La mala gestio di un amministratore di condominio indica una cattiva gestione e amministrazione del proprio incarico, tale da causare un danno economico al condominio.
Cos'è la mala gestio di un amministratore di condominio? La mala gestio di un amministratore di condominio indica una cattiva gestione del ruolo, tale da causare un danno economico al condominio.
I compiti di un amministratore, così come i requisiti necessari per svolgere l’incarico, sono, infatti, definiti da norme specifiche del nuovo Codice del Condomino del Codice Civile, e la sua nomina è obbligatoria quando nell’edificio i condomini sono più di otto.
L’incarico di amministratore dura generalmente un anno e si intende rinnovato di anno in anno, ma l’assemblea ha la possibilità di rinnovare come anche revocare l’incarico prima della naturale scadenza.
Gli amministratori di condominio devono rispettare specifici doveri e responsabilità imposte dalla loro professione.
E si tratta di veri e propri obblighi che non devono essere trasgrediti.
Le competenze che un amministratore deve avere sono decisamente differenti, da conoscenze in ambito fiscale, alla contabilità per la rendicontazione annuale, dalla legge per eventuali casi che hanno a che fare con il diritto civile o immobiliare, all’urbanistica, perché è importante che il gestore di un condominio conosca i regolamenti edilizi, le norme per sicurezza degli edifici, per le barriere architettoniche, ecc, considerando che costituiscono materia del suo incarico.
Chiarito, dunque, che un amministratore può e deve lavorare in un determinato modo stabilito proprio dalla legge, i casi in cui si può configurare la mala gestio sono soprattutto i seguenti:
Nel caso in cui si configura la mala gestione di un amministratore, i condòmini possono agire in diversi modi.
Possono innanzitutto chiedere la revoca dell’incarico, tramite l'assemblea condominiale che può farlo in qualsiasi momento con una maggioranza degli intervenuti che devono rappresentare almeno i 500 millesimi del valore dell’edificio o, in alternativa, secondo le modalità stabilite dal regolamento di condominio.
E’ anche possibile richiedere un risarcimento dei danni, se i condomini stessi riescono a dimostrare il danno subito e il nesso tra quel danno e il comportamento scorretto dell’amministratore.
Se, infatti, la mala gestio dipende dall’inadempimento dell’amministratore, il condominio ha diritto, per legge, al risarcimento dei danni causati dall’amministratore, ma, al tempo stesso, l’amministratore potrebbe anche perdere il diritto al compenso.
Precisiamo comunque che, pur in presenza di una giusta causa, la revoca dell’amministratore non è mai automatica: spetta sempre all’assemblea condominiale decidere.
Nei casi più gravi, come per esempio l’appropriazione indebita di somme di denaro, è possibile avviare addirittura un procedimento penale nei confronti dell’amministratore.