Come revocare una donazione. Quando si può fare e motivi

Quando e come è possibile revocare una donazione: motivi previsti e tempi da rispettare. Informazioni e chiarimenti

Come revocare una donazione. Quando si può fare e motivi

E’ possibile revocare una donazione?

Solitamente la donazione è un atto irreversibile e si può revocare solo ed esclusivamente nei casi di ingratitudine e di sopravvivenza dei figli ed esclusivamente entro determinati limiti di tempo altrimenti non è più possibile tornare indietro.

 

La donazione con cui un donante dona, appunto, di sua spontanea volontà un bene ad un figlio o altro familiare, solitamente è un atto da cui non si può tornare indietro a meno che non si verifichino due casi eccezionali, ingratitudine da parte di chi ha ricevuto la donazione e sopravvivenza del figlio. Vediamo come e quando la donazione si può revocare.

Come si fa la revoca della donazione

Per revocare una donazione, chi dona deve rivolgersi al giudice: se il parere del giudice è positivo e la domanda viene accolta, chi ha ricevuto la donazione deve restituire quanto avuto ed eventuali frutti calcolati dal giorno della domanda di revoca.

Se la donazione ha interessato alcuni beni che non sono più in possesso di chi ha ricevuto la donazione, quest’ultimo ha l’obbligo di restituire il corrispettivo valore in denaro del bene donato ed eventuali frutti, sempre calcolati partire dal giorno in cui è stata presentata la domanda di revoca della donazione.

Per la revoca di una donazione è necessario che un notaio rediga un atto pubblico e bisogna pagare tasse, imposte e onorario del notaio previsto. I costi di revoca di una donazione variano a seconda dell’immobile o altro bene oggetto della donazione: per esempio, per la donazione di un immobile del valore di 300mila euro, i costi di revoca della donazione sono di circa 3mila euro.

Quando si può fare revoca della donazione

Come a inizio pezzo accennato, esistono solo due casi che permettono di fare dietrofront sulla donazione, che sia di soldi, di un immobile, o di altro un bene o un servizio e sono ingratitudine e sopravvenienza di figli.

Il primo caso si verifica quando, secondo il Codice Civile, chi ha ricevuto la donazione è considerato ingrato nei confronti del donante e compie atti molto gravi nei confronti dello stesso donante, per esempio ha calunniato pesantemente il donante, o ha tentato di uccidere il donante o il coniuge, o un discendente, o ha arrecato danno al suo patrimonio.

Il secondo caso, di revoca della donazione per sopravvenienza di figli, secondo quanto stabilito dalla legge, si verifica quando al momento della donazione il donante non aveva o non sapeva di avere figli per cui una volta avvenuto il riconoscimento, la donazione viene revocata in favore di altre persone e fatta eventualmente nei confronti dei figli.

Revoca della donazione: tempi da rispettare

La revoca della donazione, oltre ad essere possibile solo nei casi sopracitati e cioè per ingratitudine o sopravvivenza dei figli, vale solo se fatta entro determinati limiti di tempo.

In particolare, nel caso di revoca della donazione per ingratitudine, il tempo per presentare la domanda è un anno dal giorno in cui il donante ha saputo dell’eventuale evento che ha dimostrato l’ingratitudine di chi ha ricevuto la donazione; mentre nel caso di revoca della donazione per sopravvenienza di figli, la domanda deve essere presentata entro cinque anni dal giorno della nascita dell’ultimo figlio o della scoperta dell’esistenza del figlio.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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