Assegno bancario normale o circolare si può incassare in caso di morte intestatario o no

Semplicità d'uso, tempi rapidi di emissione e pagamento, limitazione dell'uso dei contanti ed elevata sicurezza per gli assegni, ma cosa succede in caso di morte?

Assegno bancario normale o circolare si

Si può incassare assegno in caso di morte intestatario?

La situazione che può verificarsi è duplice: la morte di chi emette l'assegno oppure del beneficiario. Nel primo caso se l'assegno è stato emesso prima del decesso del traente, il prenditore ha diritto a incassare la somma. Ma se muore il beneficiario l'istituto di credito blocca la procedura a meno che sia avviato l'iter di successione agli eredi che si articola in tre passaggi.

L'assegno è un titolo di credito che funziona da strumento di pagamento e sostituisce i contanti. La sua caratteristica principale è la tracciabilità e la chiarezza dei rapporti perché accanto a un creditore c'è sempre un debitore ovvero c'è chi lo riceve e c'è chi lo emette.

A differenza di altri strumenti mostra una buona solvibilità, anche tendendo conto dei tempi certo cui riscuoterli, di 7 o di 15 giorni se viene rispettivamente riscosso nella città in cui è stato emesso o in una banca localizzata in un comune differente.

E siccome al momento dell'acquisto di un assegno bancario occorre pagare l'importo e l'eventuale commissione di emissione, si tratta di uno strumento di transazione economica coperto che fruisce di un alto tasso di accettazione.

Insomma, semplicità d'uso, doppia possibilità di assegno "normale" o circolare, tempi rapidi di emissione e pagamento, limitazione dell'uso dei contanti ed elevata sicurezza per via della possibilità di introdurre clausole. Insomma, ci sono numerosi punti a favore dell'assegno, ma cosa accade nel caso di morte? Più precisamente

  • Si può incassare assegno in caso di morte intestatario
  • La gestione dell'assegno con la successione

Si può incassare assegno in caso di morte intestatario

L'assegno è un titolo di credito che contiene un ordine a un istituto di credito di pagare al beneficiario, dietro presentazione di un documento d'identità e dunque dopo il riconoscimento, di una somma in denaro dall'importo variabile da poche decine di euro fino ad arrivare a cifre ben più superiori.

Il beneficiario può riscuotere l'assegno sin dal giorno stesso dell'emissione ma non può custodirlo per sempre perché deve farlo valere entro 7 o 15 giorni sulla base della località di riscossione tra la città in cui è stata emessa o una banca in un comune differente ovvero se sia su piazza o fuori piazza. In entrambi i casi, per fruire dei diritti previsti, l'assegno deve essere presentato alla banca emittente rispettando queste scadenze.

A tal proposito è utile distinguere le tre figure che ruotano attorno alla gestione dell'assegno: il traente ovvero la persona che emette l'assegno, il beneficiario o prenditore ovvero colui che riceve l'assegno per incassarlo, il trattario ovvero la banca autorizzata a prelevare dal conto corrente del traente la somma da corrispondere al beneficiario che si è recato allo sportello dell'istituto di credito con l'assegno in mano.

La situazione che può verificarsi è duplice: la morte di chi ha emesso l'assegno oppure del beneficiario. Nel primo caso ci sono pochi dubbi di interpretazione perché se l'assegno è stato emesso prima del decesso del traente, il prenditore ha diritto a incassare la somma.

La sola condizione espressamente richiesta è l'indicazione sulla facciata anteriore dell'assegno bancario normale o circolare della di una data precedente a quella del morte di chi l'ha staccato.

Lo prevedono espressamente le norme in vigore, peraltro datate, secondo cui la morte del traente e la sua incapacità sopravvenuta dopo l'emissione lasciano inalterati gli effetti dell'assegno bancario. Il secondo caso è evidentemente più complesso perché se muore il beneficiario chi riscuote l'assegno?

L'istituto di credito blocca infatti la procedura a meno che sia avviato l'iter di successione agli eredi. In pratica occorre presentare la dichiarazione di successione all'Agenzia delle entrate, comunicarlo alla banca per lo sblocco del conto corrente, l'accettazione dell'eredità da parte degli eredi designati davanti a un pubblico ufficiale. Il caso più tipico è quello del notaio.

La gestione dell'assegno con la successione

L'aspetto a cui prestare attenzione è quindi il comportamento della banca con il decesso della persona intestataria dei servizi ovvero di un proprio cliente.

La normativa in vigore prevede infatti il blocco dell'operatività dei rapporti bancari. Non solo gli assegni, ma anche conti correnti, depositi titoli, cassette di sicurezza e quindi ogni altro rapporto. Gli strumenti di spesa non possono venire utilizzati e vanno di regola restituiti alla banca.

Tutte le deleghe decadono con la morte del titolare. Ecco quindi che spetta formalmente agli eredi aprire la pratica di successione.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
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