Come si calcola rendimento di un'obbligazione. Esempi concreti

Norme alla mano, una società può emettere questo tipo di titoli fino all'ammontare del capitale versato ed esistente al momento dell'emissione. Con quali rendimenti?

Come si calcola rendimento di un'obbliga

Rendimento di un'obbligazione, come si calcola?

Sono due gli elementi fondamentale da conoscere per sapere come si calcola rendimento di un'obbligazione. Il primo è il prezzo di acquisto del titolo, il secondo è il valore della cedola annuale. A quel punto è sufficiente applicare una semplice formula. Il rendimento è il risultato del rapporto tra cedola annuale e prezzo di acquisto del titolo, moltiplicato per 100.

Ci sono le obbligazioni tra le soluzioni di investimento considerate più interessanti anche in Italia. Lo sono perché in grado di assicurare un rendimento mediamente maggiore rispetto ad altre opzioni, a fronte di un maggiore rischio assunto, Ma come si calcola rendimento di un'obbligazione? Qual è la formula da utilizzare per sapere la cifra finale che l'investitore incasserà?

Le obbligazioni sono titoli di credito ovvero una quota di debito contratto dall'ente di emissione, ad esempio una società. Come lascia intendere la definizione, il titolo obbliga l'emittente a effettuare dei pagamenti secondo una scadenza ben precisa.

Sono quindi 4 le caratteristiche principali di questo strumento: sono nominativi o al portatore, non assegnano al titolare diritti amministrativi ma solo economici, l'obbligazionista ha la sicurezza dell'ammontare dei flussi generati, i titoli hanno una scadenza massima predefinita.

  • Rendimento di un'obbligazione, come si calcola
  • Quali sono i limiti all'emissione di obbligazioni

Rendimento di un'obbligazione, come si calcola

Sono due gli elementi fondamentale da conoscere per sapere come si calcola il rendimento di un'obbligazione. Il primo è il prezzo di acquisto del titolo, il secondo è il valore della cedola annuale.

A quel punto è sufficiente applicare una semplice formula. Il rendimento è il risultato del rapporto tra cedola annuale e prezzo di acquisto del titolo, moltiplicato per 100. In realtà andrebbe conteggiate anche commissioni e imposte variabili prima della determinazione del rendimento netto.

La cedola è l'interesse che il sottoscrittore dell'obbligazione incassa per tutto il tempo in cui la conserva in portafoglio. Può essere trimestrale, semestrale o annuale. In pratica si tratta del tasso di interesse nominale vero e proprio, da calcolare sul valore facciale dell'obbligazione.

Il prezzo di di acquisto è l'importo che l'investitore si impegna a versare al momento della sottoscrizione dell'obbligazione. Andando anche oltre per orientarci nel comparto delle obbligazioni, per il valore nominale si intende la quota parte del debito su cui sono calcolati gli interessi.

Provando invece a fare un esempio concreto (anche piuttosto elaborato), nel caso di una obbligazione comprata a 90 e rimborsato a scadenza a 100 e con cedola annua al 5%, la formula per il calcolo del rendimento è la seguente: 5% + [(100 – 90)/100 +1 ^ 10 * 100] ovvero 0,95% + 5% = 5,95% con ^ che rappresenta la radice decima.

Quali sono i limiti all'emissione di obbligazioni

C'è anche un altro aspetto a cui prestare attenzione e sono i limiti all'emissione di obbligazioni. Norme alla mano, una società può emettere questo tipo di titoli fino all'ammontare del capitale versato ed esistente al momento dell'emissione. Tuttavia ci sono 3 eccezioni.

La prima è riferita alla parte eccedente del prestito obbligazionario assistita da ipoteca sugli immobili per un valore fino a due terzi. Quindi in caso di garanzia dei titoli nominativi emessi dallo Stato. Dopodiché se esiste un'autorizzazione specifica per ragioni di pubblico interesse. La scelta di base è quindi tra

  • Obbligazioni ordinarie: rimborso del capitale a scadenza e cedola fissa che garantiscono un rendimento periodico sicuro
  • Obbligazioni indicizzate: rendimento o prezzo di rimborso ancorati a un indice che consentono di beneficiare di variazioni positive dei tassi ma non tutelano per le diminuzioni
  • Obbligazioni in valuta: rimborso del capitale a scadenza, cedola fissa o variabile, clausola di rimborso anticipato che consentono di beneficiare di evoluzioni dei tassi di cambio

Ma ci sono anche le obbligazioni convertibili che consentono al creditore di ricevere un numero predefinito di azioni anziché un rimborso in linea capitale così come le obbligazioni cum warrant che permettono al creditore di partecipare agli eventuali guadagni in conto capitale o di negoziare a parte il warrant dal titolo obbligazionario.

A completamente del panorama delle scelte di obbligazioni ricordiamo anche le obbligazioni dual currency, le obbligazioni drop lock, le obbligazioni reverse convertible, le obbligazioni a rata costante e durata variabile.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
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