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Rivalutazione valori catastali sui prezzi di mercato per calcolare IMU-ICI corretta

La nuova riforma del catasto: cosa prevede



La reintroduzione dell’Ici, che si chiamerà Imu, che colpirà proprietari di prime case ma sarà una vera e propria stangata per i proprietari di seconde e terze case, sarà accompagnata, come da poco annunciato ufficialmente, da una riforma del catasto, pensata per aggiornare le rendite al valore di mercato degli immobili, oggi superiore di quasi quattro volte, e riequilibrare gli estimi delle grandi città sperequati tra centro e periferia.

La novità principale sarà costituita dalla sparizione dei vani, delle classi e delle categorie, sostituiti dai metri quadri e del peso maggiore attribuito alla posizione dell'immobile rispetto alla sua età. Tutti dovranno, dunque, pagare per ciò che possiedono.

Il governo assicura che si tratterà di una riforma a ‘costo zero’ che non avrà alcun impatto sui cittadini.

La nuova riforma sarà applicata in base a cinque i criteri che sono la costituzione di un sistema catastale che contempli assieme alla rendita, cioè il reddito medio al netto delle spese di manutenzione e gestione del bene, il valore patrimoniale del bene per assicurare una base imponibile adeguata da utilizzare per le diverse tipologie di tassazione; la rideterminazione della classificazione dei beni immobiliari; il superamento del sistema vigente per categorie e classi in relazione agli immobili ordinari, attraverso un sistema di funzioni statistiche che correlino il valore del bene o il reddito dello stesso alla localizzazione e alle caratteristiche edilizie; il superamento, per abitazioni e uffici, del vano come unità di misura della consistenza a fini fiscali, sostituendolo con la superficie espressa in metri quadrati; e la riqualificazione dei metodi di stima diretta per gli immobili speciali.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il