Criptovalute, obbligo registrazione clienti e schedatura al via. Tutte le conseguenze

La gestione delle criptovalute in Italia diventa più attenta con le nuovo norme che introducono l'obbligo di iscrizione varrà sia per gli operatori italiani. Cosa cambia.

Criptovalute, obbligo registrazione clie

Obbligo registrazione clienti criptovalute, come funziona?

L’obbligo di iscrizione varrà sia per gli operatori italiani che per quelli esteri, ovvero coloro che svolgono la propria attività a distanza secondo modalità telematiche, nel territorio della Repubblica, eventualmente ricorrendo anche a siti web, applicazioni che offrono i predetti servizi in lingua italiana.

Il registro degli scambi relativo alle criptovalute è arrivato in Italia. Ci sono voluti diversi anni per vedere il decreto attuativo. Ma alla fine, l'elenco degli operatori di criptovaluta è stato creato ed è gestito dall'Oam, l'Organismo di agenti di credito e broker. Quali sono le conseguenze di questa scelta? Cosa comporta? Vediamo nel dettaglio:

  • Obbligo registrazione clienti criptovalute, come funziona

  • Quali conseguenze per chi detiene criptovalute

Obbligo registrazione clienti criptovalute, come funziona

Oltre a gestire le liste degli agenti finanziari e dei mediatori creditizi, l'Organismo di agenti di credito e broker si occupa già di bonifici, cambiavalute e compratori di oro. E ora avrà competenze su "fornitori di servizi relativi all'uso della valuta virtuale e di servizi di portafoglio digitale" ai quali sarà richiesto di comunicare le proprie operazioni sul territorio nazionale. Quindi non solo le aziende italiane ma tutti i fornitori di servizi (anche esteri) operanti sul territorio nazionale.

Il documento in circolazione precisa tra l'altro che l'obbligo di comunicazione per la relativa registrazione si applica anche quando l'attività dei fornitori di servizi relativi all'utilizzo di valuta virtuale e fornitori di servizi di portafoglio digitale, anche esteri, è svolta a distanza, per via telematica, sul territorio della Repubblica, ricorrendo eventualmente anche a siti web, applicazioni che offrono il servizi in italiano. Tutto ciò consentirà al Ministero dell'Economia di avere sempre una visione aggiornata del panorama degli scambi in Italia.

Il decreto prevede infatti la trasmissione da parte dell'Oam al Ministero dell'Economia di una relazione semestrale contenente i dati aggregati relativi al numero dei prestatori di servizi relativi all'utilizzo della valuta virtuale e dei servizi di portafoglio registrati digitali. Il monitoraggio aiuterà a identificare potenziali casi di abuso dell'attività.

L’obbligo di iscrizione varrà sia per gli operatori italiani che per quelli esteri ovvero coloro che svolgono la propria attività a distanza secondo modalità telematiche, nel territorio della Repubblica, eventualmente ricorrendo anche a siti web, applicazioni che offrono i predetti servizi in lingua italiana.

Può accedere ai dati l'organismo degli agenti e dei mediatori creditizi che dovrà collaborare con autorità di vigilanza, Guardia di Finanza, Polizia valutaria, Direzione antimafia, autorità giudiziarie e agenzie fiscali fornendo periodicamente ogni informazione e documentazione necessaria per verificare eventuali illeciti.

Quali conseguenze per chi detiene criptovalute

Definire le monete digitali come valute è inappropriato da un punto di vista strettamente giuridico. A volte sono un mezzo di pagamento, altre volte sono considerati veri e propri strumenti finanziari, altre volte sono opere digitali o titoli che rappresentano beni o servizi.

La quinta direttiva antiriciclaggio del Parlamento europeo e del Consiglio del 30 maggio 2018 sulla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio e finanziamento del terrorismo ha esteso gli obblighi di due diligence antiriciclaggio per i fornitori di servizi relativi all'uso della valuta virtuale, stabilendo inoltre che gli Stati membri devono prevedere una specifica procedura di registrazione per i fornitori di servizi di cambio e portafogli elettronici.

Ha introdotto, a tal fine, le nozioni di moneta virtuale, cambio e portamonete elettronico, stabilendo che la valuta virtuale indica la rappresentazione del valore digitale che non è emessa o garantita da una banca centrale o da un ente pubblico, non è necessariamente collegata a una valuta legalmente stabilita, non ha lo status giuridico di denaro o valuta, ma è accettata da persone fisiche e giuridiche come mezzo di scambio e suscettibile di essere trasferito, archiviato e scambiato elettronicamente.

Scambio indica fornitori di servizi di scambio tra valute virtuali e fornitore di portafoglio elettronico indica il servizio di portafoglio digitale indica i fornitori che forniscono servizi di backup di chiavi crittografiche private per l'account del cliente al fine di conservare, archiviare o trasferire valute virtuali.





Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il