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Esodati facciamo il punto tra decreti Fornero, istruzioni Inps, coperture reali e numeri incerti

Firmato decreto per tutelare altri 10mila esodati ma numeri ancora incerti. La situazione oggi



Qualche giorno fa il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ha firmato il terzo decreto che riguarda gli ultimi 10 mila esodati da tutelare. Il terzo decreto, relativo all'ampliamento operato con la manovra di stabilità, doveva essere adottato entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge stessa, cioè entro 60 giorni dal primo gennaio 2013.

Ma ancora una volta il governo ha fatto ritardo. L'ultima platea di 10.130 persone è costituita da lavoratori che in passato hanno firmato un  accordo con la propria azienda per mettersi in mobilità e che rischiavano di rimanere senza un impiego e senza il diritto alla  pensione, per effetto delle nuove norme previdenziali, che hanno allungato l'età del pensionamento.

I 10mila lavoratori tutelati dalla Fornero sono quelli già salvaguardati con l'approvazione dell' ultima Legge di Stabilità. Il provvedimento firmato dal ministro è infatti  solo un decreto attuativo, che fissa nel dettaglio i criteri per accedere alle salvaguardie.

Potranno così andare in pensione con le vecchie regole tutti quei dipendenti che hanno firmato un accordo per mettersi in mobilità entro il 31 dicembre del 2011, anche se hanno continuato a lavorare fino al 30 settembre del 2012; i lavoratori  che hanno siglato  un'intesa a livello territoriale, senza la regia o il beneplacito del  governo di Roma; e gli ex lavoratori che, sempre entro il 31 dicembre del 2011, avevano ricevuto l'autorizzazione al versamento volontario dei contributi necessari a  maturare la pensione.

Il requisito richiesto è che tutti i salvaguardati maturino il diritto al pensionamento prima della fine del periodo di mobilità e, in ogni caso, non oltre il 31 dicembre 2014.

Ma il terzo decreto sugli esodati è l’ultimo di una lunga serie di iniziative volte a tutelare questa categoria di lavoratori che rischiano di rimanere senza lavoro e senza pensione.

La prima forma di tutela arrivata per loro è arrivata con il decreto Salva-Italia che mirava a salvaguardare una prima platea di 65mila, composte nell’ordine da 25.590 lavoratori in mobilità che hanno cessato l’attività lavorativa al 4 dicembre con perfezionamento dei requisiti entro il periodo di fruizione dell’indennità di mobilità; 10.250 autorizzati al versamento volontario dei contributi con decorrenza della pensione entro il 2013 che non abbiano ripreso l’attività lavorativa e abbiano almeno un contributo accreditato o accreditabile; 3.460 lavoratori in mobilità lunga con cessazione dell’attività lavorativa al 4 dicembre 2011; 17.710 titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà al 4 dicembre 2011, oppure il cui accesso al fondo sia autorizzato dall’Inps o previsto da accordi collettivi; 6.890 esodati con rapporto risolto al 31 dicembre 2011 che non abbiano ripreso a lavorare e maturino la decorrenza entro il 2013; 950 lavoratori esonerati al 4 dicembre 2011; 150 lavoratori in congedo per assistere figli disabili.

A questi lavoratori l’Inps ha già inviato, e sta ancora inviando, le lettere che contengono le disposizioni per andare in pensione con le vecchie regole, quelle antecedenti l’entrata in vigore della riforma Fornero.

A loro segue una platea di altri 55mila lavoratori, quelli individuati da un decreto della Spending Review. Di questa platea fanno parte 40mila appartenenti ala categoria che si è giovata delle misure di welfare, più altri 7400 prosecutori volontari e 1600 presi in consegna dai fondi solidali.

Anche in questo caso, come per i primi 65mila, sarà l’Inps a monitorare, sulla base della data di cessazione del rapporto di lavoro, le domande di pensionamento presentate da questi lavoratori, che intendono avvalersi dei requisiti di accesso alla pensione secondo i requisiti ante riforma Fornero.

Con i tre provvedimenti sono stati così tutelati 130 lavoratori esodati che rischiavano di rimanere in un limbo senza fine. Ma sembra che questo ‘senza fine’ effettivamente esista, perché, come molti sindacati sostengono, la Cgil in prima fila, ci sarebbero ancora migliaia di lavoratori per cui sarebbero necessarie tutele.

La stessa Cgil ne stima 300mila. E sono lavoratori che in seguito all’entrata in vigore della riforma Fornero sulle pensioni si ritrovano nella stessa condizione dei primi esodati salvaguardati. Cosa fare, dunque, anche per loro e porre definitivamente fine a questa questione tanto ingarbugliata?

 
Autore:

Marianna Quatraro

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il