Doveri di una badante in caso di ricovero dell'assistito secondo contratto domestico 2021

Doveri di una badante in caso di ricovero dell'assistito secondo contratto domestico 2021

Doveri di una badante in caso di ricover

Quali sono i doveri di una badante in caso di ricovero dell’assistito?

Stando a quanto previsto dal contratto domestico 2021, se richiesto, la badante, in costanza di lavoro, ha il dovere di prestare servizio di assistenza in ospedale o altra struttura di ricovero piuttosto che a casa, svolgendo le stesse attività di assistenza e pulizia che si fanno a casa e fornendo, al tempo stesso, supplemento alla cura medica.
 

Il Ccnl domestico che disciplina il lavoro delle badante prevede norme che regolano il rapporto di lavoro delle badanti con i propri assistiti e relativi familiari per prestare assistenza alla persona anziana, malata o disabile, preparare i pasti, mantenere pulita la casa e tenerla in ordine, lavare, stirare, curare l'igiene personale della persona assistita, cucinare.

Può succedere, però, che la persona assistita dalla badante venga ricoverata. E in tal caso ci si chiede cosa deve fare la badante se la persona assistita viene ricoverata?

  • Doveri di una badante in caso di ricovero dell'assistito
  • Condizioni lavoro badante in caso di ricovero assistito

Doveri di una badante in caso di ricovero dell'assistito

Stando a quanto previsto dal contratto domestico 2021, il rapporto di lavoro della badante con il suo assistito non si interrompe durante eventuali periodi di sospensioni di lavoro dovute ad esigenze del datore di lavoro e in questi periodi la badante ha comunque diritto a percepire l’intera retribuzione globale di fatto. 

Anche nel caso di ricovero dell’assistito, secondo quanto previsto dal relativo Ccnl, la badante ha dei doveri a cui assolvere che variano a seconda della tipologia di ricovero dell’assistito. Possono, infatti, verificarsi diverse situazioni di ricovero, per cui se il periodo di ricovero dell’assistito è di durata breve, la badante, per legge, non ha alcun dovere di assistenza in ospedale, ma mantiene il diritto alla retribuzione globale di fatto e a vitto e alloggio o relativa indennità sostitutiva.

Se, invece, l’assistito deve essere ricoverato per un lungo periodo, il rapporto di lavoro con la badante può o cessare (rispettando i dovuti termini di preavviso previsti da contratto) o continua nella struttura di ricovero dell’assistito.

In questo caso, la badante ha il dovere di continuare il suo lavoro di assistenza presso la struttura di ricovero dell’assistito mentre il datore di lavoro, dal canto suo, deve comunicare all’Inps le eventuali variazioni di impiego della badante, come luogo di lavoro e relativo orario. Tale comunicazione deve avvenire entro 5 giorni dal momento in cui si cambia modalità di impiego. Doveri badante ricovero assistito contratto domestico 

Se richiesto, infatti, la badante, in costanza di lavoro, ha il dovere di prestare servizio di assistenza in ospedale o altra struttura di ricovero piuttosto che a casa, svolgendo le stesse attività di assistenza e pulizia che si fanno a casa e fornendo, al tempo stesso, supplemento alla cura medica, scelta che tante famiglie che hanno persone anziane, malate o disabili da assistere fanno in modo che il proprio caro sia sempre a contatto con una persona che ormai è parte integrante della famiglia.

Sono tante, infatti, le badanti, soprattutto conviventi, che vengono considerate persone di famiglia una volta che instaurano un rapporto con la persona che assistono e a cui voler bene. 

Condizioni lavoro badante in caso di ricovero assistito

E’ bene sapere che anche nel caso di assistenza presso ospedali o altre strutture di ricovero, restano immutate le condizioni di lavoro della badante, tra giorno libero settimanale, ferie, permessi, malattia, ecc, seguendo quanto previsto dal Ccnl domestico 2021.

E’, inoltre, prevista una indennità fino 100 euro al mese per le badanti inquadrate nel Livello ‘C super’ o ‘D super’ addette all’assistenza di più di una persona non autosufficiente e alle lavoratrici in possesso della certificazione di qualità spetta una ulteriore indennità fino a 10 euro al mese.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il