Come funziona banco dei pegni. Cosa si può dare, fino a quando e come si può riscattare

Chi e come può richiedere prestiti presso banco dei pegni senza garanzie patrimoniali e reddituali: cosa c’è da sapere e chiarimenti

Come funziona banco dei pegni. Cosa si può dare, fino a quando e come si può riscattare

Quali beni si possono impegnare al banco dei pegni?

Il banco dei pegni per avere un prestito immediato ma di importo non troppo elevato permette di impegnare beni mobili, come gioielli, orologi di valore, quadri, pellicce, ma anche titoli di credito e simili.

Avere un prestito di importo contenuto rapidamente e senza necessità di richieste, documenti e tempi previsti per avere un classico prestito bancario: questo è ciò che permette di avere il cosiddetto banco dei pegni, sistema di accesso a prestiti in denaro oggi tornato particolarmente in uso. Vediamo come funziona il banco dei pegni.
Come funziona il banco dei pegni e cosa si può fare

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  • Come riscattare bene banco dei pegni

Come funziona il banco dei pegni e cosa si può fare

Il banco dei pegni, come accennato, rappresenta una strada rapida e diretta per accedere ad un prestito di soldi altrimenti difficile da avere, ma di importo non elevato. Per averlo bisogna presentarsi presso la sede di un banco dei pegni, portare un bene mobile, come gioielli o orologi di valore, o, ancora, tv, quadri, pellicce, tappeti di valore e qualsiasi altro bene di tal genere che si possa facilmente vedere, o presentare, o anche un titolo di credito e impegnarlo per avere in cambio una somma di denaro che viene calcolata in base al pegno che si presenta.

Bisogna poi presentare un documento in corso di validità e codice fiscale ed essere maggiorenni. Non sono, invece, richieste informazioni né documenti su patrimoni o redditi. Il prestito viene concesso per impegno del bene presentato e se non si restituisce il depositario trattiene il bene come rimborso, considerando che i soldi prestati a chi e fa richiesta rappresentano il valore dello stesso bene impegnato che costituisce così un adeguato rimborso in caso di mancata restituzione dei soldi.

Il depositario conserva il pegno come garanzia e non venderlo e alla fine del periodo stabilito lo restituisce alla persona che lo aveva impegnato una volta estinto il debito del relativo prestito. Se il debitore non restituisce i soldi ricevuti in prestito entro i termini stabiliti, il bene lasciato in pegno può:

  • o essere venduto all’asta;
  • o divenire proprietà al creditore.

Il ricorso al banco dei pegni per avere un prestito immediato permette di ottenere, stando a quanto stabilito dalle norme in vigore, fino a 4/5 del valore di stima dell’oggetto lasciato in pegno per importi compresi tra un minimo di 50 euro e un massimo di 50 mila euro e garantisce:

  • riservatezza e protezione dei dati personali forniti;
  • valutazione del proprio bene da parte di un esperto;
  • custodia del bene.

Banco dei pegni fino a quando dura

La durata della validità di impegno di un bene mobile per ottenere un prestito, che tra l’altro si ottiene i tempi velocissimi, ha una durata prestabilita. Quando, infatti, si ricevono soldi rivolgendosi al banco dei pegni, devono essere restituiti entro un periodo massimo di sei mesi.

Se si ha necessità di più tempo, prima della scadenza dei sei mesi, il pegno deve essere rinnovato, pagando relativi interessi e spese di gestione. Se, invece, il pegno non viene rinnovato ma il pagamento dovuto non si estingue nei sei mesi previsti, dopo un ulteriore periodo di tempo concesso che è generalmente di 30 giorni, allora viene venduto all’asta.

Come riscattare bene banco dei pegni

Una volta impegnato un bene per avere un prestito, riscattarlo è molto semplice: il depositario, infatti, conserva in tutta sicurezza il pegno fino a quando il debitore non rimborsa per intero il suo prestito nei termini previsti.

Se il rimborso avviene completamente e senza alcun problema, al termine del periodo di fissato il debitore riscatta il suo bene semplicemente riprendendolo dal depositario che ha concesso il credito. Basta, quindi, estinguere il proprio debito per riscattare il proprio bene.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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