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Esodati: soluzioni entro agosto per pensione. Cosa potrebbe succedere? Le novità possibili

Ancora aperta la questione esodati: quali le soluzioni tra numeri da definire e proposte?



La questione esodati, persone che si sono ritrovate, a causa dell’entrata in vigore della legge sulle pensioni firmata dall’ex ministro Fornero, fuori dal mondo del lavoro e senza poter accedere ad una pensione, resta per il governo la priorità da risolvere. Lo stesso permier Enrico Letta, infatti, ha più volte ribadito che si tratta di ‘un’urgenza sociale’ per il nostro Paese, che deve trovare immediata soluzione definitiva, che potrebbe arrivare per il prossimo settembre.

Nel limbo di coloro che rischiano di rimanere senza lavoro e senza pensione, ci sarebbero circa 200mila persone, il che si traduce nella necessità di recuperare una ‘montagna’ di risorse per non escludere nessuno dalla salvaguardia, considerando che si tratta di lavoratori che attendono da mesi di sapere quale sarà il loro futuro.

Per risolvere la questione esodati, allo studio ci sono diverse possibilità come rendere flessibile l’età pensionabile per far rientrare la maggior parte degli esodati nei requisiti minimi indispensabili per poter andare in pensione o procedere con un nuovo decreto di salvaguardia, che seguirebbe i tre già varati dal precedente governo Monti, che ha tutelato 130mila persone.

Anche se di queste effettivamente solo una minima parte della prima tranche dei 65mila, ha ricevuto finora effettivamente la pensione. E’, dunque, prioritario reperire fondi per le coperture necessarie, ma al momento il governo studia come ‘investire’ i soldi disponibili sull’eliminazione dell’Imu per le prime case e per scongiurare l’aumento dell’Iva ad ottobre.

I fondi da reperire servono per dare la pensione non solo agli 11mila esodati, cifra resa noto proprio qualche giorno fa dall’Inps, ma a tutti i 130mila già salvaguardati; per allargare la platea dei tutelati alle altre 200mila persone ora ‘in mezzo alla strada’; e per pensare ad eventuali sussidi da destinare a chi ancora aspetta la pensione. E sono ancora tanti.

Secondo l’Inps, infatti, in tutto finora dei 130.130 lavoratori, circa 11.384 sono andati in pensione con le vecchie norme. Questi 11.384 sono coloro che hanno maturato i requisiti per andare in pensione, una prima tranche di quei 65mila lavoratori salvaguardati con il decreto del 2011.

Ma i problemi non finiscono qui, perché, per esempio, nel primo decreto riguardante 65mila persone, oltre 3mila accessi non sono stati assegnati, numeri che, se confermata anche dai due successivi decreti, potrebbe lasciare in dote risorse da reinvestire per tutelare nuovi casi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il