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Banca a rischio e sicure 2016 tra Unicredit, Ubi, Bnl, Monte dei Paschi, Banca Intesa Banco Popolare, Bpm, Bper, Carige

C'è attenzione sulle banche a rischio anche alla luce delle nuove regole sul salvataggio. A quanto ammontano i crediti deteriorati?




Nelle scorse settimane la Banca centrale europea ha inviato una richiesta di informazioni sui crediti deteriorati ad alcune banche a rischio 2016 dei paesi dell'Eurozona. Una mossa che ha provocato forti vendite sui titoli delle banche italiane, sei delle quali sono interessate all'esercizio dei supervisori di Francoforte. Si tratta di Unicredit, Banco Popolare, Carige, Banca Popolare Milano, Monte dei Paschi, Banca Popolare Emilia Romagna. Secondo diverse fonti, non si tratta tuttavia di una richiesta concentrata sulle banche più esposte ai crediti deteriorati, né su singoli Paesi, ma che punta a mettere a confronto tra l'altro esperienze di banche simili in Paesi diversi. Fino a che punto sono a rischio ovvero sono al sicuro?

Di certo si tratta di grandi istituti per cui il percorso che porta al fallimento è più lungo e tortuoso. La Banca centrale europea da poco più di un anno ha la responsabilità diretta di vigilanza sulla 130 banche più importanti dell'Eurozona e indiretta sulle altre. Nel 2016 il focus più importante sarà proprio sulla gestione dei non performing loans ovvero i crediti deteriorati iscritti a bilancio. È stata costituita una task force per analizzare le gestioni più rappresentative e le migliori prassi. Dopo quest'analisi la Banca centrale europea proporrà raccomandazioni alle banche che potrebbero anche riguardare la costituzione di bad bank.

Ma cosa sono i crediti deteriorati? Sono quelli che le banche hanno concesso a famiglie e imprese e che non sono stati più rimborsati. La causa principale dell'aumento di questi crediti andati a male è la lunga recessione che ha colpito l'Italia, che ha messo in crisi proprio le famiglie e le aziende. I crediti deteriorati si dividono in varie categorie, a seconda del loro grado di deterioramento: quelli in sofferenza sono i più problematici, i più difficili da recuperare. Incagli, scaduti e ristrutturati sono invece i crediti meno deteriorati.

Volendo entrare nel dettaglio delle principali banche italiane, quelli di Unicredit ammontano a 39.583 milioni di euro al netto degli accantonamenti, quelli di Banco Popolare a 39.583 milioni di euro, quelli di Banca Popolare Milano a 3.715 milioni di euro, quelli di Monte dei Paschi a 24.387 milioni di euro, quelli di Banca Popolare Emilia Romagna a 6.591 milioni di euro, quelli di Banca Popolare di Sondrio a 2.216 milioni di euro, quelli di Banco Popolare a 14.245 milioni di euro, quelli di Intesa Sanpaolo a 34.176 milioni di euro, quelli di UBI Banca a 9.872 milioni di euro. In totale sono dunque in ballo 134.785 milioni di euro di crediti deteriorati.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il