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Come valutare correttamente il chilometraggio di un’auto usata

Valutare il chilometraggio di un’auto usata richiede attenzione a numerosi fattori: dal significato reale dei chilometri percorsi, alle verifiche sulla documentazione e sui possibili indizi di truffa, fino ai parametri di affidabilitŕ e manutenzione

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
e aggiornato con informazioni attualizzate il
Come valutare correttamente il chilometr

Acquistare un veicolo di seconda mano rappresenta per molti un'opportunità di risparmio e scelta vantaggiosa. Tuttavia, uno degli aspetti più discussi riguarda i chilometri percorsi dal veicolo. Il dato registrato sul tachimetro, infatti, può influenzare notevolmente il valore di un’auto usata e la prospettiva di affidabilità futura. Ma è davvero sufficiente considerare solo la cifra del contachilometri per compiere una scelta sensata? 
Valutare i chilometri consente di intuire il grado di usura complessiva e la potenziale durata residua, pur senza mai dimenticare che altri fattori come manutenzione, utilizzo e cura incidono. In alcuni casi, una manutenzione scrupolosa può rendere appetibile anche veicoli con percorrenze superiori alla media. Questo aspetto emerge in tutte le corrette valutazioni di chi desidera compiere un acquisto sicuro e senza sorprese.

Cosa significa davvero il chilometraggio: interpretazione e fattori che lo influenzano

Il valore numerico segnato dal contachilometri è un importante indicatore per comprendere l’usura e la potenziale affidabilità di una vettura, ma la sua interpretazione richiede attenzione e contestualizzazione. Innanzitutto, il chilometraggio va sempre rapportato all’età dell’auto: una media considerata normale si attesta attorno ai 15.000 km annui. Un veicolo di sei anni con circa 90.000 km rientra perfettamente nella norma. 
Non esistono regole ferree e valide sempre per tutti i casi, poiché questa cifra deve essere ponderata considerando numerosi elementi:

  • Tipologia e destinazione d’uso del mezzo: citycar, SUV, veicoli aziendali o ex noleggio presentano aspettative e resistenze diverse.
  • Tipo di percorso abituale: lunghi tragitti autostradali implicano generalmente un logoramento inferiore rispetto all’uso urbano intenso, in cui si accentua l’usura su freni, frizione e trasmissione.
  • Stile di guida del precedente proprietario: guida sportiva o brusca può provocare più danni rispetto a una guida attenta e regolare.
  • Manutenzione ordinaria e straordinaria: veicoli con tagliandi regolari e sostituzione precisa dei componenti vitali risultano generalmente più affidabili, indipendentemente dai chilometri percorsi.
  • Condizioni generali degli interni ed esterni: segni di usura su pedaliera, volante, sedili e carrozzeria possono fornire indizi preziosi sulla veridicità e coerenza del chilometraggio dichiarato.

Il semplice dato dei chilometri deve essere esaminato insieme a questi aspetti per un giudizio corretto. Un esempio spesso citato riguarda le auto utilizzate per lavoro o provenienti da flotte aziendali: possono mostrare percorrenze elevate ma offrire maggiori garanzie, grazie alla manutenzione costante documentata. 
 

Quando il chilometraggio è troppo alto? Analisi per tipologia di veicolo e casi particolari

Stabilire se la soglia chilometrica di un’auto sia eccessiva dipende innanzitutto dalla tipologia di veicolo e dal suo impiego pregresso. In via orientativa,

  • Per citycar e utilitarie, tra 100.000 e 120.000 km si raggiunge una tappa rilevante per l’usura dei principali componenti. Oltrepassata questa soglia, occorre verificare con particolare attenzione la cura ricevuta e la presenza di interventi manutentivi importanti.
  • Nei SUV, berline medie e veicoli diesel da lavoro, chilometraggi superiori anche a 150.000 o 180.000 km possono risultare ancora accettabili, se lo storico di tagliandi e controlli è documentato e puntuale.
  • I veicoli ex noleggio e le flotte aziendali talvolta presentano più chilometri della media, ma sono spesso seguiti da manutenzioni certificate, che aumentano la credibilità del valore riportato.

Un chilometraggio apparentemente basso non implica sempre un affare: veicoli con pochi chilometri ma una manutenzione sommaria, importanti inadempienze o lunghi periodi di inattività possono generare problematiche anche peggiori. 
I casi particolari sono rappresentati da auto d’epoca e vetture molto datate, dove il chilometraggio dichiarato necessita sempre di una verifica accurata e della coerenza con l’età anagrafica. 
Meglio privilegiare un’auto con chilometri trasparenti, dimostrabili e con storia manutentiva chiara piuttosto che una vettura “troppo perfetta” senza documentazione esaustiva.

Oltre i chilometri: quali altri indici valutare per un acquisto sicuro

Un acquisto consapevole e sicuro passa obbligatoriamente dalla valutazione di più elementi oltre al semplice chilometraggio. Vediamo i principali indicatori:

  • Storico delle manutenzioni: controllare il regolare aggiornamento dei tagliandi periodici è sinonimo di affidabilità. Libretto tagliandi compilato e fatture ufficiali rappresentano prova concreta dei lavori svolti.
  • Condizioni estetiche e meccaniche: analisi attenta di carrozzeria, cristalli, interni, pedaliera, volante e pomello del cambio aiutano a rilevare eventuali discrepanze tra usura e km dichiarati.
  • Numero dei proprietari: una lunga “filiera” può essere un campanello d’allarme, mentre pochi passaggi indicano maggiore probabilità di continuità nelle cure.
  • Tipologia di uso: urbane, extraurbane, lavoro o hobby implicano usure e rischi differenti. Le percorrenze soprattutto autostradali, ad esempio, possono essere meno dannose rispetto a quelle cittadine.
  • Percorsi di revisione e controlli CEE: la consultazione dei dati ufficiali presso enti pubblici offre un ulteriore livello di sicurezza nella valutazione dello stato effettivo del mezzo.

La combinazione di questi parametri permette di effettuare una scelta realmente informata, capace di minimizzare il rischio di “brutte sorprese” e acquisti avventati. 

Come verificare l'autenticità dei chilometri: strumenti e strategie per evitare truffe

L’alterazione fraudolenta del chilometraggio rappresenta una delle insidie più temute dagli acquirenti. Per questo, esistono strumenti e metodologie per accertare l’autenticità dei chilometri dichiarati.

  • Controllo tramite portali istituzionali: Il Portale dell’Automobilista consente di consultare gratuitamente il chilometraggio registrato all’ultima revisione ufficiale; basta inserire la targa per avere dati aggiornati e attendibili.
  • Visure al Pubblico Registro Automobilistico (PRA): Permettono di verificare la coerenza tra i chilometri segnalati e l’anno di immatricolazione, individuando potenziali anomalie o incongruenze temporali.
  • Consulenza di un meccanico esperto: Un controllo professionale degli interni, della centralina elettronica e dei componenti soggetti a usura permette di valutare la verosimiglianza dei dati.
  • Analisi della documentazione storica: Visionare il libretto e le relative revisioni, confrontando date e chilometri, aiuta a rilevare eventuali discrepanze.
  • Verifica elettronica del chilometraggio: Un elettrauto specializzato può scandagliare le centraline attraverso software dedicati, fermo restando che alcune manipolazioni avanzate possono ancora sfuggire ai controlli.

Dall’incrocio di queste verifiche emerge il reale stato di percorrenza dell’auto, riducendo la possibilità di cadere vittima di frodi commerciali. In caso di sospetti o difformità, è importante procedere con la massima cautela, evitando acquisti avventati.

Le truffe sul chilometraggio: come riconoscerle e tutelarsi legalmente

L’alterazione dei dati chilometrici, la cosiddetta “schilometratura”, può comportare risvolti legali importanti sia in ambito civile sia penale.

  • Segni di possibili manipolazioni: incoerenza tra stato degli interni ed esterni e chilometri dichiarati, tagliandi e revisioni mancanti, cambi di proprietà sospetti o troppo frequenti.
  • Tutela legale: In caso di accertata frode, l’acquirente può agire per la risoluzione del contratto o per ottenere una riduzione del prezzo. Nel caso di dolo contrattuale, la legge prevede anche l’azione penale contro il venditore, come disciplinato dagli articoli relativi alla truffa del Codice Civile e Penale.
  • Segnalazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM): è possibile rivolgersi anche all’Antitrust in presenza di pratiche sleali, senza limiti temporali di prescrizione.

Consigli pratici per acquistare un’auto usata col giusto chilometraggio

La scelta di una vettura usata passa anche da alcune semplici regole operative che aumentano le probabilità di successo dell’acquisto:

  • Confrontare modelli omogenei per valutare correttamente il prezzo di mercato in relazione a stato, anno e chilometri.
  • Non affidarsi solo al prezzo: prezzi troppo bassi possono nascondere problemi, così come offerte “fuori mercato” spesso celano anomalie sulle percorrenze effettive.
  • Pretendere sempre le revisioni documentate e le fatture degli interventi principali su motore, trasmissione e sistemi di sicurezza.
  • Verificare la presenza di garanzie residua da parte del venditore, oltre alle tutele di legge.
  • Diffidare di dichiarazioni generiche o slogan pubblicitari vuoti; affidarsi a rivenditori con reputazione consolidata e disponibilità a fornire tutte le informazioni richieste.