Ricevere una eredità è sempre un grande vantaggio e rappresenta per molti anche un’ottima opportunità, soprattutto nel caso in cui l’eredità sia di una proprietà immobiliare e non si ha ancora una casa propria.
Ma non solo: la cessione di ogni bene patrimoniale è comunque conveniente e contribuisce ad arricchire chi li riceve.
Non tutti i destinatari di eredità decidono, però, di tenerla: c’è chi vi rinuncia, soprattutto in presenza di debiti cospicui, così come c’è anche chi decide di venderla, se non tutta almeno in parte. Vediamo di seguito allora nel dettaglio come funziona la vendita di una eredità.
Quando si riceve una eredità, che sia unicamente propria o che condivisa con altri eredi, si può sempre decidere di vendere.
Non ci sono vincoli o limiti, a patto di seguire le giuste procedure e le dovute condizioni, soprattutto in presenza di co-eredi.
Per procedere alla vendita di una eredità bisogna innanzitutto informare gli altri eredi.
La comunicazione delle proprie intenzioni deve avvenire tramite notifica ai coeredi che vengono così informati della volontà di vendere la propria quota di eredità.
Tale notifica deve avvenire in forma scritta perché, stando alla normativa vigente, la comunicazione ora non basta.
Nella comunicazione devono essere riportate una proposta contrattuale completa, cioè con tutti gli elementi fondamentali solitamente presenti di un vero e proprio contratto di vendita; il prezzo di vendita e le condizioni, cioè eventuali altre modalità e requisiti rilevanti per la vendita.
Una volta ben redatta, la notifica deve essere recapitata a tutti i co-eredi o tramite l’ufficiale giudiziario, o tramite raccomandata con avviso di ricevimento, o tramite Pec, posta elettronica certificata.
In ogni caso, si tratta di modalità di consegna sicure perché si riceve sempre, in qualche modo, l’attestazione di avvenuta ricezione.
Il motivo per cui è necessario sempre informare prima gli altri eredi della intenzione di vendere la propria parte di eredità e che la legge riconosce ai co-eredi il diritto di prelazione sulla parte di eredità in vendita, cioè la possibilità di essere preferiti ad altri acquirenti a parità di condizioni.
Una volta ricevuta la notifica con la volontà di vendita di una quota dell’eredità, i coeredi hanno un termine di due mesi per esercitare il loro diritto di prelazione.
Tale termine di due mesi decorre dal momento in cui ciascun coerede ha ricevuto la notifica.
Se le notifiche avvengono in date diverse, il termine decorre dall’ultima notifica effettuata.
Se entro i due mesi previsti i coeredi non comunicano la loro intenzione di acquistare alle condizioni proposte, l’erede che ha decido di vendere è libero di cedere la propria quota a terzi.