BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Fiat:produzione in Serbia non in Italia dopo lo spin off.Colpa dei sindacati.Intervista a Marchionne

'Se ci fosse stata serietà da parte del sindacato,la L0 l'avremmo prodotta a Mirafiori': così l'ad Fiat



All’indomani del via libera per la scissione del gruppo Fiat in due società, una per la produzione di auto e l’altra per la produzione di veicoli commerciali e macchine agricole, si torna a parlare delle novità che si registreranno in casa Fiat, a partire dalla produzione stabilita in Serbia del modello della monovolume L0 che non sarà prodotta a Mirafiori a partire dal 2012, ma nello stabilimento serbo di Kragujevac.

Ad annunciarlo è stato l’ad Marchionne a Detroit, parlando dopo il consiglio di amministrazione. Il modello L0, erede della Multipla, è previsto in due versioni: short a cinque posti, long a sette, ma dalle parole di Marchionne non si capisce se l’intera gamma sarà prodotta in Serbia o se le versioni saranno sdoppiate.

Fino a fine 2011 a Mirafiori saranno costruite Mi.To, Musa, Idea, mentre la produzione della Punto proseguirà fino a quando il mercato ne farà richiesta. Sergio Marchionne assicura: “Se non ci fosse stato il problema Somigliano, la L0 l'avremmo prodotta in Italia”.

Alla domanda sui futuri progetti di Mirafiori, risponde: “A Mirafiori faremo altro, ci stiamo pensando”. Il trasferimento di alcune produzioni in altri stabilimenti, tra cui quello serbo, è dovuto anche, secondo quanto spiega lo stesso ad Fiat, ai sindacati “Se ci fosse stata serietà da parte del sindacato, il riconoscimento dell'importanza del progetto, del lavoro che stiamo facendo e degli obiettivi da raggiungere con la certezza che abbiamo in Serbia, la L0 l'avremmo prodotta a Mirafiori.

Fiat non può assumersi rischi non necessari in merito ai suoi progetti sugli impianti italiani: dobbiamo essere in grado di produrre macchine senza incorrere in interruzioni dell'attività.

A Pomigliano abbiamo deciso di andare avanti e lo faremo con i sindacati che hanno scelto di condividere la responsabilità di fare in modo che la fabbrica sia governabile. Pomigliano è un work in progress, abbiamo scelto di investire 700 milioni e se non funzionerà abbiamo altre alternative non in Italia”.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marcello Tansini
pubblicato il