entro 60 secondi”. In fondo alle pagine, una precisazione descriveva quel tempo come la media necessaria per verificare un segnale prioritario. Il contrasto riguarda la comunicazione: il messaggio principale richiama una risposta fisica rapida, mentre la specifica tecnica parla di un controllo da remoto.

Il provvedimento riguarda le pratiche pubblicitarie contestate e la chiarezza con cui venivano presentate le prestazioni. Per confrontare le offerte, conviene chiedere quale attività avvenga entro il tempo dichiarato e quali fasi seguano una decisione operativa.

Verifica, forze dell’ordine e intervento sul posto

La verifica serve a stabilire se un segnale corrisponde a un’emergenza. Le procedure descritte da Verisure prevedono l’analisi di immagini e audio e il contatto con il cliente. Se la minaccia viene confermata, la centrale attiva i servizi appropriati. L’azienda afferma che la centrale è presidiata da Guardie Particolari Giurate e che può inviare guardie territoriali o contattare i servizi di emergenza.

Per l’avviso alle Forze dell’Ordine, la comunicazione aziendale richiama il decreto ministeriale 269 del 2010: il contatto avviene in caso di allarme reale verificato dalla centrale. La segnalazione viene quindi valutata secondo il protocollo previsto prima dell’attivazione delle procedure.

Questa sequenza aiuta a leggere le testimonianze dei clienti. Un utente ha riferito che, durante un episodio, la Guardia Giurata sarebbe arrivata dopo i carabinieri. Il racconto mostra quanto facilmente la parola “intervento” venga associata alla presenza di una persona sul posto. Nella comunicazione commerciale e nel contratto dovrebbe essere chiaro quando si parla di verifica e quando di arrivo sul luogo dell’allarme.

Le lamentele su riparazioni e intrusioni

Le segnalazioni raccolte da Altroconsumo e dalla stampa riportano anche problemi relativi all’assistenza. In alcuni casi, le riparazioni sarebbero state programmate dopo cinque o otto giorni dalla richiesta. Per chi dipende dall’impianto, i tempi di ripristino contano: un dispositivo guasto o una funzione compromessa richiedono indicazioni comprensibili su come e quando il servizio verrà ripristinato.

Un altro reclamo descrive un’intrusione avvenuta mentre l’allarme risultava apparentemente funzionante. La segnalazione riferisce che, nonostante il sistema fosse attivo, si è verificato un ingresso indesiderato. Un impianto rileva gli eventi in base alla configurazione installata; ricevuti i segnali, la centrale avvia le verifiche e le procedure previste.

Nei reclami pubblicati compaiono anche contestazioni commerciali sul rapporto tra apparato e abbonamento. Un cliente ha dichiarato di aver creduto di acquistare l’impianto e ha chiesto il rimborso delle spese. Un altro ha riferito di aver pagato oltre 1.100 euro per l’apparecchiatura e di aver ricevuto, dopo la disdetta del servizio, richieste per il ritiro dell’impianto. Per chi sottoscrive un contratto, diventano quindi rilevanti la formula di pagamento, la proprietà dei dispositivi e le conseguenze del recesso.

Che cosa risponde Verisure

Verisure descrive la propria centrale come un presidio operativo 24 ore su 24. Il personale analizza i segnali e può coordinare l’attivazione dei servizi di vigilanza o di emergenza. L’azienda sostiene che il controllo audio-video consente di distinguere gli scatti ingiustificati dalle situazioni reali. Nelle informazioni aziendali, il 99,8% degli scatti non giustificati viene indicato come scartato senza interventi esterni.

Verisure precisa inoltre che le recensioni su Trustpilot sono lasciate volontariamente dagli utenti. La piattaforma applica procedure proprie per verificarne l’autenticità e, quando possibile, chiede elementi a conferma dell’esperienza. Le recensioni riportano valutazioni personali e possono offrire indicazioni sui temi segnalati dai clienti.

Sui “60 secondi”, la posizione dell’azienda è circoscritta: si tratta del tempo medio entro cui la centrale riceve e verifica segnalazioni di massima priorità. È questa la prestazione descritta dalla formula, da leggere insieme alle contestazioni dell’Antitrust e alle altre fasi della gestione dell’allarme.

Verisure propone un sistema in abbonamento e, per alcune iniziative e configurazioni, indica l’impianto in comodato gratuito. Le condizioni commerciali riportate dall’azienda prevedono, in determinati casi, la possibilità di riscattare l’allarme a 120 euro dopo dodici mesi dalla sottoscrizione. È indicato anche un corrispettivo di 300 euro per il recesso anticipato entro i primi dodici mesi; trascorso quel periodo, il recesso è descritto come senza costo, con un preavviso di trenta giorni. Le condizioni cambiano in base all’offerta e alla configurazione: fa fede il contratto sottoscritto.

Prima di accettare o rinnovare un canone, è utile chiedere che alcuni aspetti siano messi per iscritto:

  • Il significato dei tempi: se il termine promesso riguarda la ricezione del segnale, la verifica, la chiamata al cliente oppure l’arrivo di una guardia.
  • Le condizioni d’intervento: in quali casi viene avvisata una Guardia Giurata, quali servizi vengono attivati e come sono gestiti gli allarmi verificati.
  • Manutenzione e riparazioni: come aprire una richiesta, quali sono i tempi previsti per la presa in carico e il ripristino, quali costi possono esserci e come viene gestita la disponibilità temporanea del sistema.
  • Proprietà e recesso: se l’apparato viene acquistato o concesso in comodato, che cosa accade ai dispositivi alla fine dell’abbonamento e quali somme sono dovute.
Per valutare il costo complessivo conta ciò che il canone include, insieme alla durata degli impegni e al trattamento dell’impianto quando il servizio termina. Secondo la procedura descritta dall’azienda, il preventivo personalizzato arriva dopo uno studio delle caratteristiche dell’immobile. La richiesta online avvia il contatto e non costituisce un’offerta economica definitiva.


Chiara Compagnucci

Nata a Roma nel Giugno del 1978, effettua gli studi di ragioniere e si appassiona al tennis. Amante del mondo delle quattro ruote e delel due ruote, è sempre curiosa su tutte le novità delle case automobilistiche e sulle nuove auto in uscita. Scrive da anni per diversi blog ed ora si dedica a tempo pieno su questo sito web trattando in particolar modo tematiche sul mondo delle auto e sugli argomen...